Vino italiano: dal Piemonte alla Sicilia
398 bottiglie, a partire da 8,60 €Nessun altro paese schiera altrettanti vitigni autoctoni, né altrettante denominazioni che assomigliano solo a se stesse. È anche, di gran lunga, il vigneto meglio rappresentato da noi.
Un nebbiolo delle Langhe, un sangiovese di Montalcino e un nerello delle pendici dell'Etna non si assomigliano per niente, benché siano tutti rossi e tutti italiani. La tabella delle regioni dice che cosa si beve dove, e che cosa dà nel bicchiere.
Benanti - Rovittello Etna Rosso Riserva 2018
Una riserva del versante nord dell'Etna, a 750 metri, nata da vigne centenarie a piede franco.
Benanti - Serra della Contessa Etna Rosso Riserva 2018
La particella 587 di vigne centenarie a piede franco sull'Etna, per un rosso minerale e profondo.
Castellucci Miano - Shiarà Catarratto 2020
Un Catarratto d'altitudine della Contea di Sclafani, vivace, sapido e profumato di agrumi.
Jasci - Domino Montepulciano d'Abruzzo Riserva 2021
Una riserva biologica di Vasto, Montepulciano potente affinato in barrique, tra frutti neri e liquirizia.
Jasci - Cerasuolo d'Abruzzo 2025
Un rosato biologico delle colline di Vasto, da Montepulciano, brillante di ciliegia e fragola.
Avignonesi - Desiderio Merlot 2021
Il supertuscan simbolo di Avignonesi, un Merlot di Cortona denso, succoso e profondamente speziato.
Gaja - Sorì Tildìn 2020
Il cru solare di Gaja, in cima a una collina di Barbaresco: un Nebbiolo ampio, speziato e setoso.
Giulia Negri - Barolo Marassio 2021
La parcella sommitale di Serradenari, a 536 metri: un Barolo d'altitudine di grande finezza.
Giulia Negri - Barolo Serradenari 2022
Il cru storico della famiglia Negri, a 480 metri su La Morra: un Barolo floreale, sapido e teso.
Giulia Negri - Barolo La Tartufaia 2022
Il Barolo più aperto di Giulia Negri, uvaggio di Serradenari e Brunate, fruttato e speziato.
Giulia Negri - Langhe Pinot Nero La Tartufaia 2023
Un Pinot Nero piantato a 520 metri nel cuore delle Langhe, setoso, floreale e di grande precisione.
Giulia Negri - Langhe Chardonnay La Tartufaia 2023
Uno Chardonnay d'altitudine di La Morra, teso e cremoso, plasmato da sedici mesi di affinamento sulle fecce.
Emilio Vada - Langhe Nebbiolo 2024
Un Nebbiolo delle Langhe affinato in vasca, tutto freschezza floreale, ciliegia croccante e pepe.
Ferraris - Ruchè Vigna del Parroco 2024
La vigna storica del parroco Don Cauda, unica menzione riconosciuta del Ruchè: un rosso floreale e setoso.
Luna Sicana - Perricone Pizziferru 2019
Un perricone biologico in purezza, vinificato con i propri lieviti e affinato in barrique, intenso e indimenticabile.
Luna Sicana - Fiano 2024
Un fiano biologico della valle del Platani, in Sicilia, pieno e aromatico, dalla freschezza sapida.
Masseria Surani - Heracles Primitivo di Manduria 2022
Un primitivo di Manduria potente e intenso, con note di violetta, ciliegia nera e liquirizia.
Masseria Surani - Primitivo Cabernet Sauvignon Ares 2022
Un uvaggio del Salento tra primitivo e cabernet sauvignon, fruttato, avvolgente e leggermente speziato.
Masseria Surani - Fiano Arthemis 2024
Un fiano del Salento, profumato e fresco, con note di fiori bianchi, agrumi e frutta tropicale.
Paternoster - Synthesi Aglianico del Vulture 2019
Un aglianico del Vulture che riassume il suo terroir vulcanico: frutti neri, pepe e tannini vellutati.
Paternoster - Vulcanico Falanghina 2024
Una falanghina delle pendici vulcaniche del Monte Vulture, fresca, floreale e fruttata, dal finale netto.
Carpineto - Brunello di Montalcino 2021
Un Brunello da vigne d'altura tra le più alte di Montalcino, affinato tre anni in botti grandi.
Carpineto - Chianti Classico 2024
Un Chianti Classico vinoso e floreale, con note di violetta, vellutato, sapido e ben strutturato.
Carpineto - Rosso di Montepulciano 2024
Un Rosso di Montepulciano giovane e fruttato, dagli aromi vinosi di ciliegia e fragola, fresco e morbido.
Da dove cominciare
Ognuna porta direttamente alla sua selezione.
Il nebbiolo delle Langhe
Barolo, Barbaresco, Roero e Langhe. Il vitigno più esigente del Paese, e il più rappresentato nella nostra cantina.
I grandi rossi da invecchiamentoIl sangiovese toscano
Chianti, Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano. Ciliegia acidula e tannini saldi, fatti per la tavola.
ToscanaI vini dell'Etna
Su un vulcano attivo, fino a novecento metri, il nerello dà rossi chiari e minerali che spesso si scambiano per borgogna.
EtnaI rossi del tacco
Primitivo di Manduria e Salice Salentino: frutta nera in confettura, tannini fusi, grado generoso. Il miglior rapporto piacere-prezzo del Paese.
PugliaLe bollicine del Veneto
Prosecco di Valdobbiadene e di Asolo, con metodo Charmat. Frutto diretto, bolla leggera, pronti da servire senza pensarci.
ProseccoIl chianti, dal quotidiano al cru
Quattro menzioni sulla stessa etichetta, e venti volte di scarto tra la bottiglia da settimana e il Gran Selezione.
ToscanaL'amarone e la sua uva appassita
Tre mesi sui graticci prima della pressatura: la potenza viene da lì, non dallo zucchero. Il vino secco più concentrato del paese.
VenetoRestare sotto i 20 €
Il reparto parte da 8,60 €. È nel Sud, in Sicilia e in Puglia, che la distanza tra il prezzo e il piacere è più ampia.
Un quarto del reparto
Sei regioni, sei modi di fare il rosso
Un'etichetta italiana annuncia una denominazione, mai un vitigno. Sapere che cosa si pianta e dove è quindi l'unico modo per indovinare che cosa c'è nella bottiglia.
| Regione | Denominazioni in cantina | Vitigno principe | Come si traduce nel bicchiere |
|---|---|---|---|
| PiemonteNord-ovest, ai piedi delle Alpi | Barolo, Barbaresco, Langhe, Roero, Gavi, Barbera d'Alba, Moscato d'Asti | Nebbiolo | Tannini imponenti sotto una veste pallida, un profumo di rosa e di catrame. Sono vini che chiedono invecchiamento e che lo ripagano. |
| VenetoNord-est, intorno a Verona | Amarone, Valpolicella, Ripasso, Recioto, Soave, Prosecco | Corvina | Il divario di potenza più ampio del paese: dal prosecco a undici gradi all'Amarone di uve appassite che ne fa sedici. |
| ToscanaCentro, colline di Siena e di Firenze | Chianti, Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano, Bolgheri | Sangiovese | Ciliegia acidula, tannini saldi, un'acidità che chiama il cibo. È il vino da tavola italiano per eccellenza, e invecchia molto bene. |
| SiciliaL'isola, e le pendici dell'Etna | Etna Rosso, Etna Bianco, Nero d'Avola | Nerello mascalese | L'altitudine e la cenere vulcanica danno rossi chiari, tesi e affumicati, che molti alla cieca confondono con dei borgogna. |
| PugliaIl tacco dello Stivale | Primitivo di Manduria, Salice Salentino, Negroamaro | Primitivo | Frutto nero candito, tannini fusi, gradazione alta e prezzo basso. È qui che il rapporto tra quello che paghi e quello che bevi è più favorevole. |
| Campania e Basilicata Sud continentale, suoli vulcanici | Taurasi, Aglianico del Vulture | Aglianico | Il versante austero del Sud: tannino serrato, nota affumicata, acidità viva nonostante il caldo. Lo chiamano a volte il nebbiolo del Sud. |
Il Piemonte e il Veneto pesano di più da noi: è una scelta dichiarata più che una copertura dell'intero paese.
Quale bottiglia per quale tavola
La cucina italiana è acida e sapida prima ancora che ricca. È questo che spiega perché i suoi vini siano così nervosi: sono stati fatti per lei.
| Il piatto | Cosa metterci accanto | Denominazioni | Perché funziona |
|---|---|---|---|
| Pizza, pomodoro e mozzarella | Un rosso vivace, poco legno | Chianti, Valpolicella | L'acidità del pomodoro schiaccia i vini molli. Serve un vino almeno altrettanto acido per restare in piedi. |
| Lasagne, ragù, carni in umido | Un rosso carnoso e strutturato | Primitivo, Nobile di Montepulciano | Un sugo cotto a lungo ha grasso e zucchero: chiede materia di fronte, non finezza. |
| Tartufo, selvaggina, carne rossa | Un grande rosso da invecchiamento | Barolo, Barbaresco, Taurasi | Il nebbiolo e il tartufo bianco vengono dallo stesso angolo di Piemonte, e l'abbinamento è stato costruito sul posto, per secoli. |
| Risotto, pesce alla griglia | Un bianco secco e teso | Soave, Gavi, Etna Bianco | Il grasso del burro e del parmigiano ha bisogno di acidità per non saturare il palato già al terzo boccone. |
| Salumi, antipasti | Un rosso leggero o una bollicina | Dolcetto, Barbera, Prosecco | Il sale e il grasso chiedono freschezza. Un vino potente metterebbe in ombra dei bocconi già molto saporiti. |
| Parmigiano stagionato, pecorino | Un rosso concentrato, o un vino da uve appassite | Amarone, Recioto | Un formaggio molto stagionato spezza i vini mediocri. L'Amarone ha la concentrazione e il frutto candito che servono per tenergli testa. |
| Panna cotta, crostata di frutta | Un dolce poco alcolico | Moscato d'Asti, Brachetto d'Acqui | Sette gradi di alcol e uno zucchero naturale: il dolce resta il protagonista, il vino lo accompagna senza appesantirlo. |
Gli abbinamenti di ogni bottiglia sono indicati sulla sua scheda, e il filtro per piatto li riprende nella griglia.
Abbiamo investito sul nebbiolo, e si vede
Sui nostri vini italiani, quasi uno su sei è un nebbiolo. Questo squilibrio è voluto: è il vitigno che ci interessa di più, quello in cui uno scarto di duecento metri di altitudine o di due anni di cantina cambia tutto, e quello in cui conosciamo meglio i vignaioli.
La stessa logica spiega il posto del Veneto, con Quintarelli in Valpolicella, e quello della Sicilia da quando l'Etna è tornato a essere un terroir serio. Altrove siamo più leggeri, e preferiamo dirlo apertamente piuttosto che riempire gli scaffali con referenze di volume.
Leggere un'etichetta italiana
DOCG è il livello più stringente, DOC viene subito dopo. IGT è più libera, e copre tanto il vino qualunque quanto i migliori vini di Toscana.
Riserva impone un invecchiamento più lungo rispetto alla denominazione di base, spesso uno o due anni in più.
Classico indica il cuore storico di una zona, la parte delimitata prima dei successivi ampliamenti.
Il team del Baroudeur du Vin
Le domande che ci fate sui vini italiani
Quali sono i grandi vini italiani?
Quattro nomi mettono tutti d'accordo: il Barolo e il Barbaresco in Piemonte, entrambi da nebbiolo, il Brunello di Montalcino in Toscana, e l'Amarone della Valpolicella in Veneto. Sono le denominazioni in cui l'Italia gioca al livello dei più grandi vini del mondo, e in cui i prezzi lo dicono.
Barolo o Barbaresco, qual è la differenza?
Lo stesso vitigno, il nebbiolo, su due comuni vicini delle Langhe. Il Barbaresco cresce più vicino al fiume, matura prima e invecchia due anni prima di essere venduto; è più morbido e si apre più in fretta. Il Barolo aspetta tre anni, su suoli più vari, e dà vini più massicci che chiedono spesso un decennio.
Che cos'è un Amarone?
Un rosso del Veneto fatto con uve appassite: i grappoli asciugano tre o quattro mesi sui graticci prima di essere pressati. L'acqua evapora, lo zucchero si concentra, e il vino finito raggiunge spesso i quindici o sedici gradi. Ne esce un vino molto ricco, con note di ciliegia candita e di cacao, che si beve più a fine pasto che a tavola.
Chianti e Brunello, che differenza c'è?
Vengono entrambi dalla Toscana e si basano sul sangiovese. Il Chianti può assemblarlo con altri vitigni e si beve giovane. Il Brunello di Montalcino ammette solo sangiovese in purezza, invecchia cinque anni prima di uscire e costa dalle tre alle cinque volte di più.
Quale vino italiano servire con una pizza o una pasta al pomodoro?
Un rosso vivace e poco legnoso: Chianti, Valpolicella o Barbera. Il pomodoro è molto acido e fa sembrare molle qualsiasi vino lo sia meno di lui. È anche per questo che un grande Barolo si sposa male con la pizza: è troppo tannico per un piatto che chiede soprattutto freschezza.
Che budget serve per un buon vino italiano?
Il reparto comincia a 8,60 € e metà delle bottiglie resta sotto i trentacinque euro. Tra i 15 e i 25 €, la Sicilia e la Puglia offrono il miglior rapporto con il piacere. Oltre i sessanta euro si entra nei Barolo, Barbaresco e Brunello di cantine rinomate, fino a più di mille euro per gli Amarone di Quintarelli.
Quanto valgono i vini dell'Etna?
Sono tra i rossi più interessanti del paese in questo momento. Le vigne crescono tra i quattrocento e i mille metri su cenere vulcanica, spesso a piede franco, e il nerello mascalese vi dà vini pallidi, tesi e affumicati. Molti degustatori li confondono alla cieca con dei borgogna.
Esistono buoni vini bianchi italiani?
Sì, e sono ampiamente sottovalutati. Il Soave del Veneto, in garganega, invecchia notevolmente bene; il Gavi piemontese, in cortese, è un bianco da frutti di mare; l'Etna Bianco, in carricante, gioca sulla tensione minerale. Il nostro reparto ne conta una cinquantina, ovvero un quinto dell'offerta italiana.
Quali vini italiani invecchiano meglio?
Il Barolo e il Barbaresco prima di tutto, che spesso chiedono dieci anni per aprirsi e reggono trent'anni. Seguono il Brunello di Montalcino e l'Amarone, sui quindici-vent'anni. Al contrario, un Prosecco, un Moscato d'Asti o un Valpolicella semplice si bevono entro due anni: il loro interesse è il frutto, e il frutto svanisce.
Che cosa vogliono dire DOCG, DOC e IGT?
Sono i livelli di denominazione. La DOCG è la più stringente, la DOC viene subito dopo, e l'IGT lascia più libertà al vignaiolo. Attenzione alla scorciatoia: alcuni dei vini più cari della Toscana sono classificati come semplici IGT, perché i loro produttori hanno voluto usare vitigni che la denominazione vietava.
























