Abbinamenti Gastronomici

A tavola con Barolo La Tartufaia 2022

Brasato al Barolo, finanziera piemontese, tajarin al tartufo bianco, cosciotto di capriolo, Castelmagno stagionato.

I nostri vini per

Giulia Negri Barolo La Tartufaia 2022

158,80 €
(79,40 € / bottiglia)

Il Barolo più aperto di Giulia Negri, uvaggio di Serradenari e Brunate, fruttato e speziato.

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Italia

icon vin couleur

Vin Rosso

icon alcool

14%

icon garde

10 anni +

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100% Nebbiolo

Spediamo in tutta Europa e nel mondo, con imballaggio rinforzato.

Tariffe per paese

Parliamo poco, parliamo di vino

Barolo La Tartufaia 2022Giulia Negri

La Tartufaia riunisce le uve di due vigneti della denominazione Barolo: Serradenari, sulle fresche alture di La Morra, e Brunate, uno dei cru più ricercati, a cavallo tra La Morra e il comune di Barolo. Brunate, esposto a ovest, poggia su argille tortoniane ricche di sabbia e dal pH alcalino, che danno uve dalla buccia spessa e un Nebbiolo più rotondo e accessibile. Il clima continentale delle Langhe accompagna una maturazione lenta.

La fermentazione è spontanea, condotta in tini di legno da 60 ettolitri, con una macerazione sulle bucce di circa quaranta giorni, un po' più breve rispetto alle altre parcelle della cantina. Il vino affina poi ventiquattro mesi in grandi botti di rovere austriaco da 25 ettolitri, quindi viene imbottigliato senza filtrazione. Questo stile paziente e tradizionale preserva la freschezza del frutto affinando al tempo stesso la trama tannica.

Questo vino rivela note di ciliegia, fragolina di bosco, frutta candita, confettura di rabarbaro, menta, dragoncello, ginepro e sottobosco. Il frutto rosso, generoso ed espressivo, si sfuma di accenti erbacei e di un tocco legnoso terroso. In bocca, al tempo stesso accattivante e setoso, unisce tannini fini, un'acidità vivace e un finale lungo, speziato e minerale.

Dove si viaggia?

Il PiemonteItalia

Uno dei modi migliori per scoprire il Piemonte è attraverso i suoi vini. Percorri la regione e scoprirai tutta una gamma di stili: rossi audaci e di lungo invecchiamento, bianchi secchi e delicati, oppure dolci e frizzanti come il Moscato d'Asti. Il Piemonte è infatti una delle regioni vitivinicole più rinomate d'Italia. Si trova nel nord-ovest del paese, e la sua posizione geografica lo rende unico: confina sia con la Francia sia con la Svizzera, ed è quindi una delle poche regioni italiane a toccare entrambi i paesi. Il Piemonte è una regione montuosa, circondata dalle Alpi, con vaste zone collinari e un paesaggio molto vario. Se in estate le condizioni per la produzione del vino sono simili a quelle della regione di Bordeaux, il Piemonte conosce temperature molto più fredde nei mesi invernali e precipitazioni nettamente inferiori durante tutto l'anno, grazie all'effetto di ombra pluviometrica delle Alpi.

La piccola storia del paese

Italia

Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita, ma com'è difficile orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come tanti piccoli paesi piuttosto che un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa regalare agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, oltre a bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto il nome commercialmente più utile e più noto: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri... Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità ed è originaria della Grecia. Sarebbero stati gli Etruschi a introdurre la vite e gli immigrati greci a migliorarne e modificarne la composizione varietale; furono poi loro a chiamare questo paese "Oenotria": la terra del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e già alcune regioni si distinguevano per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una traccia indelebile delle loro conquiste. Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. L'Italia si divide in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "sud dello stivale" regna il clima mediterraneo, con estati molto calde e molto secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, che merita davvero di essere esplorato!

Domande frequenti

Tutto su Barolo La Tartufaia 2022

A che temperatura servire Barolo La Tartufaia 2022?

Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.

Per quanto tempo si può conservare Barolo La Tartufaia 2022?

Potenziale di invecchiamento: 10 anni e oltre, cioè almeno fino al 2032. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.

Quali vitigni compongono Barolo La Tartufaia 2022?

Vitigni: 100% Nebbiolo. Origine: Piemonte, Italia. Gradazione alcolica: 14%.

Con cosa servire Barolo La Tartufaia 2022?

Barolo La Tartufaia 2022 si abbina a selvaggina. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.

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