A tavola con Sorì Tildìn 2020
Tajarin al tartufo bianco d'Alba, carré d'agnello in crosta di erbe, civet di lepre, piccione arrosto al suo fondo, Parmigiano Reggiano 36 mesi.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Sorì Tildìn 2020Gaja
Sorì Tildìn è uno dei cru simbolo della casa Gaja, a Barbaresco, in Piemonte. In dialetto locale, «sorì» indica una collina rivolta a sud, e «Tildìn» è il diminutivo di Clotilde, la nonna di Angelo Gaja. La vigna si trova in cima a una collina di Barbaresco, proprio sopra Costa Russi. L'esposizione a sud e sud-ovest e la forma ad anfiteatro le assicurano un soleggiamento massimo, propizio a una piena maturità del Nebbiolo.
Le uve di questa collina solare seguono una fermentazione e una macerazione classiche di circa tre settimane in vasche d'acciaio inox, per estrarre colore, materia e tannini maturi. Il vino affina poi dodici mesi in barrique, quindi altri dodici mesi in grandi botti di rovere. Questo doppio affinamento arrotonda la trama e integra il legno con eleganza, preservando l'espressione del terroir di Barbaresco e il notevole potenziale di invecchiamento del cru.
Questo vino rivela note di sandalo, cannella, violetta, fragola, ciliegia, lampone, liquirizia e chiodo di garofano. Il bouquet, complesso e profumato, unisce la dolcezza delle spezie e dei fiori a un frutto rosso goloso. In bocca, pieno ed elegante, si mostra generoso e voluminoso, sostenuto da tannini avvolgenti e succulenti, fino a un finale lungo e di razza.
Dove si viaggia?
Il PiemonteItalia
Uno dei modi migliori per scoprire il Piemonte è attraverso i suoi vini. Percorri la regione e scoprirai tutta una gamma di stili: rossi audaci e di lungo invecchiamento, bianchi secchi e delicati, oppure dolci e frizzanti come il Moscato d'Asti. Il Piemonte è infatti una delle regioni vitivinicole più rinomate d'Italia. Si trova nel nord-ovest del paese, e la sua posizione geografica lo rende unico: confina sia con la Francia sia con la Svizzera, ed è quindi una delle poche regioni italiane a toccare entrambi i paesi. Il Piemonte è una regione montuosa, circondata dalle Alpi, con vaste zone collinari e un paesaggio molto vario. Se in estate le condizioni per la produzione del vino sono simili a quelle della regione di Bordeaux, il Piemonte conosce temperature molto più fredde nei mesi invernali e precipitazioni nettamente inferiori durante tutto l'anno, grazie all'effetto di ombra pluviometrica delle Alpi.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita, ma com'è difficile orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come tanti piccoli paesi piuttosto che un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa regalare agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, oltre a bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto il nome commercialmente più utile e più noto: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri... Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità ed è originaria della Grecia. Sarebbero stati gli Etruschi a introdurre la vite e gli immigrati greci a migliorarne e modificarne la composizione varietale; furono poi loro a chiamare questo paese "Oenotria": la terra del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e già alcune regioni si distinguevano per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una traccia indelebile delle loro conquiste. Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. L'Italia si divide in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "sud dello stivale" regna il clima mediterraneo, con estati molto calde e molto secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, che merita davvero di essere esplorato!
Tutto su Sorì Tildìn 2020
A che temperatura servire Sorì Tildìn 2020?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Sorì Tildìn 2020?
Potenziale di invecchiamento: 10 anni e oltre, cioè almeno fino al 2030. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Sorì Tildìn 2020?
Vitigni: 100% Nebbiolo. Origine: Piemonte, Italia. Gradazione alcolica: 14%.
Con cosa servire Sorì Tildìn 2020?
Sorì Tildìn 2020 si abbina a agnello, formaggi a pasta dura e selvaggina. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
