Vino italiano: dal Piemonte alla Sicilia
384 bottiglie, a partire da 8,60 €Nessun altro paese schiera altrettanti vitigni autoctoni, né altrettante denominazioni che assomigliano solo a se stesse. È anche, di gran lunga, il vigneto meglio rappresentato da noi.
Un nebbiolo delle Langhe, un sangiovese di Montalcino e un nerello delle pendici dell'Etna non si assomigliano per niente, benché siano tutti rossi e tutti italiani. La tabella delle regioni dice che cosa si beve dove, e che cosa dà nel bicchiere.
Ceretto - Langhe Arneis Blangè 2024
Il bianco emblematico di Ceretto, un arneis del Roero fruttato, minerale e di grande freschezza.
Ceretto - Moscato d'Asti 2025
Un Moscato d'Asti frizzante e profumato delle colline di Santo Stefano Belbo, dolce e fresco allo stesso tempo.
Gianni Gagliardo - Barolo del Comune di Monforte d'Alba 2021
Un Barolo comunale di Monforte d'Alba, uvaggio di due vigne dai caratteri opposti, austero e profondo.
Gianni Gagliardo - Dabatiè Langhe Nebbiolo 2022
Un nebbiolo delle sabbie gessose del Roero, affinato in vasca per conservare tutta la brillantezza del suo frutto rosso.
Gianni Gagliardo - Fallegro Langhe Favorita 2023
La favorita, vermentino piemontese affinato sulle fecce: un bianco del Roero fresco, floreale e sapido.
Santa Margherita - Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut
Un Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut netto e fruttato, tra mela renetta e fiore di pesco.
Santa Margherita - Pinot Grigio Valdadige 2025
Il pinot grigio vinificato in bianco da Santa Margherita, netto, secco e intenso, con note di mela Golden.
Torresella - Prosecco Extra Dry
Un Prosecco Extra Dry del Veneto orientale, dalle bollicine fini e dagli aromi di agrumi e frutta bianca.
Torresella - Prosecco Rosé Brut
Un Prosecco rosé di glera e pinot nero, dal perlage fine, su fiori, agrumi e frutti rossi.
Torresella - Pinot Grigio Rosé 2025
Un rosato di pinot grigio veneto, pallido e delicato, con note di fragola, lampone e ciliegia.
San Marzano - Primitivo di Manduria Dolce Naturale 11 Filari 2022
Un primitivo dolce naturale da undici filari di vecchie viti, appassito sulla pianta, tra ciliegia candita e fico.
Medici Ermete - Lambrusco Reggiano DOC Dolce La Favorita
Un lambrusco dolce e frizzante dell'Emilia, dalla spuma fine e dal goloso frutto nero, ideale con il dessert.
Francesco Brigatti - Colline Novaresi Mottobello Erbaluce 2024
Un erbaluce dell'Alto Piemonte, floreale e salino, che il suo vignaiolo definisce il più rosso dei vini bianchi.
Torelli - Grappa Moscato Bio
Una grappa di moscato biologica del Piemonte, floreale e nitida, per chiudere un pasto con una nota profumata.
Saragat - Vermentino Isola dei Nuraghi 2024
Un vermentino sardo luminoso e sapido, dai profumi di rosmarino e fiori di sambuco, fatto per il mare.
Meloni - Malvasia di Cagliari DOC Bio 2011
Una malvasia sarda liquorosa e biologica, fresca ed esotica, che ha conservato tutta la sua vivacità nel corso degli anni.
Meloni - Nasco di Cagliari 2008
Un bianco dolce da vendemmia tardiva, dal rarissimo nasco sardo, dalle mille sfumature di erbe aromatiche.
Meloni - Il Biologico Cannonau di Sardegna DOC 2020
Un cannonau sardo biologico, affinato senza legno, tutto frutti neri e spezie, di una sorprendente scorrevolezza.
Pupillo - Solacium Moscato di Siracusa Passito DOC 2022
Un moscato passito di Siracusa da uve surmature sulla pianta, tra albicocca candita, miele e spezie dolci.
Pupillo - Pollio Moscato di Siracusa DOC 2022
Il moscato storico di Siracusa, delicatamente amabile, floreale e fresco, che risveglia l'aperitivo come il formaggio.
Cantina Cellaro - Nerello Mascalese Micina Terre Siciliane IGP 2023
Un nerello mascalese solare della Sicilia occidentale, morbido e speziato, con note di frutti rossi e prugna secca.
San Marzano - F Negroamaro IGT Salento 2021
Un negroamaro da vecchie vigne ad alberello del Salento, profondo e vellutato, affinato dodici mesi in barrique.
Vineka - Rosone Vin Orange IGP Itria 2022
Un orange wine della Valle d'Itria, secco e saporito, tra scorza d'arancia, frutta candita e caramello.
Vineka - Bianco Puglia IGP 2025
Un bianco pugliese vivace e sapido, tra erbe fresche, agrumi e frutti esotici, perfetto per l'aperitivo.
Da dove cominciare
Ognuna porta direttamente alla sua selezione.
Il nebbiolo delle Langhe
Barolo, Barbaresco, Roero e Langhe. Il vitigno più esigente del Paese, e il più rappresentato nella nostra cantina.
I grandi rossi da invecchiamentoIl sangiovese toscano
Chianti, Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano. Ciliegia acidula e tannini saldi, fatti per la tavola.
ToscanaI vini dell'Etna
Su un vulcano attivo, fino a novecento metri, il nerello dà rossi chiari e minerali che spesso si scambiano per borgogna.
EtnaI rossi del tacco
Primitivo di Manduria e Salice Salentino: frutta nera in confettura, tannini fusi, grado generoso. Il miglior rapporto piacere-prezzo del Paese.
PugliaLe bollicine del Veneto
Prosecco di Valdobbiadene e di Asolo, con metodo Charmat. Frutto diretto, bolla leggera, pronti da servire senza pensarci.
ProseccoIl chianti, dal quotidiano al cru
Quattro menzioni sulla stessa etichetta, e venti volte di scarto tra la bottiglia da settimana e il Gran Selezione.
ToscanaL'amarone e la sua uva appassita
Tre mesi sui graticci prima della pressatura: la potenza viene da lì, non dallo zucchero. Il vino secco più concentrato del paese.
VenetoRestare sotto i 20 €
Il reparto parte da 8,60 €. È nel Sud, in Sicilia e in Puglia, che la distanza tra il prezzo e il piacere è più ampia.
Un quarto del reparto
Sei regioni, sei modi di fare il rosso
Un'etichetta italiana annuncia una denominazione, mai un vitigno. Sapere che cosa si pianta e dove è quindi l'unico modo per indovinare che cosa c'è nella bottiglia.
| Regione | Denominazioni in cantina | Vitigno principe | Come si traduce nel bicchiere |
|---|---|---|---|
| PiemonteNord-ovest, ai piedi delle Alpi | Barolo, Barbaresco, Langhe, Roero, Gavi, Barbera d'Alba, Moscato d'Asti | Nebbiolo | Tannini imponenti sotto una veste pallida, un profumo di rosa e di catrame. Sono vini che chiedono invecchiamento e che lo ripagano. |
| VenetoNord-est, intorno a Verona | Amarone, Valpolicella, Ripasso, Recioto, Soave, Prosecco | Corvina | Il divario di potenza più ampio del paese: dal prosecco a undici gradi all'Amarone di uve appassite che ne fa sedici. |
| ToscanaCentro, colline di Siena e di Firenze | Chianti, Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano, Bolgheri | Sangiovese | Ciliegia acidula, tannini saldi, un'acidità che chiama il cibo. È il vino da tavola italiano per eccellenza, e invecchia molto bene. |
| SiciliaL'isola, e le pendici dell'Etna | Etna Rosso, Etna Bianco, Nero d'Avola | Nerello mascalese | L'altitudine e la cenere vulcanica danno rossi chiari, tesi e affumicati, che molti alla cieca confondono con dei borgogna. |
| PugliaIl tacco dello Stivale | Primitivo di Manduria, Salice Salentino, Negroamaro | Primitivo | Frutto nero candito, tannini fusi, gradazione alta e prezzo basso. È qui che il rapporto tra quello che paghi e quello che bevi è più favorevole. |
| Campania e Basilicata Sud continentale, suoli vulcanici | Taurasi, Aglianico del Vulture | Aglianico | Il versante austero del Sud: tannino serrato, nota affumicata, acidità viva nonostante il caldo. Lo chiamano a volte il nebbiolo del Sud. |
Il Piemonte e il Veneto pesano di più da noi: è una scelta dichiarata più che una copertura dell'intero paese.
Quale bottiglia per quale tavola
La cucina italiana è acida e sapida prima ancora che ricca. È questo che spiega perché i suoi vini siano così nervosi: sono stati fatti per lei.
| Il piatto | Cosa metterci accanto | Denominazioni | Perché funziona |
|---|---|---|---|
| Pizza, pomodoro e mozzarella | Un rosso vivace, poco legno | Chianti, Valpolicella | L'acidità del pomodoro schiaccia i vini molli. Serve un vino almeno altrettanto acido per restare in piedi. |
| Lasagne, ragù, carni in umido | Un rosso carnoso e strutturato | Primitivo, Nobile di Montepulciano | Un sugo cotto a lungo ha grasso e zucchero: chiede materia di fronte, non finezza. |
| Tartufo, selvaggina, carne rossa | Un grande rosso da invecchiamento | Barolo, Barbaresco, Taurasi | Il nebbiolo e il tartufo bianco vengono dallo stesso angolo di Piemonte, e l'abbinamento è stato costruito sul posto, per secoli. |
| Risotto, pesce alla griglia | Un bianco secco e teso | Soave, Gavi, Etna Bianco | Il grasso del burro e del parmigiano ha bisogno di acidità per non saturare il palato già al terzo boccone. |
| Salumi, antipasti | Un rosso leggero o una bollicina | Dolcetto, Barbera, Prosecco | Il sale e il grasso chiedono freschezza. Un vino potente metterebbe in ombra dei bocconi già molto saporiti. |
| Parmigiano stagionato, pecorino | Un rosso concentrato, o un vino da uve appassite | Amarone, Recioto | Un formaggio molto stagionato spezza i vini mediocri. L'Amarone ha la concentrazione e il frutto candito che servono per tenergli testa. |
| Panna cotta, crostata di frutta | Un dolce poco alcolico | Moscato d'Asti, Brachetto d'Acqui | Sette gradi di alcol e uno zucchero naturale: il dolce resta il protagonista, il vino lo accompagna senza appesantirlo. |
Gli abbinamenti di ogni bottiglia sono indicati sulla sua scheda, e il filtro per piatto li riprende nella griglia.
Abbiamo investito sul nebbiolo, e si vede
Sui nostri vini italiani, quasi uno su sei è un nebbiolo. Questo squilibrio è voluto: è il vitigno che ci interessa di più, quello in cui uno scarto di duecento metri di altitudine o di due anni di cantina cambia tutto, e quello in cui conosciamo meglio i vignaioli.
La stessa logica spiega il posto del Veneto, con Quintarelli in Valpolicella, e quello della Sicilia da quando l'Etna è tornato a essere un terroir serio. Altrove siamo più leggeri, e preferiamo dirlo apertamente piuttosto che riempire gli scaffali con referenze di volume.
Leggere un'etichetta italiana
DOCG è il livello più stringente, DOC viene subito dopo. IGT è più libera, e copre tanto il vino qualunque quanto i migliori vini di Toscana.
Riserva impone un invecchiamento più lungo rispetto alla denominazione di base, spesso uno o due anni in più.
Classico indica il cuore storico di una zona, la parte delimitata prima dei successivi ampliamenti.
Il team del Baroudeur du Vin
Le domande che ci fate sui vini italiani
Quali sono i grandi vini italiani?
Quattro nomi mettono tutti d'accordo: il Barolo e il Barbaresco in Piemonte, entrambi da nebbiolo, il Brunello di Montalcino in Toscana, e l'Amarone della Valpolicella in Veneto. Sono le denominazioni in cui l'Italia gioca al livello dei più grandi vini del mondo, e in cui i prezzi lo dicono.
Barolo o Barbaresco, qual è la differenza?
Lo stesso vitigno, il nebbiolo, su due comuni vicini delle Langhe. Il Barbaresco cresce più vicino al fiume, matura prima e invecchia due anni prima di essere venduto; è più morbido e si apre più in fretta. Il Barolo aspetta tre anni, su suoli più vari, e dà vini più massicci che chiedono spesso un decennio.
Che cos'è un Amarone?
Un rosso del Veneto fatto con uve appassite: i grappoli asciugano tre o quattro mesi sui graticci prima di essere pressati. L'acqua evapora, lo zucchero si concentra, e il vino finito raggiunge spesso i quindici o sedici gradi. Ne esce un vino molto ricco, con note di ciliegia candita e di cacao, che si beve più a fine pasto che a tavola.
Chianti e Brunello, che differenza c'è?
Vengono entrambi dalla Toscana e si basano sul sangiovese. Il Chianti può assemblarlo con altri vitigni e si beve giovane. Il Brunello di Montalcino ammette solo sangiovese in purezza, invecchia cinque anni prima di uscire e costa dalle tre alle cinque volte di più.
Quale vino italiano servire con una pizza o una pasta al pomodoro?
Un rosso vivace e poco legnoso: Chianti, Valpolicella o Barbera. Il pomodoro è molto acido e fa sembrare molle qualsiasi vino lo sia meno di lui. È anche per questo che un grande Barolo si sposa male con la pizza: è troppo tannico per un piatto che chiede soprattutto freschezza.
Che budget serve per un buon vino italiano?
Il reparto comincia a 8,60 € e metà delle bottiglie resta sotto i trentacinque euro. Tra i 15 e i 25 €, la Sicilia e la Puglia offrono il miglior rapporto con il piacere. Oltre i sessanta euro si entra nei Barolo, Barbaresco e Brunello di cantine rinomate, fino a più di mille euro per gli Amarone di Quintarelli.
Quanto valgono i vini dell'Etna?
Sono tra i rossi più interessanti del paese in questo momento. Le vigne crescono tra i quattrocento e i mille metri su cenere vulcanica, spesso a piede franco, e il nerello mascalese vi dà vini pallidi, tesi e affumicati. Molti degustatori li confondono alla cieca con dei borgogna.
Esistono buoni vini bianchi italiani?
Sì, e sono ampiamente sottovalutati. Il Soave del Veneto, in garganega, invecchia notevolmente bene; il Gavi piemontese, in cortese, è un bianco da frutti di mare; l'Etna Bianco, in carricante, gioca sulla tensione minerale. Il nostro reparto ne conta una cinquantina, ovvero un quinto dell'offerta italiana.
Quali vini italiani invecchiano meglio?
Il Barolo e il Barbaresco prima di tutto, che spesso chiedono dieci anni per aprirsi e reggono trent'anni. Seguono il Brunello di Montalcino e l'Amarone, sui quindici-vent'anni. Al contrario, un Prosecco, un Moscato d'Asti o un Valpolicella semplice si bevono entro due anni: il loro interesse è il frutto, e il frutto svanisce.
Che cosa vogliono dire DOCG, DOC e IGT?
Sono i livelli di denominazione. La DOCG è la più stringente, la DOC viene subito dopo, e l'IGT lascia più libertà al vignaiolo. Attenzione alla scorciatoia: alcuni dei vini più cari della Toscana sono classificati come semplici IGT, perché i loro produttori hanno voluto usare vitigni che la denominazione vietava.
























