A tavola con Beneventano Falanghina 2024
Da gustare per esempio su calamari ripieni, pasta al pomodoro fresco e aglio, una padellata di frutti di mare in persillade o ancora dei bei arancini alla mozzarella !
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Beneventano Falanghina 2024VESEVO
La Falanghina è un vitigno a bacca bianca tipico della Campania, che appartiene al centinaio di varietà autoctone presenti in questa regione dell'Italia meridionale, per lo più di origine greca. Fu sotto l'Impero romano che i vini di questa regione acquisirono una notorietà eccezionale. La rinascita dei vitigni autoctoni, e in particolare della Falanghina, si può collocare all'inizio degli anni '80. Questa varietà rischiò seriamente di scomparire negli anni '60, con il tentativo di diffondere ovunque varietà produttive come il Trebbiano. È grazie a viticoltori «illuminati» che furono salvati questi magnifici vitigni autoctoni della Campania, come la Falanghina, il Fiano e il Greco, per citarne solo alcuni. A loro si deve la rinascita di nuovi vigneti piantati a vitigni autoctoni nelle zone più vocate alla coltivazione della vite.
Le viti affondano profondamente le radici nei suoli vulcanici della regione. Dopo la raccolta, le uve vengono portate alla pressa nel più breve tempo possibile. Sono selezionate e pressate delicatamente. La fermentazione avviene poi in vasche d'acciaio inox a temperatura controllata. Dopo la fermentazione, il vino affina sulle fecce fini per diversi mesi prima dell'imbottigliamento. Questo vino rivela note di mela Granny Smith, di limone giallo, di pompelmo, di pesca bianca, di melone, di fiori bianchi e di sfumature minerali. La bocca è tesa, vivace, intensa e segnata da una bella mineralità.
Dove si viaggia?
CampaniaItalia
La Campania
La Campania è la regione che forma lo "stinco" dello Stivale, e la sua città più grande è Napoli. Il nome deriva da Campania felix, espressione latina che significa più o meno «terra felice». Il successo della Campania deve molto alla varietà di climi e terroir che accolgono le vigne. Qui la viticoltura è nel suo elemento grazie a un sole generoso, estati calde e secche, inverni miti, una lunga stagione vegetativa e suoli vulcanici (che hanno permesso di sfuggire alla fillossera). Le brezze mediterranee spirano dal mar Tirreno e attraverso gli Appennini, mitigando il caldo e favorendo un'acidità vivace nel frutto.
La sottoregione: Greco di Tufo
Greco di Tufo è una sottoregione viticola della Campania, nel sud Italia. Il suo nome è anche quello del vino bianco più prestigioso della regione, ottenuto principalmente dal vitigno Greco. I vini Greco di Tufo si distinguono per le caratteristiche uniche dei suoli vulcanici e argillosi, ricchi di zolfo e di tufo (un suolo formato dalle ceneri espulse durante un'eruzione vulcanica). Le vigne da cui nascono i Greco di Tufo sono coltivate tra i 450 e i 500 metri di altitudine, dove le temperature più fresche permettono alle uve di godere del sole persistente dell'estate senza surriscaldarsi.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita... ma quanto è complicato orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come un insieme di piccoli paesi più che come un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa offrire agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, e bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto i nomi più utili e più rinomati sul piano commerciale: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri...
Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità e ha origini greche. Gli Etruschi avrebbero introdotto la vite e gli immigrati greci avrebbero migliorato e modificato il patrimonio di vitigni, chiamando poi questa terra "Oenotria": il paese del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e alcune regioni si distinguevano già per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una testimonianza indelebile della loro espansione.
Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. Il paese è suddiviso in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "meridionale dello stivale" domina il clima mediterraneo, con estati molto calde e secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, tutto da esplorare!
Tutto su Beneventano Falanghina 2024
A che temperatura servire Beneventano Falanghina 2024?
Tra 10 e 12 °C.
Per quanto tempo si può conservare Beneventano Falanghina 2024?
Potenziale di invecchiamento: da 1 a 5 anni, cioè fino al 2029 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Beneventano Falanghina 2024?
Vitigni: 100% Falanghina. Origine: Campania, Italia. Gradazione alcolica: 13%.
Con cosa servire Beneventano Falanghina 2024?
Beneventano Falanghina 2024 si abbina a aperitivo, crostacei, verdure grigliate e piatti vegetariani. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
