Il vigneto più ricco della nostra cantina

Vino italiano: dal Piemonte alla Sicilia

271 bottiglie, a partire da 8,60 €

Nessun altro paese schiera altrettanti vitigni autoctoni, né altrettante denominazioni che assomigliano solo a se stesse. È anche, di gran lunga, il vigneto meglio rappresentato da noi.

Un nebbiolo delle Langhe, un sangiovese di Montalcino e un nerello delle pendici dell'Etna non si assomigliano per niente, benché siano tutti rossi e tutti italiani. La tabella delle regioni dice che cosa si beve dove, e che cosa dà nel bicchiere.

Un consulente, non un robotUna domanda su un abbinamento, un'annata o un ordine? Scrivici: ti risponde il nostro team, da Lione.
Cantine, non marchiGaja e Sottimano nelle Langhe, Quintarelli in Valpolicella, Benanti sull'Etna: case che hanno fatto la reputazione della loro denominazione.
Consegna in 72 hImballaggio rinforzato, ogni bottiglia bloccata singolarmente. Spediamo in tutta Europa e nel resto del mondo.
Esaurito

Colterenzio - Classic Pinot Grigio 2018

 Italia · Pinot Grigio

Un Pinot Grigio dell'estremo nord dell'Italia, rotondo, fresco ed elegante!

13,90 € / 750mlEsaurito
Bio

Jasci - Montepulciano 2022

 Italia · Montepulciano

Un concentrato di frutti rossi e spezie dolci in questa cuvée all'insegna del piacere.

28,00 € / 1500mlAjouter
Bio

Jasci - Trebbiano 2024

 Italia · Trebbiano

Un bianco biologico texturato e tonico dai sapori di frutta bianca e frutta gialla!

75,00 € / Caisse de 6 bouteilles (75cl)Ajouter
Coup de cœur

Cantine Ermes - Marchese Montefusco Nero d'Avola 2025

 Italia · Nero d'Avola

Un aperitivo improvvisato ? Non si cerca oltre e si stappa questo delizioso vino di Silice, ricco di frutto e freschezza !

51,00 € / Caisse de 6 bouteilles (75cl) / RougeAjouter

Emilio Vada - Moscato d'Asti 2025

 Italia · Moscato bianco

Al tempo stesso fresco ed esplosivo in bocca, questo vino frizzante offre un’effervescenza morbida e rinfrescante, una vera golosità!

113,14 € / Caisse de 6 bouteilles (75cl)Ajouter
Coup de cœurBio

Barone di Villagrande - Etna Bianco 2024

 Italia · Carricante · di altri vitigni autoctoni

Un vino bianco biologico dai suoli vulcanici dell'Etna, di rara eleganza!

155,40 € / Caisse de 6 bouteilles (75cl)Ajouter

Buglioni - L'imperfetto Valpolicella Superiore 2023

 Italia · Corvina · Rondinella · Corvinone · Croatina

Rotondo e vellutato, con un'intensità profonda e lunga in bocca

138,00 € / Caisse de 6 bouteilles (75cl) / RougeAjouter
Orientarsi

Sei regioni, sei modi di fare il rosso

Un'etichetta italiana annuncia una denominazione, mai un vitigno. Sapere che cosa si pianta e dove è quindi l'unico modo per indovinare che cosa c'è nella bottiglia.

Regioni vitivinicole italiane presenti in cantina: denominazioni, vitigno principale e profilo dei vini.
RegioneDenominazioni in cantinaVitigno principeCome si traduce nel bicchiere
PiemonteNord-ovest, ai piedi delle AlpiBarolo, Barbaresco, Langhe, Roero, Gavi, Barbera d'Alba, Moscato d'Asti Nebbiolo Tannini imponenti sotto una veste pallida, un profumo di rosa e di catrame. Sono vini che chiedono invecchiamento e che lo ripagano.
VenetoNord-est, intorno a VeronaAmarone, Valpolicella, Ripasso, Recioto, Soave, Prosecco Corvina Il divario di potenza più ampio del paese: dal prosecco a undici gradi all'Amarone di uve appassite che ne fa sedici.
ToscanaCentro, colline di Siena e di FirenzeChianti, Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano, Bolgheri Sangiovese Ciliegia acidula, tannini saldi, un'acidità che chiama il cibo. È il vino da tavola italiano per eccellenza, e invecchia molto bene.
SiciliaL'isola, e le pendici dell'EtnaEtna Rosso, Etna Bianco, Nero d'Avola Nerello mascalese L'altitudine e la cenere vulcanica danno rossi chiari, tesi e affumicati, che molti alla cieca confondono con dei borgogna.
PugliaIl tacco dello StivalePrimitivo di Manduria, Salice Salentino, Negroamaro Primitivo Frutto nero candito, tannini fusi, gradazione alta e prezzo basso. È qui che il rapporto tra quello che paghi e quello che bevi è più favorevole.
Campania e Basilicata Sud continentale, suoli vulcaniciTaurasi, Aglianico del Vulture Aglianico Il versante austero del Sud: tannino serrato, nota affumicata, acidità viva nonostante il caldo. Lo chiamano a volte il nebbiolo del Sud.

Il Piemonte e il Veneto pesano di più da noi: è una scelta dichiarata più che una copertura dell'intero paese.

Per piatto

Quale bottiglia per quale tavola

La cucina italiana è acida e sapida prima ancora che ricca. È questo che spiega perché i suoi vini siano così nervosi: sono stati fatti per lei.

Abbinamenti tra piatti italiani e denominazioni: profilo di vino cercato e ragione dell'abbinamento.
Il piattoCosa metterci accantoDenominazioniPerché funziona
Pizza, pomodoro e mozzarella Un rosso vivace, poco legno Chianti, Valpolicella L'acidità del pomodoro schiaccia i vini molli. Serve un vino almeno altrettanto acido per restare in piedi.
Lasagne, ragù, carni in umido Un rosso carnoso e strutturato Primitivo, Nobile di Montepulciano Un sugo cotto a lungo ha grasso e zucchero: chiede materia di fronte, non finezza.
Tartufo, selvaggina, carne rossa Un grande rosso da invecchiamento Barolo, Barbaresco, Taurasi Il nebbiolo e il tartufo bianco vengono dallo stesso angolo di Piemonte, e l'abbinamento è stato costruito sul posto, per secoli.
Risotto, pesce alla griglia Un bianco secco e teso Soave, Gavi, Etna Bianco Il grasso del burro e del parmigiano ha bisogno di acidità per non saturare il palato già al terzo boccone.
Salumi, antipasti Un rosso leggero o una bollicina Dolcetto, Barbera, Prosecco Il sale e il grasso chiedono freschezza. Un vino potente metterebbe in ombra dei bocconi già molto saporiti.
Parmigiano stagionato, pecorino Un rosso concentrato, o un vino da uve appassite Amarone, Recioto Un formaggio molto stagionato spezza i vini mediocri. L'Amarone ha la concentrazione e il frutto candito che servono per tenergli testa.
Panna cotta, crostata di frutta Un dolce poco alcolico Moscato d'Asti, Brachetto d'Acqui Sette gradi di alcol e uno zucchero naturale: il dolce resta il protagonista, il vino lo accompagna senza appesantirlo.

Gli abbinamenti di ogni bottiglia sono indicati sulla sua scheda, e il filtro per piatto li riprende nella griglia.

La nostra scelta

Abbiamo investito sul nebbiolo, e si vede

Sui nostri vini italiani, quasi uno su sei è un nebbiolo. Questo squilibrio è voluto: è il vitigno che ci interessa di più, quello in cui uno scarto di duecento metri di altitudine o di due anni di cantina cambia tutto, e quello in cui conosciamo meglio i vignaioli.

La stessa logica spiega il posto del Veneto, con Quintarelli in Valpolicella, e quello della Sicilia da quando l'Etna è tornato a essere un terroir serio. Altrove siamo più leggeri, e preferiamo dirlo apertamente piuttosto che riempire gli scaffali con referenze di volume.

Leggere un'etichetta italiana

DOCG è il livello più stringente, DOC viene subito dopo. IGT è più libera, e copre tanto il vino qualunque quanto i migliori vini di Toscana.

Riserva impone un invecchiamento più lungo rispetto alla denominazione di base, spesso uno o due anni in più.

Classico indica il cuore storico di una zona, la parte delimitata prima dei successivi ampliamenti.

Il team del Baroudeur du Vin

Domande frequenti

Le domande che ci fate sui vini italiani

Quali sono i grandi vini italiani?

Quattro nomi mettono tutti d'accordo: il Barolo e il Barbaresco in Piemonte, entrambi da nebbiolo, il Brunello di Montalcino in Toscana, e l'Amarone della Valpolicella in Veneto. Sono le denominazioni in cui l'Italia gioca al livello dei più grandi vini del mondo, e in cui i prezzi lo dicono.

Barolo o Barbaresco, qual è la differenza?

Lo stesso vitigno, il nebbiolo, su due comuni vicini delle Langhe. Il Barbaresco cresce più vicino al fiume, matura prima e invecchia due anni prima di essere venduto; è più morbido e si apre più in fretta. Il Barolo aspetta tre anni, su suoli più vari, e dà vini più massicci che chiedono spesso un decennio.

Che cos'è un Amarone?

Un rosso del Veneto fatto con uve appassite: i grappoli asciugano tre o quattro mesi sui graticci prima di essere pressati. L'acqua evapora, lo zucchero si concentra, e il vino finito raggiunge spesso i quindici o sedici gradi. Ne esce un vino molto ricco, con note di ciliegia candita e di cacao, che si beve più a fine pasto che a tavola.

Chianti e Brunello, che differenza c'è?

Vengono entrambi dalla Toscana e si basano sul sangiovese. Il Chianti può assemblarlo con altri vitigni e si beve giovane. Il Brunello di Montalcino ammette solo sangiovese in purezza, invecchia cinque anni prima di uscire e costa dalle tre alle cinque volte di più.

Quale vino italiano servire con una pizza o una pasta al pomodoro?

Un rosso vivace e poco legnoso: Chianti, Valpolicella o Barbera. Il pomodoro è molto acido e fa sembrare molle qualsiasi vino lo sia meno di lui. È anche per questo che un grande Barolo si sposa male con la pizza: è troppo tannico per un piatto che chiede soprattutto freschezza.

Che budget serve per un buon vino italiano?

Il reparto comincia a 8,60 € e metà delle bottiglie resta sotto i trentacinque euro. Tra i 15 e i 25 €, la Sicilia e la Puglia offrono il miglior rapporto con il piacere. Oltre i sessanta euro si entra nei Barolo, Barbaresco e Brunello di cantine rinomate, fino a più di mille euro per gli Amarone di Quintarelli.

Quanto valgono i vini dell'Etna?

Sono tra i rossi più interessanti del paese in questo momento. Le vigne crescono tra i quattrocento e i mille metri su cenere vulcanica, spesso a piede franco, e il nerello mascalese vi dà vini pallidi, tesi e affumicati. Molti degustatori li confondono alla cieca con dei borgogna.

Esistono buoni vini bianchi italiani?

Sì, e sono ampiamente sottovalutati. Il Soave del Veneto, in garganega, invecchia notevolmente bene; il Gavi piemontese, in cortese, è un bianco da frutti di mare; l'Etna Bianco, in carricante, gioca sulla tensione minerale. Il nostro reparto ne conta una cinquantina, ovvero un quinto dell'offerta italiana.

Quali vini italiani invecchiano meglio?

Il Barolo e il Barbaresco prima di tutto, che spesso chiedono dieci anni per aprirsi e reggono trent'anni. Seguono il Brunello di Montalcino e l'Amarone, sui quindici-vent'anni. Al contrario, un Prosecco, un Moscato d'Asti o un Valpolicella semplice si bevono entro due anni: il loro interesse è il frutto, e il frutto svanisce.

Che cosa vogliono dire DOCG, DOC e IGT?

Sono i livelli di denominazione. La DOCG è la più stringente, la DOC viene subito dopo, e l'IGT lascia più libertà al vignaiolo. Attenzione alla scorciatoia: alcuni dei vini più cari della Toscana sono classificati come semplici IGT, perché i loro produttori hanno voluto usare vitigni che la denominazione vietava.