Vini dell'Armenia: il vigneto più antico del mondo
3 vino dell'Armenia in cantina, l'areni noir affinato in anfora karasLa più antica cantina conosciuta dorme in una grotta del Caucaso, ad Areni: un torchio scavato, vasche ricavate nel suolo e vinaccioli d'uva datati a circa seimila anni fa, portati alla luce nel 2007. Il paese che la ospita coltiva ancora la vite sui suoi altipiani vulcanici, tra i mille e i millesettecento metri d'altitudine.
Qui troverai di che capire questo vigneto prima di assaggiarlo: l'areni nero, rosso d'altitudine dalla ciliegia e dal pepe, i bianchi di voskehat e di kangun, e il karas, quella giara d'argilla interrata dove il vino riposa fin dall'età del bronzo.
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Ciliegia matura, vaniglia e spezie dolci, un rosso armeno affinato in botte che non teme la profondità.
Dove cresce la vite armena
Il vigneto si estende su alti altipiani vulcanici, stretti tra il monte Aragats e il confine iraniano. L'altitudine vi svolge il ruolo di un clima fresco: giornate roventi, notti fredde, e un'uva che matura lentamente pur conservando la sua acidità.
| Regione | Altitudine e suoli | Vitigni | Lo stile |
|---|---|---|---|
| Vayots Dzor Sud-est del paese, intorno al villaggio di Areni | Da 1 400 a 1 700 m, tufo vulcanico e calcare | Areni noirLa selezione del vitigno | Rosso fine e fresco, ciliegia, melograno, pepe bianco |
| Aragatsotn Versanti meridionali del monte Aragats | Da 1 000 a 1 600 m, basalto e pomice | Voskehat, kangun, areni noir | Bianchi dritti e salini, rossi slanciati |
| Armavir e la pianura dell'Ararat Valle dell'Arasse, ai piedi del vulcano | Da 800 a 1 100 m, alluvioni e sabbie | Kangun, rkatsiteli, haghtanak | Vini più maturi e più rotondi, terra storica del brandy |
| Tavush Nord-est, valli boscose e umide | Da 700 a 1 100 m, suoli bruni forestali | Varietà locali, bianchi per la maggior parte | Stile morbido e fruttato, piccole produzioni familiari |
| Syunik Estremo sud, gole e terrazze | Da 900 a 1 500 m, scisti e detriti vulcanici | Areni noir, khndoghni | Rossi densi e speziati, parcelle di vecchie vigne |
Il cuore pulsante resta il Vayots Dzor, dove la grotta di Areni-1 ha restituito la sua cantina neolitica e dove cresce il miglior areni nero. Le viti vi sono spesso a piede franco: la fillossera si è fermata molto più in basso, nelle pianure.
I vitigni armeni e i loro riferimenti
Il paese conta diverse centinaia di varietà, di cui solo una manciata viaggia oltre i suoi confini. Ecco i nomi che leggerai sulle etichette, ciascuno con un riferimento noto per collocarlo al gusto.
| Vitigno | Colore | Il riferimento noto | Nel bicchiere |
|---|---|---|---|
| Areni noirLa selezione del vitigno | Rosso | Tra un Pinot Nero di clima fresco e un nebbiolo alleggerito | Ciliegia, melograno, pepe, tannino fine, acidità viva |
| Voskehat | Bianco | Il re dei bianchi del paese, nello spirito di uno chenin secco | Mela, mela cotogna, acacia, bocca ampia e salina |
| Kangun | Bianco | Incrocio nato in epoca sovietica, registro di un pinot bianco | Pera, fiori bianchi, finale leggero e dissetante |
| Khndoghni Chiamato anche sireni | Rosso | Buccia spessa e colore denso, alla maniera del carignan del Midi | Mora, liquirizia, spezie dolci, materia compatta |
| Haghtanak | Rosso | Incrocio moderno molto colorato, vicino a un alicante | Frutti neri, tannino fermo, usato soprattutto in uvaggio |
| Milagh | Rosso | Varietà rara del sud, custodita da una manciata di vignaioli | Frutto rosso acidulo, corpo leggero, a complemento dell'areni |
Il voskehat e il kangun reggono i bianchi, l'areni nero firma i rossi e dà anche rosati pallidi. Vinificato con le sue bucce, il voskehat entra nella famiglia dei vini orange, una pratica che i karas hanno introdotto qui millenni fa.
Da dove entrare in questo vigneto
Una bottiglia da aprire, e i reparti vicini per proseguire la pista.
Assaggiare l'areni noir affinato in anfora
Macerazione lunga in vasca di cemento, poi dodici mesi in karas interrato. Frutti neri, spezie e un tannino vellutato che firma lo stile del Vayots Dzor.
Zorah Karasi 2022 · 33,90 € la bottiglia, in cassa da 6Seguire il vitigno re del paese
L'uva rossa dell'Armenia, mai innestata e adattata da millenni alle alte quote. La pagina del vitigno ne racconta in dettaglio gli stili e gli abbinamenti.
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Macerazione delle uve bianche sulle loro bucce, lo stesso metodo dei karas armeni. Bianchi ambrati, tannici, fatti per la tavola.
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L'areni appartiene a quella famiglia di rossi leggeri, tannino fine e acidità viva, che si passano un quarto d'ora al fresco prima di aprirli.
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Il karas, antenato delle anfore tornate di moda
Un karas è una giara d'argilla di diverse centinaia di litri, interrata fino al collo nel suolo della cantina. La terra mantiene stabile la temperatura, la forma ovoidale alimenta un movimento lento del vino sulle sue fecce, e la porosità dell'argilla lascia passare giusto l'aria necessaria. Il procedimento è attestato in Armenia fin dall'età del bronzo, molto prima della barrique.
Il vicino georgiano gli risponde con il qvevri, la Spagna con la tinaja, Roma con il dolium. Tutto ciò che la vinificazione cosiddetta naturale riscopre da vent'anni, dalle macerazioni lunghe ai vini orange, passa da questi contenitori. Un areni affinato in karas conserva un frutto dritto e un tannino polveroso, molto riconoscibile nel bicchiere.
Come scegliamo
Assaggiamo ogni cuvée prima di metterla in catalogo, e questo vigneto richiede pazienza: i volumi restano piccoli e gli arrivi avvengono col contagocce. Due punti ci convincono. La freschezza innanzitutto, perché l'altitudine deve sentirsi nel bicchiere, sotto forma di acidità e di frutto nitido. Poi la mano del legno, che preferiamo discreta: l'areni merita di essere ascoltato.
Il team del Baroudeur du Vin
Quello che ci chiedono sui vini d'Armenia
Perché si parla del vigneto più antico del mondo?
Nel 2007 alcuni archeologi hanno scavato la grotta di Areni-1, nel Vayots Dzor. Vi hanno trovato un torchio d'argilla, una vasca ricavata nel suolo, coppe e migliaia di vinaccioli di uva domesticata. L'insieme è stato datato a circa seimila anni fa, il che ne fa il più antico impianto di vinificazione mai identificato.
Che cos'è un karas?
Una giara d'argilla di diverse centinaia di litri, interrata fino al collo nel suolo della cantina. Il vino vi fermenta o vi invecchia a temperatura stabile, a contatto con una parete leggermente porosa che lascia filtrare un soffio d'aria. La parola dà il nome alla cuvée Karasi, letteralmente proveniente da una giara.
Che sapore ha l'areni noir?
Un rosso più leggero di quanto si immagini, costruito sulla ciliegia, la melagrana e un tocco di pepe bianco. Il tannino resta fine, l'acidità viva, e il finale conserva una traccia di pietra calda che viene dai suoli vulcanici. Servilo intorno ai sedici gradi: guadagna molto a essere rinfrescato prima del pasto.
Quali sono i vitigni a bacca bianca del paese?
Il voskehat ha il ruolo principale, spesso chiamato il re dei bianchi armeni: mela, mela cotogna, fiore d'acacia e una bocca ampia sostenuta dal sale. Il kangun, incrocio messo a punto in epoca sovietica, dà bianchi più leggeri e dissetanti. Entrambi sopportano molto bene la macerazione sulle bucce.
Che cosa vuol dire una vite a piede franco?
Una vite piantata sulle proprie radici, coltivata così com'è senza innesto su portinnesto americano. La fillossera, che ha devastato l'Europa nell'Ottocento, si è fermata ai piedi di questi alti altipiani. Molte parcelle armene hanno così dai trenta ai sessant'anni d'età su radici originali, cosa che resta rarissima su scala mondiale.
Perché l'altitudine conta tanto qui?
Le vigne crescono tra i mille e i millesettecento metri, su suoli vulcanici. A questa quota il sole picchia forte di giorno e la temperatura crolla di notte. L'uva matura allora lentamente, conserva la sua acidità e sviluppa aromi precisi. È questo a dare a questi rossi la loro freschezza, nonostante una gradazione spesso generosa.
Queste bottiglie partono al pezzo o in cassa?
Dipende dal formato che ogni cantina adotta. La cuvée disponibile online, lo Zorah Karasi 2022, si ordina a cassa da sei, a 33,90 € la bottiglia. Il prezzo esposto resta sempre quello della bottiglia, con il formato di vendita indicato proprio accanto sulla scheda del vino.
Con quali piatti servire un vino armeno?
La cucina del paese dà la risposta: spiedini d'agnello, melanzane affumicate, dolma, pilaf con albicocche secche. Fuori da questo repertorio, l'areni nero accompagna molto bene un'anatra alla frutta, un tajine o carni grigliate alle erbe. I bianchi di voskehat riescono bene sui pesci grassi e sui formaggi di pecora.
Perché questo vigneto resta così discreto?
Durante il periodo sovietico l'Armenia fu specializzata nel brandy, mentre la vicina Georgia manteneva il vino. Le vigne hanno continuato a crescere, ma la produzione di vino da tavola è rimasta locale. La rinascita parte negli anni duemila, portata da una manciata di cantine tornate ai vitigni autoctoni.
Da quale bottiglia cominciare?
Con un areni nero affinato in karas: è la scorciatoia più diretta verso ciò che questo paese sa fare di singolare, un rosso fresco d'altitudine segnato dall'argilla. Conta 33,90 € la bottiglia per lo Zorah Karasi. La pagina areni nero prolunga poi la scoperta.

