A tavola con Petit Chablis 2025
Ostriche concave, gazpacho verde, rillettes di sgombro, terrina di campagna, gougères al comté.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Petit Chablis 2025Domaine Jean-Marc Brocard
Il Petit Chablis di Jean-Marc Brocard proviene dal vigneto di Chablis, nel nord della Borgogna, intorno a Préhy dove la maison è stabilita dal 1973. Le vigne, di una trentina d'anni, sono piantate sugli altopiani argillo-calcarei del Portlandiano, calcari più giovani del Kimmeridgiano degli Chablis, che danno vini vivaci e accessibili. Il clima semicontinentale, con inverni rigidi ed estati temperate, assicura una maturazione lenta dello chardonnay e preserva la freschezza e la brillantezza del suo frutto.
In cantina, la vendemmia è trasferita per gravità, senza pompaggio, fino alla sfecciatura dei mosti. La fermentazione alcolica è condotta con lieviti indigeni, a una temperatura controllata tra 18 e 20 °C, poi la fermentazione malolattica è portata a termine. Il vino affina sulle fecce, interamente in vasca d'acciaio inox, per sei mesi, per preservare la purezza del frutto e la vivacità propria della denominazione. Viene imbottigliato giovane per essere apprezzato nella sua freschezza.
Questo vino rivela note di fiori bianchi, acacia, limone, pompelmo, mandarino, mela verde, pera e gesso. La veste giallo pallido dai riflessi argentati annuncia un naso floreale, che si apre su un cuore di agrumi freschi. La bocca, golosa e dissetante, unisce vivacità e rotondità prima di un finale agrumato e leggermente gessoso.
Tutto su Petit Chablis 2025
A che temperatura servire Petit Chablis 2025?
Tra 10 e 12 °C.
Per quanto tempo si può conservare Petit Chablis 2025?
Potenziale di invecchiamento: da 1 a 5 anni, cioè fino al 2030 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Petit Chablis 2025?
Vitigni: 100% Chardonnay. Origine: Borgogna, Francia. Gradazione alcolica: 12,5%.
Con cosa servire Petit Chablis 2025?
Petit Chablis 2025 si abbina a aperitivo, crostacei, formaggi a pasta dura e pesce azzurro. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
Dove si viaggia?
BorgognaFrancia
La Borgogna è un vero terreno d'avventura per gli amanti del vino! Sostenuti da un clima prevalentemente continentale, i vini borgognoni traggono il loro carattere unico da influenze diverse — continentali, mediterranee e oceaniche — che si intrecciano per creare una sinfonia di sapori impareggiabili. È proprio questa fusione climatica che permette a ogni Grand Cru di Borgogna di rivelare aromi e sapori che alcuni considerano i migliori al mondo.
Da nord a sud, ogni zona vitivinicola della Borgogna, dallo Chablis al Mâconnais, gode di un proprio microclima. A Chablis i vignaioli combattono le gelate primaverili avvolgendo le viti in un bozzolo protettivo di acqua ghiacciata. Sulla Côte de Nuits e sulla Côte de Beaune le colline catturano la luce del sole, regalando estati calde che colmano le uve di sole, mentre il Mâconnais gode di un clima quasi mediterraneo, più secco e meno soggetto alle gelate.
Questo mix di condizioni climatiche, unito a una geologia variegata con oltre 400 tipi di suolo diversi, conferisce a ogni vino di Borgogna un'identità propria. Ogni bottiglia è un racconto di terroir, una storia di terra e di clima, un invito a esplorare il ricco patrimonio vitivinicolo della Borgogna.
La piccola storia del paese
Francia
Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.
