Abbinamenti Gastronomici

A tavola con Côtes du Jura Savagnin Ouillé 2022

Trota alla mugnaia con mandorle, pollo di Bresse al vin jaune e spugnole, croustade di gamberi di fiume, crottin de Chavignol, comté 12 mesi.

I nostri vini per

Domaine de Sainte Marie Côtes du Jura Savagnin Ouillé 2022

152,40 €
(25,40 € / bottiglia)

Il Savagnin del Jura in versione ouillé: frutto della vigna, sapidità delicata e bella lunghezza.

pays logo

Francia

icon vin couleur

Vin Bianco

icon alcool

13.5%

icon garde

da 5 a 10 anni

cepage logo

100% Savagnin

Consegna in 72 ore in Francia, imballaggio rinforzato

Francia: 9,90 € da 1 a 2 bottiglie, 14,90 € da 3 a 11, 19,90 € da 12. Tariffe per paese

Parliamo poco, parliamo di vino

Côtes du Jura Savagnin Ouillé 2022Domaine de Sainte Marie

Il Savagnin Ouillé del Domaine de Sainte Marie proviene dalla denominazione Côtes du Jura, sui pendii che dominano la pianura della Bresse, intorno a Saint-Germain-lès-Arlay, non lontano da Château-Chalon. Il vigneto, di una quindicina di ettari, poggia su suoli argilloso-calcarei e marnosi tipici del Revermont giurassiano. Il clima semicontinentale, con inverni freddi ed estati calde, si addice perfettamente al Savagnin, vitigno emblematico della regione.

A differenza del vin jaune, questo Savagnin è vinificato in modalità ouillé: i contenitori vengono colmati regolarmente per compensare l'evaporazione, affinché il vino non sia mai a contatto con l'aria. Affina due anni in grandi botti di rovere da 4 000 litri. Questo metodo preserva la freschezza e il frutto del vitigno, lontano dallo stile ossidativo tradizionale.

Questo vino rivela note di pesca di vigna, di pera, di mela cotogna, di limone candito, di fiore d'acacia, di nocciola fresca, di spezie dolci e di gesso. Il naso unisce il frutto maturo a un tocco floreale e a una punta minerale. La bocca è fresca e dritta, sostenuta da un'acidità vivace e da una leggera salinità, prima di un finale lungo e saporito.

Domande frequenti

Tutto su Côtes du Jura Savagnin Ouillé 2022

A che temperatura servire Côtes du Jura Savagnin Ouillé 2022?

Tra 10 e 12 °C.

Per quanto tempo si può conservare Côtes du Jura Savagnin Ouillé 2022?

Potenziale di invecchiamento: da 5 a 10 anni, cioè fino al 2032 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.

Quali vitigni compongono Côtes du Jura Savagnin Ouillé 2022?

Vitigni: 100% Savagnin. Origine: Jura, Francia. Gradazione alcolica: 13,5%.

Con cosa servire Côtes du Jura Savagnin Ouillé 2022?

Côtes du Jura Savagnin Ouillé 2022 si abbina a crostacei, formaggi a pasta dura, pesce azzurro e carni bianche. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.

Dove si viaggia?

Il JuraFrancia

Il Jura distende il suo vigneto su una stretta fascia di circa 80 chilometri, tra la pianura della Bresse e i primi altopiani del massiccio del Giura, intorno ad Arbois, Poligny, Château-Chalon e L'Étoile. Il clima è semicontinentale, con inverni freddi, primavere tardive ed estati calde, che impongono una gestione attenta della vigna. Le colline, ben esposte a sud-ovest, poggiano su marne blu, grigie e rosse, oltre che su detriti calcarei. Cinque vitigni fanno l'identità della regione: Savagnin, Chardonnay, Poulsard, Trousseau e Pinot Nero. Il Jura si distingue per i suoi vini unici: il vin jaune, da Savagnin affinato almeno sei anni sotto un velo di lieviti e imbottigliato nel clavelin da 62 cl, il vin de paille, ottenuto da uve appassite, nonché per i suoi bianchi «ouillés», affinati in botti colme, che esprimono con purezza la mineralità delle marne.

La piccola storia del paese

Francia

Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.

Ti potrebbe piacere anche