A tavola con Valpolicella Ripasso Superiore Marogne 2023
Un abbinamento perfetto con un tajine d'agnello alle prugne, un'entrecôte di capriolo con padellata di funghi, un risotto al Gorgonzola, o ancora con uno stufato di manzo alle carote e scorza d'arancia.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Valpolicella Ripasso Superiore Marogne 2023Zeni
La famiglia Zeni, con alle spalle 5 generazioni, ha iniziato a produrre vino nel 1870. La zona vinicola della Valpolicella, una delle più conosciute d'Italia, si estende sulle colline a nord della storica città di Verona. I vigneti si trovano a un'altitudine compresa tra 150 e 450 m. Per capire questo vino, bisogna capire come viene prodotto. È realizzato con la tecnica "ripasso", una specialità della Valpolicella. Questa tecnica si è sviluppata negli anni '70, quando i viticoltori si ricordarono di un'antica pratica che consisteva nell'aggiungere le bucce pressate dei grandi vini Amarone, già fermentate, al classico vino della Valpolicella. Questa sorprendente tecnica provoca una nuova fermentazione grazie agli zuccheri e ai lieviti ancora presenti nelle ricche vinacce dell'Amarone. Questo "nuovo succo" viene poi affinato in botti di rovere per 10-12 mesi, a seconda dell'annata. In bocca si distinguono aromi complessi di fiori rossi essiccati, di ciliegia nera, di prugna, di more, di spezie dolci, di sottobosco, di tabacco e di cacao. Rotondo e saporito in bocca, con tannini morbidi, è un vino di grande finezza dal finale lungo e persistente.
Dove si viaggia?
VenetoItalia
Il Veneto
Il Veneto è una regione turistica e vitivinicola di primaria importanza, situata nella parte nord-orientale dell'Italia. Il Veneto è un po' più piccolo di alcune delle più importanti regioni produttrici, come il Piemonte, la Toscana, la Lombardia, la Puglia e la Sicilia, ma in termini di produzione oggi supera la Puglia, che è stata a lungo la prima regione produttrice. Dal punto di vista turistico la regione è benedetta, con la città di Venezia, le Alpi e le Dolomiti. I vini più noti della regione sono il Valpolicella e gli Amarone per i rossi, i Soave per i bianchi e naturalmente il Prosecco, che negli ultimi 10 anni è esploso sulla scena internazionale. I principali vitigni sono la glera per il Prosecco, la garganega per il Soave, il merlot, la corvina per il Valpolicella e il pinot grigio.
La sottoregione: Valpolicella
È uno splendido territorio collinare a pochi chilometri da Verona, città d'arte patrimonio UNESCO; la Valpolicella è racchiusa tra la Val d'Adige, la Lessinia, Verona e il lago di Garda. Quest'area, prevalentemente agricola, si estende per 240 Km² sul lato nord-occidentale del centro di Verona. La regione è caratterizzata da colline ondulate e valli fertili ai piedi delle imponenti Dolomiti, situate immediatamente a nord. Oltre a godere di un clima eccellente, questo territorio è ricco di bellezze incomparabili: vi si possono ammirare paesaggi sorprendenti e bucolici, in cui si alternano vigneti, uliveti verdeggianti, ciliegi e peschi colorati. Un clima favorevole, un terreno fertile, la ricchezza delle materie prime e l'impegno della popolazione locale sono il segreto della fertilità della Valpolicella. Questo territorio è caratterizzato dall'offerta di diversi prodotti tipici: i vini Valpolicella DOC, l'olio extravergine di oliva del Veneto, la pesca di Verona, le ciliegie, il formaggio Monte Veronese, i salumi, il miele e i tartufi.
La Valpolicella è una fonte di vini golosi e piacevoli, che a volte raggiungono però vette altissime, come alcuni grandi Amarone. Vi si ritrovano tuttavia i soliti difetti, ovvero una tendenza alla sovrapproduzione e a una vinificazione facile, con aromi di banana che abbondano nei vini. Eppure questa regione, che occupa buona parte del Veneto occidentale, non è priva di punti di forza. Possiede vitigni autoctoni come la molinara, la corvina (il vitigno principale della denominazione) e la rondinella. I migliori vigneti, a nord della zona del Valpolicella Classico, si trovano su colline ondulate fino a 600 metri di altitudine e si sviluppano attorno ai paesi di Fumane, Marano e Negrar. Ma è senza dubbio il saper fare a distinguere questa regione: i vitigni utilizzati tendono a dare poco colore e poca concentrazione, così i viticoltori concentrano aromi e sapori facendo appassire i grappoli d'uva su graticci dopo la vendemmia, per produrre gli Amarone, i Recioto, i Passito e i Ripasso, che completano i vini rossi prodotti senza appassimento come il Valpolicella, il Valpolicella Classico e il Valpolicella Classico Superiore.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita... ma quanto è complicato orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come un insieme di piccoli paesi più che come un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa offrire agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, e bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto i nomi più utili e più rinomati sul piano commerciale: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri...
Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità e ha origini greche. Gli Etruschi avrebbero introdotto la vite e gli immigrati greci avrebbero migliorato e modificato il patrimonio di vitigni, chiamando poi questa terra "Oenotria": il paese del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e alcune regioni si distinguevano già per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una testimonianza indelebile della loro espansione.
Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. Il paese è suddiviso in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "meridionale dello stivale" domina il clima mediterraneo, con estati molto calde e secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, tutto da esplorare!
Tutto su Valpolicella Ripasso Superiore Marogne 2023
A che temperatura servire Valpolicella Ripasso Superiore Marogne 2023?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Valpolicella Ripasso Superiore Marogne 2023?
Potenziale di invecchiamento: 10 anni e oltre, cioè almeno fino al 2033. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Valpolicella Ripasso Superiore Marogne 2023?
Vitigni: 60% Corvina, 30% Rondinella, 10% Molinara. Origine: Veneto, Italia. Gradazione alcolica: 14%.
Con cosa servire Valpolicella Ripasso Superiore Marogne 2023?
Valpolicella Ripasso Superiore Marogne 2023 si abbina a agnello, manzo, formaggi erborinati e selvaggina. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
