A tavola con Negroamaro 2023
Questo vino si abbinerà alla perfezione con un bel tagliere di salumi italiani, una terrina di cinghiale, un Osso Buco, un arrosto d'agnello all'aglio e rosmarino, un gratin di melanzane o formaggi ben stagionati.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Negroamaro 2023Vineka
Vineka nasce nel 2016 con l'obiettivo di promuovere l'eccellenza del vino pugliese del Salento e della Valle d'Itria. Guglielmo Zito, il fondatore della cantina, è un uomo nato nella sua regione e impegnato per essa: la Puglia. Una filosofia fortemente radicata nel territorio, nella tutela geografica e culturale della Valle d'Itria. Lo fa ogni giorno attraverso un lavoro accurato sulle sue vigne e sui suoi vini. La coltivazione della vite avviene intervenendo il meno possibile nel processo naturale del ciclo di vita della pianta. L'elaborazione dei vini mira a rivelare l'impronta dei vitigni e dei terroir locali mantenendo finezza e golosità.
Ottenuto al 100% da uve Negroamaro, la vendemmia si svolge con la massima cura: rigorosamente a mano. La macerazione del mosto è resa unica dalla presenza di gusci di mandorla, un altro frutto prezioso della Valle d'Itria. La fermentazione avviene in vasca d'acciaio inox con un'estrazione misurata dei tannini che permette di preservare la bevibilità. Questo vino svela note di bacche nere, prugne, more, lampone, erbe selvatiche e sfumature balsamiche. La bocca è untuosa, elegante, avvolta da un alcol moderato e da tannini fini e fusi.
Dove si viaggia?
PugliaItalia
La Puglia
La Puglia è una regione vinicola lunga e stretta situata all'estremo sud-est dello "stivale" italiano. Il tacco (la penisola salentina) occupa la metà meridionale della regione. Rispetto al nord della Puglia non ci sono solo differenze culturali e geografiche: anche i vini sono molto diversi. Mentre il nord è leggermente più accidentato e più legato alle usanze e alle pratiche vitivinicole dell'Italia centrale, il sud è quasi interamente pianeggiante e conserva un forte legame con il suo passato greco-romano.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita... ma quanto è complicato orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come un insieme di piccoli paesi più che come un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa offrire agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, e bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto i nomi più utili e più rinomati sul piano commerciale: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri...
Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità e ha origini greche. Gli Etruschi avrebbero introdotto la vite e gli immigrati greci avrebbero migliorato e modificato il patrimonio di vitigni, chiamando poi questa terra "Oenotria": il paese del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e alcune regioni si distinguevano già per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una testimonianza indelebile della loro espansione.
Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. Il paese è suddiviso in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "meridionale dello stivale" domina il clima mediterraneo, con estati molto calde e secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, tutto da esplorare!
Tutto su Negroamaro 2023
A che temperatura servire Negroamaro 2023?
Tra 15 e 17 °C.
Per quanto tempo si può conservare Negroamaro 2023?
Potenziale di invecchiamento: da 1 a 5 anni, cioè fino al 2028 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Negroamaro 2023?
Vitigni: 100% Negroamaro. Origine: Puglia, Italia. Gradazione alcolica: 13,5%.
Con cosa servire Negroamaro 2023?
Negroamaro 2023 si abbina a agnello, aperitivo, selvaggina e verdure grigliate. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
