A tavola con Château La Garde 2018
Carré d’agnello alla senape, fagiano arrosto, pernice allo spiedo, arrosto di manzo, mimolette stagionata.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Château La Garde 2018Vignobles Dourthe
Château La Garde è una proprietà di Vignobles Dourthe nella denominazione Pessac-Léognan, a sud di Bordeaux. Il suo terroir occupa uno dei più bei dossi di ghiaia della denominazione. Il vigneto di 52 ettari, di cui 2 ettari a bacca bianca, presenta una grandissima diversità di suoli, tra dossi ghiaiosi e suoli argilloso-calcarei, lavorati a livello micro-parcellare per esprimere ogni sfumatura del terroir.
La vendemmia è condotta parcella per parcella, «su misura», con una selezione ottica. La vinificazione, condotta con pochissime manipolazioni, comprende una fermentazione malolattica svolta in parte in barrique. Il vino affina poi sulle fecce fini in botti di rovere, di cui il 33 % nuove. L'annata 2018 assembla il 63 % di cabernet sauvignon, il 34 % di merlot e il 3 % di petit verdot.
Questo vino rivela note di mora, di ciliegia nera, di ribes nero, di mirtillo, di fumo, di grafite, di cedro e di vaniglia. Il naso intenso e complesso di frutti neri si accompagna a sottilissime note legnose. La bocca, di immediata ampiezza, offre un frutto espressivo, profondità e un ritorno affumicato tipico dei grandi terroir di Pessac-Léognan, sostenuta da tannini finissimi fino a un lungo finale.
Dove si viaggia?
Il BordoleseFrancia
Il Bordolese si estende nel sud-ovest della Francia, su entrambe le sponde della Garonna, della Dordogna e dell’estuario della Gironda, ad appena qualche decina di chilometri dall’Atlantico. Il clima è oceanico temperato: inverni miti, estati calde e umide, piovosità generosa e una vasta foresta delle Landes che protegge le vigne dai venti del largo, mentre i corsi d’acqua regolano le temperature e limitano le gelate. I suoli disegnano la geografia dei vini: graves profonde e ciottoli arrotondati sulla riva sinistra, argille e calcari sulla riva destra, sabbie e alluvioni lungo i fiumi. La regione si distingue per l’arte dell’assemblaggio, con in testa il Cabernet Sauvignon e il Merlot, accompagnati dal Cabernet Franc, dal Petit Verdot e dal Malbec, mentre il Sémillon, il Sauvignon Blanc e la Muscadelle danno bianchi secchi vivaci e grandi vini dolci botritizzati.
La piccola storia del paese
Francia
Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.
Tutto su Château La Garde 2018
A che temperatura servire Château La Garde 2018?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Château La Garde 2018?
Potenziale di invecchiamento: 10 anni e oltre, cioè almeno fino al 2028. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Château La Garde 2018?
Vitigni: 63% Cabernet Sauvignon, 34% Merlot, 3% Petit Verdot. Origine: Bordeaux, Francia. Gradazione alcolica: 14,5%.
Con cosa servire Château La Garde 2018?
Château La Garde 2018 si abbina a agnello, manzo, formaggi a pasta dura e selvaggina. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
