A tavola con Amarone della Valpolicella Classico 2020
Guancia di manzo brasata all'Amarone, cinghiale in salmì, cosciotto d'agnello arrosto, coniglio alle olive, Parmigiano Reggiano 36 mesi.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Amarone della Valpolicella Classico 2020Monte Santoccio
Questo Amarone proviene da Fumane, uno dei comuni storici della Valpolicella Classica, a nord di Verona. I quattro ettari di Monte Santoccio si suddividono qui in piccole parcelle d'altura, intorno ai 300 metri, esposte ai venti e allevate a pergola trentina. I suoli calcarei drenanti e le zone alluvionali, uniti a una buona aerazione dei grappoli, danno uve sane, indispensabili per il lungo appassimento da cui nasce l'Amarone.
Le uve, selezionate a mano, appassiscono in cassette su graticci di legno nel fruttaio fino a metà gennaio, secondo un appassimento artigianale. Dopo la pressatura, una premacerazione a freddo precede una fermentazione alcolica di una trentina di giorni. Il vino affina poi ventiquattro mesi in botti di rovere francese da 500 litri. L'annata 2020, dalle condizioni meteorologiche complesse, ha dato un vino concentrato, elegante ed equilibrato.
Questo vino rivela note di violetta, di confettura di ciliegie, di prugna secca, di mora, di pepe nero, di sigaro, di sottobosco e di cacao. La veste rosso granato precede un naso di grande ricchezza. In bocca la trama è ampia e vellutata; il vino si mostra denso e potente pur mantenendo un grande equilibrio e un alcol ben integrato. Il finale, lungo e sapido, si allunga su note speziate e su un lieve tocco di volatile che dona rilievo e complessità.
Dove si viaggia?
ValpolicellaItalia
La Valpolicella è una storica regione vinicola del Veneto, situata a nord di Verona tra il lago di Garda e le colline prealpine. Il nome significa "valle dalle molte cantine" in latino, a testimonianza della sua eredità vitivinicola millenaria. Questa zona gode di un clima continentale mitigato dall'influenza del lago di Garda, con brezze fresche che scendono dalle Alpi. I vigneti si dispongono su pendii calcarei e basaltici ben esposti. La regione coltiva principalmente la Corvina, completata dalla Rondinella e dalla Molinara, per produrre una gamma di stili notevoli: dal Valpolicella Classico leggero e fruttato al potente Amarone della Valpolicella ottenuto da uve appassite, passando per il Ripasso e il dolce Recioto. Questi vini si distinguono per i loro aromi di ciliegia e di spezie e per la capacità di unire ricchezza ed eleganza.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita, ma com'è difficile orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come tanti piccoli paesi piuttosto che un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa regalare agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, oltre a bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto il nome commercialmente più utile e più noto: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri... Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità ed è originaria della Grecia. Sarebbero stati gli Etruschi a introdurre la vite e gli immigrati greci a migliorarne e modificarne la composizione varietale; furono poi loro a chiamare questo paese "Oenotria": la terra del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e già alcune regioni si distinguevano per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una traccia indelebile delle loro conquiste. Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. L'Italia si divide in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "sud dello stivale" regna il clima mediterraneo, con estati molto calde e molto secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, che merita davvero di essere esplorato!
Tutto su Amarone della Valpolicella Classico 2020
A che temperatura servire Amarone della Valpolicella Classico 2020?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Amarone della Valpolicella Classico 2020?
Potenziale di invecchiamento: 10 anni e oltre, cioè almeno fino al 2030. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Amarone della Valpolicella Classico 2020?
Vitigni: Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara. Origine: Veneto, Italia. Gradazione alcolica: 16%.
Con cosa servire Amarone della Valpolicella Classico 2020?
Amarone della Valpolicella Classico 2020 si abbina a agnello, aperitivo, manzo e formaggi a pasta dura. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
