A tavola con Bianco Secco 2024
Risotto ai frutti di mare, carpaccio di pesce bianco, polpo grigliato alle erbe, pollame arrosto al limone, formaggi a pasta dura leggermente stagionati.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Bianco Secco 2024Giuseppe Quintarelli
Nato sulle colline della Valpolicella, a nord di Verona, il Bianco Secco di Giuseppe Quintarelli proviene da vigneti situati su pendii ben esposti, con suoli in prevalenza calcarei e basaltici. La cantina si trova nella frazione di Cerè, a Negrar, nel cuore di un paesaggio collinare che gode di un clima mitigato dalla vicinanza del lago di Garda. Le viti, spesso allevate a pergola, beneficiano di marcate escursioni termiche che favoriscono una maturazione lenta delle uve e preservano la freschezza aromatica caratteristica di questo vino bianco.
Frutto di una vendemmia manuale di vitigni bianchi locali, il Bianco Secco è vinificato in modo tradizionale con una pressatura soffice delle uve intere, seguita da una fermentazione alcolica in vasca, condotta a temperatura controllata per preservarne l'espressione aromatica. L'affinamento avviene poi in botti grandi o altri grandi contenitori di legno, sulle fecce fini, con travasi distanziati per chiarificare naturalmente il vino e rifinirne la texture. L'imbottigliamento avviene dopo diversi mesi di affinamento, senza cercare un'estrazione eccessiva, per conservare freschezza, equilibrio e complessità.
Questo vino rivela note di pera matura, mela gialla e agrumi, completate da tocchi floreali di fiori bianchi e camomilla, oltre a delicate sfumature speziate di pepe bianco e zenzero. Si percepisce anche una sottile dimensione minerale, che ricorda la pietra bagnata. In bocca la materia è ampia ma sostenuta da un'acidità vivace, con una texture leggermente sapida e un finale persistente, in equilibrio tra freschezza, tensione e una fine e nobile nota amarognola.
Dove si viaggia?
ValpolicellaItalia
La Valpolicella è una storica regione vinicola del Veneto, situata a nord di Verona tra il lago di Garda e le colline prealpine. Il nome significa "valle dalle molte cantine" in latino, a testimonianza della sua eredità vitivinicola millenaria. Questa zona gode di un clima continentale mitigato dall'influenza del lago di Garda, con brezze fresche che scendono dalle Alpi. I vigneti si dispongono su pendii calcarei e basaltici ben esposti. La regione coltiva principalmente la Corvina, completata dalla Rondinella e dalla Molinara, per produrre una gamma di stili notevoli: dal Valpolicella Classico leggero e fruttato al potente Amarone della Valpolicella ottenuto da uve appassite, passando per il Ripasso e il dolce Recioto. Questi vini si distinguono per i loro aromi di ciliegia e di spezie e per la capacità di unire ricchezza ed eleganza.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita, ma com'è difficile orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come tanti piccoli paesi piuttosto che un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa regalare agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, oltre a bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto il nome commercialmente più utile e più noto: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri... Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità ed è originaria della Grecia. Sarebbero stati gli Etruschi a introdurre la vite e gli immigrati greci a migliorarne e modificarne la composizione varietale; furono poi loro a chiamare questo paese "Oenotria": la terra del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e già alcune regioni si distinguevano per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una traccia indelebile delle loro conquiste. Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. L'Italia si divide in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "sud dello stivale" regna il clima mediterraneo, con estati molto calde e molto secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, che merita davvero di essere esplorato!
Tutto su Bianco Secco 2024
A che temperatura servire Bianco Secco 2024?
Tra 10 e 12 °C.
Per quanto tempo si può conservare Bianco Secco 2024?
Potenziale di invecchiamento: da 5 a 10 anni, cioè fino al 2034 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Bianco Secco 2024?
Vitigni: 40% Garganega, 20% Trebbiano Toscano, 20% Sauvignon, 10% Chardonnay, 10% Saorin. Origine: Veneto, Italia. Gradazione alcolica: 12,5%.
Con cosa servire Bianco Secco 2024?
Bianco Secco 2024 si abbina a crostacei, formaggi a pasta dura, pesce bianco e carni bianche. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
