A tavola con Échézeaux Grand Cru 2022
Lepre alla royale, filetto di capriolo ai mirtilli rossi, piccione in crosta ai porcini, costata di manzo al tartufo, cîteaux stagionato.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Échézeaux Grand Cru 2022Domaine Jacques Cacheux & Fils
L'Échézeaux è uno dei grand cru più estesi della Côte de Nuits, situato nel comune di Flagey-Échézeaux, sopra il Clos de Vougeot e nelle immediate vicinanze di Vosne-Romanée. La cantina vi possiede vigne nei climat En Orveaux e Les Cruots. I suoli argilloso-calcarei, poco profondi e ricchi di detriti, associati al clima semicontinentale, offrono al pinot nero una maturazione lenta che unisce potenza, eleganza e grande attitudine all'invecchiamento.
La cantina coltiva le sue vigne senza diserbanti né insetticidi. Le uve vengono interamente diraspate, poi beneficiano di una macerazione a freddo di circa una settimana, prima di una fermentazione condotta dai lieviti indigeni. Come gli altri grandi vini della cantina, l'Échézeaux affina in botti di rovere interamente nuove. I vini vengono imbottigliati senza chiarifica né filtrazione, per preservare tutta l'espressione del frutto e del terroir.
Questo vino rivela note di ciliegia nera, di lampone, di mora, di violetta, di rosa appassita, di liquirizia, di moka e di sottobosco. Il naso, profondo e profumato, unisce vividi frutti rossi e neri a un raffinato bouquet floreale. La bocca, concentrata e setosa, rivela una profondità minerale e tannini di grande finezza, accompagnati fino a un finale lungo e preciso.
Dove si viaggia?
BorgognaFrancia
La Borgogna è un vero terreno d'avventura per gli amanti del vino! Sostenuti da un clima prevalentemente continentale, i vini borgognoni traggono il loro carattere unico da influenze diverse — continentali, mediterranee e oceaniche — che si intrecciano per creare una sinfonia di sapori impareggiabili. È proprio questa fusione climatica che permette a ogni Grand Cru di Borgogna di rivelare aromi e sapori che alcuni considerano i migliori al mondo.
Da nord a sud, ogni zona vitivinicola della Borgogna, dallo Chablis al Mâconnais, gode di un proprio microclima. A Chablis i vignaioli combattono le gelate primaverili avvolgendo le viti in un bozzolo protettivo di acqua ghiacciata. Sulla Côte de Nuits e sulla Côte de Beaune le colline catturano la luce del sole, regalando estati calde che colmano le uve di sole, mentre il Mâconnais gode di un clima quasi mediterraneo, più secco e meno soggetto alle gelate.
Questo mix di condizioni climatiche, unito a una geologia variegata con oltre 400 tipi di suolo diversi, conferisce a ogni vino di Borgogna un'identità propria. Ogni bottiglia è un racconto di terroir, una storia di terra e di clima, un invito a esplorare il ricco patrimonio vitivinicolo della Borgogna.
La piccola storia del paese
Francia
Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.
Tutto su Échézeaux Grand Cru 2022
A che temperatura servire Échézeaux Grand Cru 2022?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Échézeaux Grand Cru 2022?
Potenziale di invecchiamento: 10 anni e oltre, cioè almeno fino al 2032. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Échézeaux Grand Cru 2022?
Vitigni: 100% Pinot Nero. Origine: Borgogna, Francia. Gradazione alcolica: 14%.
Con cosa servire Échézeaux Grand Cru 2022?
Échézeaux Grand Cru 2022 si abbina a manzo e selvaggina. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
