Abbinamenti Gastronomici

A tavola con Saint-Véran La Côte 2024

Plateau di frutti di mare, filetto di branzino alla plancha, blanquette di vitello, crottin de Chavignol, tartare di orata.

I nostri vini per

Domaine Gaillard Saint-Véran La Côte 2024

139,20 €
(23,20 € / bottiglia)

Un Saint-Véran vivace e minerale, nato dai calcari di Chasselas, tra pera, miele di acacia e pan di spezie.

pays logo

Francia

icon vin couleur

Vin Bianco

icon alcool

12.7%

icon garde

da 1 a 5 anni

cepage logo

100% Chardonnay

Consegna in 72 ore in Francia, imballaggio rinforzato

Francia: 9,90 € da 1 a 2 bottiglie, 14,90 € da 3 a 11, 19,90 € da 12. Tariffe per paese

Parliamo poco, parliamo di vino

Saint-Véran La Côte 2024Domaine Gaillard

Questo Saint-Véran La Côte proviene da una parcella di un ettaro situata nella parte sud della denominazione Saint-Véran, nel comune di Chasselas, nel Mâconnais. Piantata su un pendio del 10-15 %, esposto a sud-est, la vigna affonda le radici in calcari duri poco profondi, che conferiscono al vino la sua tensione. I ceppi, con un'età media di 30 anni, sono coltivati dal Domaine Gaillard con diserbo meccanico.

La vendemmia è manuale. Le uve vengono pressate delicatamente in una pressa pneumatica, poi il mosto viene sfecciato staticamente per 12-48 ore. La fermentazione alcolica, condotta a 18 °C con lieviti indigeni, è seguita dalla fermentazione malolattica. L'affinamento avviene interamente in vasca, per preservare la purezza del terroir calcareo.

Questo vino rivela note di pera, di limone, di mela verde, di miele d'acacia, di fiori bianchi, di pan di spezie, di pane tostato e di pietra focaia. Il naso, fine e discreto, mostra un leggero carattere tostato. L'attacco è vivace e franco, sostenuto da una trama acidula che dà direzione e lunghezza, fino a un finale minerale e sapido.

Domande frequenti

Tutto su Saint-Véran La Côte 2024

A che temperatura servire Saint-Véran La Côte 2024?

Tra 10 e 12 °C.

Per quanto tempo si può conservare Saint-Véran La Côte 2024?

Potenziale di invecchiamento: da 1 a 5 anni, cioè fino al 2029 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.

Quali vitigni compongono Saint-Véran La Côte 2024?

Vitigni: 100% Chardonnay. Origine: Borgogna, Francia. Gradazione alcolica: 12,7%.

Con cosa servire Saint-Véran La Côte 2024?

Saint-Véran La Côte 2024 si abbina a crostacei, pesce bianco e carni bianche. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.

Dove si viaggia?

BorgognaFrancia

La Borgogna è un vero terreno d'avventura per gli amanti del vino! Sostenuti da un clima prevalentemente continentale, i vini borgognoni traggono il loro carattere unico da influenze diverse — continentali, mediterranee e oceaniche — che si intrecciano per creare una sinfonia di sapori impareggiabili. È proprio questa fusione climatica che permette a ogni Grand Cru di Borgogna di rivelare aromi e sapori che alcuni considerano i migliori al mondo.

Da nord a sud, ogni zona vitivinicola della Borgogna, dallo Chablis al Mâconnais, gode di un proprio microclima. A Chablis i vignaioli combattono le gelate primaverili avvolgendo le viti in un bozzolo protettivo di acqua ghiacciata. Sulla Côte de Nuits e sulla Côte de Beaune le colline catturano la luce del sole, regalando estati calde che colmano le uve di sole, mentre il Mâconnais gode di un clima quasi mediterraneo, più secco e meno soggetto alle gelate.

Questo mix di condizioni climatiche, unito a una geologia variegata con oltre 400 tipi di suolo diversi, conferisce a ogni vino di Borgogna un'identità propria. Ogni bottiglia è un racconto di terroir, una storia di terra e di clima, un invito a esplorare il ricco patrimonio vitivinicolo della Borgogna.

La piccola storia del paese

Francia

Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.

Ti potrebbe piacere anche