A tavola con Gigondas Les Vignes Blanches 2023
Astice arrosto al burro semisalato, scampi scottati, coda di rospo all'armoricaine, faraona ai finferli, blanquette di vitello, tomme di pecora.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Gigondas Les Vignes Blanches 2023Domaine de Longue-Toque
Il Gigondas Les Vignes Blanches del Domaine de Longue-Toque proviene da Gigondas, ai piedi delle Dentelles de Montmirail, nel Vaucluse. Nasce da tre zone: Trois Yeux, arroccata a 500 metri di altitudine su detriti calcarei e marne del Cretaceo, Montmirail, esposta a sud su argille rosse, e Teyssonnières, su safre di argilla e sabbia. Questa annata 2023 inaugura la denominazione Gigondas in bianco.
Le uve, da agricoltura biologica, vengono raccolte a mano alle prime ore del giorno, poi pressate direttamente a grappolo intero. Dopo una sfecciatura a freddo di 48 ore, la fermentazione inizia in vasca d'acciaio, poi prosegue in parte in demi-muid da 600 litri, per venti giorni sotto i 20 °C. L'affinamento dura sei mesi in demi-muid per tutta la cuvée.
Questo vino rivela note di caprifoglio, di fiori bianchi, di pera, di pesca bianca, di scorza di limone, di noce, di spezie dolci e di pietra calcarea. Sotto una veste oro pallido, brillante e cristallina, il bouquet è complesso ed elegante. La bocca, di corpo medio, è avvolgente e satinata, al tempo stesso fresca e vivace, prima di un finale denso e lungo.
Dove si viaggia?
La Valle del RodanoFrancia
La Valle del Rodano distende i suoi vigneti nel sud-est della Francia, lungo il fiume, da Vienne, a sud di Lione, fino ai dintorni di Avignone, per quasi duecento chilometri. Si divide in due zone ben distinte: a nord, un clima continentale temperato, segnato da pendii scoscesi esposti al sole e spazzati dal mistral; a sud, un clima nettamente mediterraneo, caldo e secco, dove lo stesso vento risana le vigne e preserva la freschezza delle uve. I suoli cambiano radicalmente, dai graniti e scisti dei versanti settentrionali ai terrazzi di ciottoli arrotondati, sabbie e argille calcaree del Midi. La regione si distingue per due volti complementari: a nord, il Syrah in purezza per rossi speziati e tesi, accompagnato da Viognier, Marsanne e Roussanne; a sud, uvaggi generosi dominati da Grenache, Syrah e Mourvèdre.
La piccola storia del paese
Francia
Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.
Tutto su Gigondas Les Vignes Blanches 2023
A che temperatura servire Gigondas Les Vignes Blanches 2023?
Tra 10 e 12 °C.
Per quanto tempo si può conservare Gigondas Les Vignes Blanches 2023?
Potenziale di invecchiamento: da 5 a 10 anni, cioè fino al 2033 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Gigondas Les Vignes Blanches 2023?
Vitigni: 70% Clairette, 10% Grenache Blanc, 10% Roussanne, 10% Marsanne. Origine: Valle del Rodano, Francia. Gradazione alcolica: 13,5%.
Con cosa servire Gigondas Les Vignes Blanches 2023?
Gigondas Les Vignes Blanches 2023 si abbina a crostacei, formaggi a pasta dura, pesce bianco e carni bianche. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
