A tavola con Vigneto Bellavista 2019
Bistecca alla fiorentina, agnello arrosto alle erbe, stufato di cinghiale, piccione arrosto, formaggi stagionati a pasta dura.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Vigneto Bellavista 2019Castello Di Ama
Il Vigneto Bellavista è uno dei cru simbolo del Castello di Ama, situato nel cuore del Chianti Classico, nel comune di Gaiole in Chianti, a sud di Firenze, in Toscana. Il vigneto Bellavista si estende su colline ben esposte, a un'altitudine elevata per la zona, e gode di forti escursioni termiche. I suoli, composti da galestro e da marne calcaree, favoriscono una maturazione lenta e completa delle uve. Questa combinazione di clima, altitudine e terroir sassosi dona al vino una grande finezza e un'espressione precisa del Sangiovese.
Le uve di questo vigneto vengono vendemmiate a mano, con una selezione rigorosa in vigna e in cantina. La fermentazione alcolica si svolge in vasche d'acciaio inox a temperatura controllata, con macerazione sulle bucce per estrarre colore e struttura, seguita dalla fermentazione malolattica. Il vino affina poi in barrique di rovere, in prevalenza francese, per affinare i tannini e sviluppare la complessità aromatica, prima dell'imbottigliamento in tenuta.
Questo vino rivela note di ciliegia nera, frutti rossi maturi e prugna, ravvivate da tocchi floreali di violetta e rosa appassita, oltre a sfumature speziate di pepe, liquirizia e chiodo di garofano. Eleganti accenti legnosi, che evocano il cedro, la vaniglia e il tabacco biondo, si fondono con una trama leggermente minerale. In bocca la materia è ampia e strutturata, sostenuta da un'acidità vivace, tannini fermi ma raffinati e un finale lungo, persistente e saporito.
Dove si viaggia?
ChiantiItalia
La zona vinicola del Chianti si trova tra le città di Firenze (a nord) e Siena (a sud). È anche la terra dell'olio d'oliva e del celebre David di Michelangelo. Il Chianti ha conservato gran parte del suo saper fare artigianale e somiglia quasi a ciò che era un secolo fa, con le sue colline ondulate dove i vigneti si estendevano a perdita d'occhio. La zona è una vasta area suddivisa in 7 sottozone, ognuna delle quali produce un Chianti dalla forte identità: Montalbano, Rufina, Colli Fiorentini, Colli Aretini, Colli Senesi, Montespertoli e Colline Pisane.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita, ma com'è difficile orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come tanti piccoli paesi piuttosto che un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa regalare agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, oltre a bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto il nome commercialmente più utile e più noto: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri... Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità ed è originaria della Grecia. Sarebbero stati gli Etruschi a introdurre la vite e gli immigrati greci a migliorarne e modificarne la composizione varietale; furono poi loro a chiamare questo paese "Oenotria": la terra del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e già alcune regioni si distinguevano per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una traccia indelebile delle loro conquiste. Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. L'Italia si divide in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "sud dello stivale" regna il clima mediterraneo, con estati molto calde e molto secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, che merita davvero di essere esplorato!
Tutto su Vigneto Bellavista 2019
A che temperatura servire Vigneto Bellavista 2019?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Vigneto Bellavista 2019?
Potenziale di invecchiamento: 10 anni e oltre, cioè almeno fino al 2029. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Vigneto Bellavista 2019?
Vitigni: 80% Sangiovese, 20% Merlot. Origine: Toscana, Italia. Gradazione alcolica: 13,5%.
Con cosa servire Vigneto Bellavista 2019?
Vigneto Bellavista 2019 si abbina a agnello, formaggi a pasta dura e selvaggina. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
