A tavola con Vigne d'Alto Taurasi 2016
Agnello da latte arrosto alle erbe, stufato di cinghiale al pomodoro, costata di manzo alla griglia, osso buco alla napoletana, formaggi stagionati a pasta dura.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Vigne d'Alto Taurasi 2016Cantine Lonardo
Situato nell'entroterra montuoso dell'Irpinia, in Campania, il vigneto Vigne d'Alto domina la valle di Taurasi dalle colline dell'omonimo comune. Le parcelle di Cantine Lonardo si trovano su suoli vulcanici e argilloso-calcarei, ricchi di ceneri ed elementi minerali, a un'altitudine elevata che favorisce le escursioni termiche. Questo terroir fresco, ventilato e ben drenato permette all'Aglianico di raggiungere una maturazione lenta e completa, dando vini strutturati, profondi e dotati di una grande capacità di invecchiamento.
Le uve vengono raccolte a mano dalle vecchie vigne di Aglianico, con un'attenta selezione in vigna. Dopo la diraspatura, la fermentazione alcolica si svolge in vasca con una macerazione prolungata, per estrarre colore, struttura e complessità aromatica. Segue la fermentazione malolattica, poi il vino affina a lungo in botti di legno, per affinare i tannini e armonizzare il profilo aromatico, prima di un ulteriore periodo di riposo in bottiglia prima della commercializzazione.
Questo vino rivela note di ciliegia nera, prugna matura e piccoli frutti rossi, completate da tocchi floreali di violetta e rosa appassita, oltre a sfumature speziate di pepe, liquirizia e chiodo di garofano. Accenti legnosi e leggermente affumicati si fondono con una discreta trama minerale. In bocca la materia è ampia e concentrata, sostenuta da un'acidità vivace, tannini fermi ma levigati e un lungo finale persistente dai richiami balsamici.
Dove si viaggia?
La CampaniaItalia
La Campania è la regione che forma lo "stinco" dello stivale, e la sua città più grande è Napoli. Il suo nome deriva da Campania felix, locuzione latina che significa più o meno «terra felice». Il successo della Campania deve molto alla varietà di climi e terroir che accolgono le vigne. La viticoltura è nel suo elemento grazie a un'abbondante insolazione, estati calde e secche, inverni miti, una lunga stagione vegetativa e un suolo vulcanico (che ha permesso di scampare alla fillossera). Le brezze mediterranee costiere soffiano dal mar Tirreno e attraverso i monti dell'Appennino mitigando il calore e favorendo un'acidità vivace nel frutto.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita, ma com'è difficile orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come tanti piccoli paesi piuttosto che un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa regalare agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, oltre a bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto il nome commercialmente più utile e più noto: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri... Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità ed è originaria della Grecia. Sarebbero stati gli Etruschi a introdurre la vite e gli immigrati greci a migliorarne e modificarne la composizione varietale; furono poi loro a chiamare questo paese "Oenotria": la terra del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e già alcune regioni si distinguevano per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una traccia indelebile delle loro conquiste. Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. L'Italia si divide in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "sud dello stivale" regna il clima mediterraneo, con estati molto calde e molto secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, che merita davvero di essere esplorato!
Tutto su Vigne d'Alto Taurasi 2016
A che temperatura servire Vigne d'Alto Taurasi 2016?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Vigne d'Alto Taurasi 2016?
Potenziale di invecchiamento: 10 anni e oltre. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Vigne d'Alto Taurasi 2016?
Vitigni: 100% Aglianico. Origine: Campania, Italia. Gradazione alcolica: 14,5%.
Con cosa servire Vigne d'Alto Taurasi 2016?
Vigne d'Alto Taurasi 2016 si abbina a agnello, manzo, formaggi a pasta dura e selvaggina. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
