A tavola con Rovittello Etna Rosso Riserva 2018
Pappardelle al ragù di cinghiale, filetto di capriolo ai mirtilli rossi, piccione arrosto, cannelloni ai funghi, caciocavallo stagionato.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Rovittello Etna Rosso Riserva 2018Benanti
Rovittello è una contrada del comune di Castiglione di Sicilia, sul versante nord dell'Etna, a 750 metri di altitudine. Questa riserva proviene dalla sola particella 341, a terrazze, piantata con vigne centenarie in gran parte prefillossera e a piede franco, allevate ad alberello con 9 000-10 000 ceppi per ettaro. Il suolo è sabbioso, vulcanico e ricco di minerali, sotto un clima di montagna ben ventilato, dalle forti escursioni termiche.
Le uve sono raccolte e selezionate a mano nell'ultima decade di ottobre, diraspate e poi pressate delicatamente. La fermentazione si svolge in vasche d'acciaio inox a 25 °C, con una macerazione da venti a ventuno giorni e un lievito indigeno selezionato dalla cantina. Dopo la fermentazione malolattica in acciaio, il vino matura circa ventiquattro mesi in botti grandi di rovere francese da 15 ettolitri, poi dodici mesi in bottiglia, per sessanta mesi in totale prima dell'uscita.
Questo vino rivela note di ciliegia, fragola matura, cassis, mirtillo rosso essiccato, fiore di castagno, cedro, cuoio, cannella e liquirizia. Il bouquet, fine, etereo e floreale, si arricchisce di sfumature di legno nobile e di spezie. In bocca, deciso e potente, si dispiega progressivamente con una leggerezza e un'eleganza notevoli, sostenuto da tannini fini, una mineralità spiccata e una grande persistenza.
Dove si viaggia?
La SiciliaItalia
La Sicilia, l'isola più grande del Mediterraneo, ha da secoli una vocazione per la viticoltura. Piantato su terre nere e vulcaniche, il suo vigneto è considerato uno dei più antichi al mondo. È il vigneto più vasto d'Italia. La vite è presente ovunque, fino a 1200 metri di altitudine sull'Etna. Il clima mediterraneo le è molto favorevole: insolazione regolare, temperature elevate e scarse precipitazioni. I suoi paesaggi collinari e la sua leggera brezza marina ricordano alcuni angoli della California e dell'Australia. La Sicilia offre una moltitudine di vitigni autoctoni, tra cui il Nero d'Avola è il più rinomato.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita, ma com'è difficile orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come tanti piccoli paesi piuttosto che un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa regalare agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, oltre a bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto il nome commercialmente più utile e più noto: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri... Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità ed è originaria della Grecia. Sarebbero stati gli Etruschi a introdurre la vite e gli immigrati greci a migliorarne e modificarne la composizione varietale; furono poi loro a chiamare questo paese "Oenotria": la terra del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e già alcune regioni si distinguevano per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una traccia indelebile delle loro conquiste. Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. L'Italia si divide in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "sud dello stivale" regna il clima mediterraneo, con estati molto calde e molto secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, che merita davvero di essere esplorato!
Tutto su Rovittello Etna Rosso Riserva 2018
A che temperatura servire Rovittello Etna Rosso Riserva 2018?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Rovittello Etna Rosso Riserva 2018?
Potenziale di invecchiamento: 10 anni e oltre, cioè almeno fino al 2028. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Rovittello Etna Rosso Riserva 2018?
Vitigni: 90% Nerello Mascalese, 10% Nerello Cappuccio. Origine: Sicilia, Italia. Gradazione alcolica: 14,5%.
Con cosa servire Rovittello Etna Rosso Riserva 2018?
Rovittello Etna Rosso Riserva 2018 si abbina a selvaggina. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
