Parliamo poco, parliamo di vino
Se c'è un vignaiolo spagnolo il cui talento e genio sono riconosciuti in tutto il mondo, è proprio Álvaro Palacios. I suoi vini, ricchissimi di complessità ed eleganza, hanno dato nuovo slancio ai vini di Spagna. La cantina, con sede nella regione vinicola spagnola del Priorat, è rinomata per i suoi vini che riflettono fedelmente il terroir unico di questa zona. Álvaro Palacios, pioniere dei metodi di viticoltura biodinamica in Spagna, ha contribuito in modo decisivo a elevare il profilo dei vini del Priorat grazie alle sue cuvée innovative e di alta gamma.
La cuvée Gratallops Vi de Vila è un'espressione autentica del villaggio di Gratallops, nel cuore del Priorat. Questa cuvée nasce da 11 parcelle diverse. Il vino è prodotto principalmente da Grenache e Carignan, coltivati sui pendii rocciosi e aridi che caratterizzano la regione, con viti di età compresa tra 15 e 70 anni. Ogni parcella viene vinificata separatamente per preservare le caratteristiche uniche del terroir prima dell'assemblaggio. La vendemmia è manuale, la diraspatura parziale e la fermentazione si svolge in botti grandi con lieviti indigeni. L'affinamento dura 14 mesi in botti grandi, poi il vino viene imbottigliato senza chiarifica né filtrazione. Questo vino sprigiona aromi intensi di frutti neri, bacche rosse, fragole, mirtilli, ibisco, pepe bianco, violetta, liquirizia e spezie mediterranee. La bocca è rotonda e minerale, con tannini setosi e una freschezza marcata, per un vino di profondità e complessità notevoli.
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La piccola storia del paese
Spagna

La storia del vino in Spagna è così antica che nessuno sa davvero chi abbia portato le prime viti nella regione. Quando i Fenici arrivarono, circa 3.000 anni fa, e fondarono le attuali città di Cadice e Jerez, la viticoltura era già ben radicata e i vini spagnoli venivano ampiamente commercializzati in tutto il Mediterraneo e in Nord Africa. Si potrebbe dire che la Spagna sia un miracolo del vino. Dopo anni trascorsi ai margini del mondo dei grandi vini, oggi è tra i protagonisti. Gli investimenti e l’ambizione in vigna e in cantina si traducono in rossi sempre più ricchi, complessi (spesso molto alcolici) e speziati, sempre più apprezzati dai consumatori internazionali. Orgogliosa di avere più terreni vitati di qualsiasi altro paese, la Spagna ha appena iniziato a valorizzare questa risorsa in modo coerente. La Spagna è un groviglio anarchico di regioni e sottoregioni, così come il suo territorio è un groviglio anarchico di paesaggi incredibilmente aspri. Basta uno sguardo a una cartina per rendersi conto della diversità climatica tra le numerose regioni vitivinicole spagnole: dai vigneti verdi e fradici di pioggia della Galizia, sulla costa atlantica settentrionale, ai vigneti riarsi del sud-est mediterraneo. La vera fortuna della Spagna, dal punto di vista viticolo, è l’altitudine media dei suoi vigneti, superiore ai 600 metri. Gran parte dei vigneti spagnoli riesce così a produrre uve di buon colore e buona acidità semplicemente perché le temperature notturne sono relativamente basse e le uve maturano solo al termine di una stagione vegetativa sufficientemente lunga. Ma c’è un vero tesoro da scoprire per chi è disposto a scavare e, ora che in Spagna si è formata una classe di intenditori, investitori ambiziosi di ogni tipo hanno fatto la loro parte per cambiare l’immagine del vino spagnolo. Oggi una nuova generazione di vignaioli ha cominciato, senza clamore, a produrre vini spettacolari e a sperimentare vitigni che fino a poco tempo fa sarebbero stati impensabili. Il vino resta un prodotto importante e parte integrante della cultura spagnola.
