Abbinamenti Gastronomici

A tavola con Barolo 2018

Da gustare con carni rosse in salsa, selvaggina come cervo o capriolo, un fegato di vitello ai lamponi, un sanguinaccio di maiale nero di Bigorre o con un tagliere di formaggi decisi. Dopo anni di invecchiamento, questo vino potrà abbinarsi al cioccolato fondente e alle crostate alla frutta secca.

I nostri vini per

460 Casina Bric Barolo 2018

45,00 €

Un Barolo intenso e profondamente impregnato del suo terroir d'altitudine

pays logo

Italia

icon vin couleur

Vin Rosso

icon alcool

14%

icon garde

5-10 anni

cepage logo

100% Nebbiolo

Consegna in 72 ore in Francia, imballaggio rinforzato

Francia: 9,90 € da 1 a 2 bottiglie, 14,90 € da 3 a 11, 19,90 € da 12. Tariffe per paese

Parliamo poco, parliamo di vino

Barolo 2018460 Casina Bric

La cantina 460 Casina Bric, che nel dialetto locale significa "cascina in cima alla collina", è la proprietà più alta del paese di Barolo. In questo microcosmo unico, situato in media a 460 metri di altitudine, in mezzo a un susseguirsi di colline verdi incorniciate dalla catena delle Alpi, il vitigno Nebbiolo esprime il meglio di sé. L'altitudine regala un clima fresco e ventilato, ideale per lo sviluppo di aromi ampi e intensi. È qui che Gianluca Viberti dà voce al suo talento, sublimando questo vitigno unico, sorgente esclusiva dei vini di Barolo.

Tutte le uve sono raccolte a mano in piccole cassette da 20 kg per non rovinare il frutto. La vinificazione tradizionale dura tra i 30 e i 40 giorni in vasche di cemento, senza la minima aggiunta di lieviti selezionati. Segue poi una macerazione supplementare di 15 giorni, per estrarre ulteriori composti aromatici e tannini. Questo vino affronta quindi un affinamento colossale di 12-18 mesi tra vasche e botti di rovere. Una volta terminato l'uvaggio dei diversi contenitori, il vino riposa 6-12 mesi in vasche di cemento per poi maturare ancora 6-12 mesi in bottiglia prima di essere immesso sul mercato. Questa cuvée sviluppa aromi di frutti di bosco, di uva passa, di prugne secche, di amarene, di more, di pane tostato, di tabacco, di fiori rossi essiccati e di aceto balsamico. La bocca è di grande complessità, compensata da un'acidità viva e da tannini strutturati, quasi granulosi, che le regalano un finale ampio e persistente. Un vino da lungo invecchiamento, destinato a farsi più complesso con gli anni.

Dove si viaggia?

PiemonteItalia

Il Piemonte

Uno dei modi migliori per scoprire il Piemonte è attraverso i suoi vini. Percorri la regione e scoprirai tutta una gamma di stili: vini rossi audaci e di lungo invecchiamento, vini bianchi secchi e delicati, oppure dolci e frizzanti come il Moscato d'Asti. Il Piemonte è una delle regioni vinicole più rinomate d'Italia e si trova nel nord-ovest del paese. La sua posizione geografica lo rende unico, perché confina sia con la Francia sia con la Svizzera: è quindi una delle poche regioni italiane a toccare entrambi i paesi. Il Piemonte è una regione montuosa, grazie alla corona alpina che lo circonda, con vaste zone collinari e un paesaggio variegato. Se le condizioni estive per la produzione del vino sono simili tra il Piemonte e la zona di Bordeaux, il primo conosce temperature molto più fredde nei mesi invernali e precipitazioni nettamente inferiori durante tutto l'anno, grazie all'effetto delle Alpi sulle piogge.

La piccola storia del paese

Italia

Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita... ma quanto è complicato orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come un insieme di piccoli paesi più che come un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa offrire agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, e bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto i nomi più utili e più rinomati sul piano commerciale: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri...



Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità e ha origini greche. Gli Etruschi avrebbero introdotto la vite e gli immigrati greci avrebbero migliorato e modificato il patrimonio di vitigni, chiamando poi questa terra "Oenotria": il paese del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e alcune regioni si distinguevano già per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una testimonianza indelebile della loro espansione.



Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. Il paese è suddiviso in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "meridionale dello stivale" domina il clima mediterraneo, con estati molto calde e secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, tutto da esplorare!

Domande frequenti

Tutto su Barolo 2018

A che temperatura servire Barolo 2018?

Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.

Per quanto tempo si può conservare Barolo 2018?

Potenziale di invecchiamento: da 5 a 10 anni, cioè fino al 2028 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.

Quali vitigni compongono Barolo 2018?

Vitigni: 100% Nebbiolo. Origine: Piemonte, Italia. Gradazione alcolica: 14%.

Con cosa servire Barolo 2018?

Barolo 2018 si abbina a agnello, manzo, dolci e formaggi a pasta molle. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.

Ti potrebbe piacere anche