Abbinamenti Gastronomici

A tavola con Saké Jidai Okure

Sashimi di tonnetto leggermente scottato, tempura di verdure di stagione, maiale brasato al miso, formaggi a pasta dura leggermente stagionati, pollame arrosto alle erbe.

I nostri vini per

Sakehitosuji Saké Jidai Okure

129,00 €
(43,00 € / bottiglia)

Un yamahai junmai ginjo di Okayama dal carattere profondo, dove la ricchezza umami incontra un'elegante freschezza.

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Giappone

icon vin couleur

Vin Sake

icon alcool

16%

icon garde

da 1 a 5 anni

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Yamadanishiki

Consegna in 72 ore in Francia, imballaggio rinforzato

Francia: 9,90 € da 1 a 2 bottiglie, 14,90 € da 3 a 11, 19,90 € da 12. Tariffe per paese

Parliamo poco, parliamo di vino

Saké Jidai OkureSakehitosuji

Nato nella prefettura di Okayama, nel cuore della regione del Chūgoku, questo sake cresce in un ambiente dal clima temperato, segnato da estati calde e inverni relativamente miti. Le risaie beneficiano di un'acqua pura proveniente dalle montagne vicine e di suoli fertili che favoriscono una maturazione regolare dei chicchi. Questa combinazione di luce abbondante e di notti più fresche a fine stagione permette di ottenere un riso denso ed equilibrato, particolarmente adatto all'elaborazione di sake in stile junmai ginjo dall'espressione aromatica precisa.

Elaborato secondo il metodo tradizionale yamahai, questo sake si fonda su una fermentazione lenta che sviluppa un'acidità marcata e una grande profondità aromatica. Il riso è accuratamente levigato fino a raggiungere un grado ginjo, poi fermentato con lieviti selezionati per preservare la purezza del profilo lasciando al tempo stesso emergere le sfumature più selvatiche tipiche dello yamahai. L'assenza di alcol aggiunto rafforza il carattere junmai e regala una struttura netta e un'espressione autentica del riso e dell'acqua del terroir di Okayama.

Questo sake svela note di mela matura, di pera e di banana fresca, sostenute da tocchi più complessi di nocciola tostata, di fungo bianco e di spezie dolci. In bocca la texture si mostra al tempo stesso ampia e setosa, portata da un'acidità viva che allunga il finale. Sfumature umami di brodo dashi e di cereali tostati emergono progressivamente e portano una sensazione calda e persistente, ideale per una degustazione a temperatura leggermente riscaldata.

Dove si viaggia?

OkayamaGiappone

La prefettura di Okayama, situata nella regione del Chūgoku di fronte al mare interno di Seto, è soprannominata "la terra del sole" per il suo clima eccezionalmente mite e soleggiato. Questa dolcezza climatica, con precipitazioni moderate e poche catastrofi naturali, ne fa uno dei territori agricoli più stabili del Giappone, ideale per la coltivazione di riso di qualità superiore. Le fertili pianure irrigate dai fiumi Asahi e Takahashi offrono condizioni ideali per la risicoltura, in particolare per l'Omachi, antica varietà di riso da sake nata a Okayama nell'Ottocento e considerata una delle più nobili e delle più difficili da coltivare. Questo riso emblematico conferisce ai sake di Okayama una struttura ricca, un corpo generoso e una notevole profondità aromatica. Le sorgenti di acqua pura che scendono dai monti del Chūgoku completano questo terroir d'eccezione, permettendo ai mastri birrai locali di tramandare metodi tradizionali esplorando al tempo stesso approcci innovativi. Erede di un sapere secolare, Okayama resta un riferimento imprescindibile nell'universo del sake premium.

La piccola storia del paese

Giappone

La storia del saké in Giappone si inserisce in un racconto millenario, intimamente legato alla coltivazione del riso e ai rituali shintoisti. Già nel III secolo, le prime fermentazioni del riso, note come kuchikami no sake, si basavano sulla masticazione dei chicchi da parte di sacerdotesse, che liberava così gli enzimi necessari a trasformare l'amido in zucchero. Nel corso del tempo, i progressi agricoli e le tecniche di birrificazione giunte dalla Cina hanno permesso di affinare la produzione, dando vita a metodi di fermentazione multipla parallela unici al mondo. Nell'era Heian il saké diventa un elemento centrale delle cerimonie imperiali e religiose, simbolo di purezza e di unione tra gli dèi e gli uomini. Durante i periodi Edo e Meiji, il miglioramento dei lieviti, la padronanza della levigatura del riso e la distribuzione su scala nazionale trasformano il saké in una bevanda popolare, radicata nella vita quotidiana e festosa del Giappone. Parallelamente compaiono altre bevande fermentate o distillate, come lo shōchū o l'awamori, nate da terroir meridionali e da influenze straniere. Oggi il saké continua a reinventarsi: connubio di tradizione e modernità, riflette la diversità dei climi, dei risi e dei saperi regionali, incarnando al tempo stesso l'anima ospitale del Giappone.

Domande frequenti

Tutto su Saké Jidai Okure

A che temperatura servire Saké Jidai Okure?

Tra 8 e 12 °C, fresco o leggermente tiepido secondo lo stile.

Per quanto tempo si può conservare Saké Jidai Okure?

Potenziale di invecchiamento: da 1 a 5 anni.

Da dove viene Saké Jidai Okure?

Origine: Okayama, Giappone. Gradazione alcolica: 16%.

Con cosa servire Saké Jidai Okure?

Saké Jidai Okure si abbina a formaggi a pasta dura, sushi e carni bianche. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.

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