Foie gras, roquefort, gorgonzola, fichi secchi, cannoli siciliani, crostata di albicocche

Solacium Moscato di Siracusa Passito DOC 2022

Pupillo

54,40 €

Un moscato passito di Siracusa da uve surmature sulla pianta, tra albicocca candita, miele e spezie dolci.

icona paese

Italia

icona colore del vino

Bianco

icona alcol

14.5%

icona potenziale di invecchiamento

10 anni +

icona vitigno

100% Moscato Bianco

Consegna in 72 ore in Francia, imballaggio rinforzato

Francia: 9,90 € da 1 a 2 bottiglie, 14,90 € da 3 a 11, 19,90 € da 12. Tariffe per paese

Parliamo poco, parliamo di vino

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Il Solacium è prodotto dalla famiglia Pupillo nella sua tenuta di Targia, alle porte di Siracusa, nella Sicilia sud-orientale, culla storica del moscato bianco. Le vigne, piantate nel 1980 nel cru Mulino, crescono su un suolo calcareo di medio impasto e sono orientate nord-sud. Questo terroir si trova nel punto d'incontro tra le brezze marine del mar Ionio e il maestrale, un'influenza che plasma la personalità singolare di questo vino dolce naturale. Il suo nome evoca il rifugio dell'imperatore, il giardino delle delizie.

I grappoli di moscato bianco sono lasciati in surmaturazione sulla pianta, per concentrare naturalmente zuccheri e aromi, poi vendemmiati a mano nel corso della terza decade di agosto. Dopo la diraspatura, l'uva macera due settimane in vasche d'acciaio, il che permette di estrarre tutta la ricchezza aromatica delle bucce. Il vino beneficia poi di un primo affinamento di un anno in bottiglia prima della commercializzazione. Questo approccio paziente, fedele alla tradizione dei vini dolci di Siracusa, dà vita a un vino di grande intensità.

Questo vino rivela note di confettura di albicocca, miele, arancia candita, mela candita, dattero, fico secco, fiori bianchi, vaniglia e cannella. La sua veste giallo oro annuncia un naso speziato, ampio ed etereo. La bocca è intensa e persistente, di grande complessità, con un delicato tocco iodato che apporta freschezza e allunga il finale.

Dove si viaggia?

La Sicilia


La Sicilia, l'isola più grande del Mediterraneo, ha da secoli una vocazione per la viticoltura. Piantato su terre nere e vulcaniche, il suo vigneto è considerato uno dei più antichi al mondo. È il vigneto più vasto d'Italia. La vite è presente ovunque, fino a 1200 metri di altitudine sull'Etna. Il clima mediterraneo le è molto favorevole: insolazione regolare, temperature elevate e scarse precipitazioni. I suoi paesaggi collinari e la sua leggera brezza marina ricordano alcuni angoli della California e dell'Australia. La Sicilia offre una moltitudine di vitigni autoctoni, tra cui il Nero d'Avola è il più rinomato.

La piccola storia del paese

Italia

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Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita, ma com'è difficile orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come tanti piccoli paesi piuttosto che un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa regalare agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, oltre a bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto il nome commercialmente più utile e più noto: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri... Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità ed è originaria della Grecia. Sarebbero stati gli Etruschi a introdurre la vite e gli immigrati greci a migliorarne e modificarne la composizione varietale; furono poi loro a chiamare questo paese "Oenotria": la terra del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e già alcune regioni si distinguevano per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una traccia indelebile delle loro conquiste. Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. L'Italia si divide in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "sud dello stivale" regna il clima mediterraneo, con estati molto calde e molto secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, che merita davvero di essere esplorato!

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