Da gustare su un bel tagliere di salumi, delle rillettes di salmone, un caprino fresco con un chutney di ribes, un poke bowl al salmone o ancora con dei noodles saltati ai gamberi.

Pipoli Rosato del Basilicate 2025

Vigneti del Vulture

10,71 € 11,90 € -10%

Un rosato a base di Aglianico, elegante, fruttato e goloso

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Italia

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Vin Rosato

icon alcool

13 %

icon garde

1-3 anni

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100% Aglianico

Parliamo poco, parliamo di vino

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La cuvée Pipoli Rosato è prodotta con uve Aglianico, un vitigno autoctono della Basilicata. I vigneti si trovano a 800 metri di altitudine e vengono vendemmiati a fine settembre, un po' prima rispetto a quelli destinati al rosso. L’altitudine consente una maturazione lenta delle uve, e la regione è una delle ultime a vendemmiare in Italia. Le uve vengono pressate delicatamente e fermentate a bassa temperatura, poi il vino affina 6 mesi sulle fecce fini. Ne nasce un vino dagli aromi intensi di ciliegia, di lampone, di violetta, di melagrana, di pesca di vigna e di melone. La bocca è fresca e golosa, con un finale persistente sui piccoli frutti rossi.

Dove si viaggia?

La Basilicata La Basilicata, nel Sud Italia, è una regione il cui nome compare molto raramente negli ambienti del vino. La Basilicata non sarà forse una regione particolarmente ricca, ma è ricca di bellezze naturali. Prevalentemente interna, affacciata sul mar Ionio da un lato e sul mar Tirreno dall'altro, offre splendide catene montuose e colline. Il terreno montuoso e le intemperie rendono difficile la viticoltura, ma la regione beneficia sempre di un abbondante soleggiamento per tutta la stagione vegetativa e di temperature fresche al momento della vendemmia, grazie alle escursioni climatiche.

La piccola storia del paese

Italia

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Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita... ma quanto è complicato orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come un insieme di piccoli paesi più che come un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa offrire agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, e bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto i nomi più utili e più rinomati sul piano commerciale: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri... Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità e ha origini greche. Gli Etruschi avrebbero introdotto la vite e gli immigrati greci avrebbero migliorato e modificato il patrimonio di vitigni, chiamando poi questa terra "Oenotria": il paese del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e alcune regioni si distinguevano già per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una testimonianza indelebile della loro espansione. Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. Il paese è suddiviso in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "meridionale dello stivale" domina il clima mediterraneo, con estati molto calde e secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, tutto da esplorare!

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