Parliamo poco, parliamo di vino
Faugères Léonides 2021Domaine du Météore
Questa cuvée proviene dal Domaine du Météore, situato a Cabrerolles, nell'Hérault, nel cuore della denominazione Faugères. La tenuta prende il nome da un cratere di meteorite che segna il suo paesaggio. Il vigneto di Faugères si estende sui contrafforti delle Cevenne, a nord di Béziers, su suoli di scisto rinomati per dare rossi freschi e profondi. Le uve sono coltivate in agricoltura biologica.
Questo uvaggio di syrah, grenache e cinsault da agricoltura biologica viene diraspato, poi le uve macerano per quattro settimane per estrarre colore e struttura. La fermentazione si svolge in vasche d'acciaio. Il vino affina poi per 28 mesi, una lunga maturazione che permette agli aromi di fondersi e di guadagnare in intensità.
Questo vino rivela note di ribes nero, di ciliegia nera, di mora, di fiore di timo, di gariga, di liquirizia, di pepe e di salvia. La veste rubino si apre su un naso di frutti neri ravvivato da una punta balsamica e da erbe selvatiche. La bocca, fresca e setosa, unisce fruttato ed equilibrio, sostenuta da tannini maturi, un'acidità fresca e un finale netto.
Dove si viaggia?
La LinguadocaFrancia
La Linguadoca forma un vasto anfiteatro di vigne rivolto verso il Mediterraneo, dalle Costières de Nîmes fino alle porte di Carcassonne, passando per le Corbières, il Minervois, Faugères, Saint-Chinian e le terrazze del Larzac. Il clima mediterraneo è caldo e secco, con un forte soleggiamento, piogge rare e irregolari, e venti come la tramontana e il cers che asciugano il vigneto. Il rilievo va dalle pianure costiere alle garighe e ai contrafforti della Montagne Noire e delle Cevenne, su un mosaico di suoli: scisti, calcari, arenarie, ciottoli arrotondati e marne. Grenache, Syrah, Mourvèdre, Carignan e Cinsault dominano i rossi, mentre i bianchi danno ampio spazio a Roussanne, Marsanne, Vermentino e Grenache Blanc. La regione si distingue per la diversità dei suoi terroir e per una nuova generazione di vignaioli che ha fatto della Linguadoca uno dei vigneti più dinamici di Francia.
La piccola storia del paese
Francia
Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.
Tutto su Faugères Léonides 2021
A che temperatura servire Faugères Léonides 2021?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Faugères Léonides 2021?
Potenziale di invecchiamento: da 5 a 10 anni, cioè fino al 2031 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Faugères Léonides 2021?
Vitigni: Syrah, Grenache, Cinsault. Origine: Linguadoca, Francia. Gradazione alcolica: 14%.
