A tavola con Irancy 2022
Jambon persillé, uova alla meurette, coq au vin, andouillette di Clamecy, époisses.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Irancy 2022Caves Bailly-Lapierre
L'Irancy delle cantine Bailly Lapierre proviene da Irancy, piccolo villaggio vitivinicolo dell'Auxerrois, a sud di Auxerre, incastonato in un anfiteatro di colline sopra la valle dell'Yonne. Questa denominazione comunale, dedicata al vino rosso, è rinomata per il suo pinot nero. Le vigne affondano le radici in suoli calcarei e marnosi risalenti al Kimmeridgiano, sotto un clima semicontinentale che dà vini freschi, dal frutto brillante e dalla struttura elegante.
Le uve sono coltivate dalle famiglie di vignaioli associate in Bailly Lapierre, che assicurano durante tutto l'anno lavorazioni del suolo, potatura e scacchiatura. Alla fine dell'estate, vendemmiano a mano e selezionano le uve già in vigna, prima di portarle in cassette traforate fino alle cantine. Il vino affina poi in vasca, una scelta che preserva la purezza del frutto e il carattere croccante proprio dei rossi dell'Auxerrois.
Questo vino rivela note di ciliegia, amarena, lampone, ribes rosso, fragolina di bosco, peonia, pepe e sottobosco. La sua veste color ciliegia invita alla degustazione, mentre il naso rivela frutti rossi ben presenti, sostenuti da una bella freschezza. La bocca è croccante e golosa, di un'eleganza ben equilibrata, sostenuta da tannini morbidi e da un finale fruttato.
Tutto su Irancy 2022
A che temperatura servire Irancy 2022?
Tra 15 e 17 °C.
Per quanto tempo si può conservare Irancy 2022?
Potenziale di invecchiamento: da 1 a 5 anni, cioè fino al 2027 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Irancy 2022?
Vitigni: Pinot Nero. Origine: Borgogna, Francia. Gradazione alcolica: 13%.
Con cosa servire Irancy 2022?
Irancy 2022 si abbina a formaggi a pasta molle. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
Dove si viaggia?
BorgognaFrancia
La Borgogna è un vero terreno d'avventura per gli amanti del vino! Sostenuti da un clima prevalentemente continentale, i vini borgognoni traggono il loro carattere unico da influenze diverse — continentali, mediterranee e oceaniche — che si intrecciano per creare una sinfonia di sapori impareggiabili. È proprio questa fusione climatica che permette a ogni Grand Cru di Borgogna di rivelare aromi e sapori che alcuni considerano i migliori al mondo.
Da nord a sud, ogni zona vitivinicola della Borgogna, dallo Chablis al Mâconnais, gode di un proprio microclima. A Chablis i vignaioli combattono le gelate primaverili avvolgendo le viti in un bozzolo protettivo di acqua ghiacciata. Sulla Côte de Nuits e sulla Côte de Beaune le colline catturano la luce del sole, regalando estati calde che colmano le uve di sole, mentre il Mâconnais gode di un clima quasi mediterraneo, più secco e meno soggetto alle gelate.
Questo mix di condizioni climatiche, unito a una geologia variegata con oltre 400 tipi di suolo diversi, conferisce a ogni vino di Borgogna un'identità propria. Ogni bottiglia è un racconto di terroir, una storia di terra e di clima, un invito a esplorare il ricco patrimonio vitivinicolo della Borgogna.
La piccola storia del paese
Francia
Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.
