A tavola con Nuits-Saint-Georges Au Bas de Combe 2022
Piccione arrosto al suo fondo, filetto di manzo in salsa alle spugnole, civet di lepre, petto d'anatra alle ciliegie, comté 24 mesi.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Nuits-Saint-Georges Au Bas de Combe 2022Domaine Jacques Cacheux & Fils
Il climat Au Bas de Combe si trova al limite nord della denominazione Nuits-Saint-Georges, al confine immediato con Vosne-Romanée, nel cuore della Côte de Nuits. Nonostante il nome, la parcella non si trova poi così in basso sul pendio. Le vigne affondano le radici in suoli argilloso-calcarei, tipici dei piedi della Côte de Nuits. Il clima semicontinentale, con inverni freddi ed estati calde, permette al pinot nero di raggiungere una maturazione ideale, che unisce potenza e finezza.
La cantina coltiva le sue vigne senza diserbanti né insetticidi. Le uve vengono interamente diraspate, poi beneficiano di una macerazione a freddo di circa una settimana, prima di una fermentazione condotta dai lieviti indigeni. Il vino affina poi in botte di rovere per circa diciotto mesi, il che affina la sua trama tannica. I vini vengono imbottigliati senza chiarifica né filtrazione, per preservare tutta l'espressione del frutto e del terroir.
Questo vino rivela note di ciliegia nera, di lampone, di ribes nero, di peonia, di violetta, di liquirizia, di sottobosco e di grafite. Il naso, aperto e floreale, unisce frutti rossi e neri a un tocco ferroso tipico di Nuits-Saint-Georges. La bocca, fresca ed energica, poggia su tannini rotondi e setosi, con un bell'equilibrio e un finale persistente.
Tutto su Nuits-Saint-Georges Au Bas de Combe 2022
A che temperatura servire Nuits-Saint-Georges Au Bas de Combe 2022?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Nuits-Saint-Georges Au Bas de Combe 2022?
Potenziale di invecchiamento: da 5 a 10 anni, cioè fino al 2032 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Nuits-Saint-Georges Au Bas de Combe 2022?
Vitigni: 100% Pinot Nero. Origine: Borgogna, Francia. Gradazione alcolica: 13%.
Con cosa servire Nuits-Saint-Georges Au Bas de Combe 2022?
Nuits-Saint-Georges Au Bas de Combe 2022 si abbina a manzo, formaggi a pasta dura e selvaggina. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
Dove si viaggia?
BorgognaFrancia
La Borgogna è un vero terreno d'avventura per gli amanti del vino! Sostenuti da un clima prevalentemente continentale, i vini borgognoni traggono il loro carattere unico da influenze diverse — continentali, mediterranee e oceaniche — che si intrecciano per creare una sinfonia di sapori impareggiabili. È proprio questa fusione climatica che permette a ogni Grand Cru di Borgogna di rivelare aromi e sapori che alcuni considerano i migliori al mondo.
Da nord a sud, ogni zona vitivinicola della Borgogna, dallo Chablis al Mâconnais, gode di un proprio microclima. A Chablis i vignaioli combattono le gelate primaverili avvolgendo le viti in un bozzolo protettivo di acqua ghiacciata. Sulla Côte de Nuits e sulla Côte de Beaune le colline catturano la luce del sole, regalando estati calde che colmano le uve di sole, mentre il Mâconnais gode di un clima quasi mediterraneo, più secco e meno soggetto alle gelate.
Questo mix di condizioni climatiche, unito a una geologia variegata con oltre 400 tipi di suolo diversi, conferisce a ogni vino di Borgogna un'identità propria. Ogni bottiglia è un racconto di terroir, una storia di terra e di clima, un invito a esplorare il ricco patrimonio vitivinicolo della Borgogna.
La piccola storia del paese
Francia
Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.
