Abbina questo rosso carnoso a bei taglieri di salumi pregiati, una terrina di maiale al pepe, verdure ripiene di carne, uno stinco d'agnello al timo o ancora gnocchi con pomodori perini e coppa!

Tufarello Nero di Troia 2023

Vigneti Canosini

13,90 € 15,90 € -12%

Il Nero di Troia, un vitigno autoctono del nord della Puglia

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Italia

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Vin Rosso

icon alcool

13 %

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5-10 anni

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100% Nero di Troia

Parliamo poco, parliamo di vino

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Il vino è prodotto con uve Nero di Troia, vitigno tipico della zona di Canosa di Puglia, nel nord della Puglia. Sebbene alcuni attribuiscano il nome di questo vitigno a origini greche (dalla città omerica di Troia), il nome deriva in realtà dalla vicina cittadina di Troia, così chiamata dall'invasore greco Diomede. Questo vino nasce da vigne di 30 anni piantate a 125 metri di altitudine, a 20 chilometri dal mare Adriatico. La vendemmia si fa a mano, poi le uve vengono diraspate e pigiate delicatamente prima di fermentare e macerare a lungo sulle bucce per 15 giorni. Il vino è stato poi affinato in barrique di rovere per 4 mesi. In bocca cogli bei profumi di prugna, di mirtillo selvatico, di mora, di ciliegia rossa e nera, di cioccolato, di pepe, di tabacco, di vaniglia e alcune note floreali. È un vino dotato di buona materia e di tannini morbidi. Nulla risulta pesante, perché l'insieme è ben bilanciato da un'acidità franca. È elegante, generoso e chiude con una bella persistenza.

Dove si viaggia?

La Puglia La Puglia è una regione vinicola lunga e stretta situata all'estremo sud-est dello "stivale" italiano. Il tacco (la penisola salentina) occupa la metà meridionale della regione. Rispetto al nord della Puglia non ci sono solo differenze culturali e geografiche: anche i vini sono molto diversi. Mentre il nord è leggermente più accidentato e più legato alle usanze e alle pratiche vitivinicole dell'Italia centrale, il sud è quasi interamente pianeggiante e conserva un forte legame con il suo passato greco-romano.

La piccola storia del paese

Italia

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Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita... ma quanto è complicato orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come un insieme di piccoli paesi più che come un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa offrire agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, e bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto i nomi più utili e più rinomati sul piano commerciale: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri... Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità e ha origini greche. Gli Etruschi avrebbero introdotto la vite e gli immigrati greci avrebbero migliorato e modificato il patrimonio di vitigni, chiamando poi questa terra "Oenotria": il paese del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e alcune regioni si distinguevano già per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una testimonianza indelebile della loro espansione. Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. Il paese è suddiviso in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "meridionale dello stivale" domina il clima mediterraneo, con estati molto calde e secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, tutto da esplorare!

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