A tavola con Santocciorosso 2023
Pappardelle al ragù di cinghiale, cosciotto d'agnello arrosto, guancia di manzo brasata, risotto all'Amarone, Parmigiano Reggiano stagionato.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Santocciorosso 2023Monte Santoccio
Santocciorosso nasce a Fumane, nel cuore della Valpolicella Classica, sulle colline che dominano Verona. La cantina Monte Santoccio vi lavora quattro ettari di piccole parcelle arroccate intorno ai 300 metri di altitudine, esposte ai venti e allevate a pergola trentina. I suoli calcarei e drenanti, punteggiati da zone alluvionali, accolgono sia i vitigni autoctoni Corvina e Corvinone sia varietà internazionali, riuniti qui in un uvaggio fuori denominazione.
Omaggio agli anni trascorsi da Nicola Ferrari accanto a Giuseppe Quintarelli, questa cuvée unisce uve appassite e uve fresche. La Corvina e il Corvinone, selezionati a mano, appassiscono in cassette nel fruttaio fino alla fine di dicembre, mentre il Merlot, il Sangiovese e i Cabernet vengono raccolti e pigiati freschi. La fermentazione avviene in due tempi, dieci giorni di premacerazione e poi dieci giorni di fermentazione alcolica, prima di un affinamento in botti di rovere da 500 litri.
Questo vino rivela note di liquirizia, di ciliegia matura, di pepe nero, di cacao, di prugna, di mora, di chiodo di garofano e di tabacco. La veste rosso granato intenso annuncia un vino scuro e profondo. In bocca la trama ampia e intensa offre una materia vellutata; il vino è denso, sostenuto da un'acidità morbida. Il finale, lungo e sapido, è segnato da note speziate.
Dove si viaggia?
ValpolicellaItalia
La Valpolicella è una storica regione vinicola del Veneto, situata a nord di Verona tra il lago di Garda e le colline prealpine. Il nome significa "valle dalle molte cantine" in latino, a testimonianza della sua eredità vitivinicola millenaria. Questa zona gode di un clima continentale mitigato dall'influenza del lago di Garda, con brezze fresche che scendono dalle Alpi. I vigneti si dispongono su pendii calcarei e basaltici ben esposti. La regione coltiva principalmente la Corvina, completata dalla Rondinella e dalla Molinara, per produrre una gamma di stili notevoli: dal Valpolicella Classico leggero e fruttato al potente Amarone della Valpolicella ottenuto da uve appassite, passando per il Ripasso e il dolce Recioto. Questi vini si distinguono per i loro aromi di ciliegia e di spezie e per la capacità di unire ricchezza ed eleganza.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita, ma com'è difficile orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come tanti piccoli paesi piuttosto che un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa regalare agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, oltre a bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto il nome commercialmente più utile e più noto: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri... Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità ed è originaria della Grecia. Sarebbero stati gli Etruschi a introdurre la vite e gli immigrati greci a migliorarne e modificarne la composizione varietale; furono poi loro a chiamare questo paese "Oenotria": la terra del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e già alcune regioni si distinguevano per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una traccia indelebile delle loro conquiste. Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. L'Italia si divide in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "sud dello stivale" regna il clima mediterraneo, con estati molto calde e molto secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, che merita davvero di essere esplorato!
Tutto su Santocciorosso 2023
A che temperatura servire Santocciorosso 2023?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Santocciorosso 2023?
Potenziale di invecchiamento: da 5 a 10 anni, cioè fino al 2033 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Santocciorosso 2023?
Vitigni: Corvina, Corvinone, Merlot, Sangiovese, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon. Origine: Veneto, Italia. Gradazione alcolica: 15%.
Con cosa servire Santocciorosso 2023?
Santocciorosso 2023 si abbina a agnello, manzo, formaggi a pasta dura e selvaggina. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
