Parliamo poco, parliamo di vino
Il Pinot Nero di Hahn nasce da vigneti situati nella fresca valle di Santa Lucia, nel cuore della contea di Monterey, sulla costa centrale della California. Le parcelle godono delle brezze oceaniche provenienti dalla baia di Monterey e di un clima segnato da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. I suoli, composti per lo più da ghiaie, terreni franco-sabbiosi e argillosi e depositi alluvionali ben drenati, favoriscono una maturazione lenta delle uve. Questa combinazione di freschezza marittima e generoso soleggiamento permette di ottenere Pinot Nero espressivi ed equilibrati.
Questo Pinot Nero Hahn, rosso degli Stati Uniti, nasce da uve raccolte a maturità ottimale, poi diraspate prima di una fermentazione in vasca a temperatura controllata per preservare il frutto e la finezza aromatica. Rimontaggi e délestage moderati favoriscono un’estrazione delicata dei tannini. Il vino affina poi in botti di rovere, in parte di legno francese, che apportano struttura, note speziate e complessità, pur mantenendo un profilo morbido, rotondo e accessibile fin dalla giovinezza.
Questo vino svela note di ciliegia nera, di lampone maturo e di prugna, completate da tocchi floreali di violetta e da sfumature speziate di pepe e di chiodo di garofano, sostenute da un legno delicato di vaniglia e di rovere tostato. La bocca presenta una texture morbida, con tannini fini e levigati, un’acidità fresca che dà slancio e un finale medio-lungo, leggermente speziato e succoso, che esalta il frutto rosso e la finezza del Pinot Nero.
Dove si viaggia?
Monterey
Si trova sulla costa centrale della California, a circa due ore di auto a sud di San Francisco, lungo la baia di Monterey resa celebre dai romanzi di John Steinbeck e dalle acque turchesi di Big Sur. Il vigneto si estende principalmente nella Salinas Valley, un corridoio lungo 120 chilometri spesso soprannominato "il più grande condotto d'aria fredda del mondo del vino", dove le nebbie e i venti gelidi del Pacifico si incanalano ogni pomeriggio con implacabile regolarità, facendo talvolta crollare le temperature estive di oltre 20 gradi in poche ore. La storia vitivinicola inizia timidamente negli anni '60, quando pionieri come le famiglie Wente e Mirassou, arrivate dalla Livermore Valley, individuarono in questa valle agricola dominata da insalata e carciofi un notevole potenziale vitivinicolo, confermato poi dagli studi della UC Davis che classificarono la parte settentrionale tra le zone più fresche della California. Lo sviluppo accelerò negli anni '70 e '80, attirando grandi nomi come Chalone Vineyard sulle alture calcaree dei Gavilan Mountains, prima che il mosaico delle sotto-denominazioni — Arroyo Seco, Santa Lucia Highlands, Chalone, Carmel Valley — rivelasse progressivamente la straordinaria diversità della regione. Il clima varia in modo spettacolare da nord a sud: fresco, ventoso e quasi austero allo sbocco della valle vicino alla baia, si riscalda gradualmente risalendo verso sud, man mano che l'influenza oceanica si attenua, offrendo una gamma di microclimi capace di accogliere tanto vitigni borgognoni quanto bordolesi. I suoli sono di notevole varietà, dalle alluvioni granitiche e sabbiose del fondovalle ai calcari e agli scisti dei benchlands delle Santa Lucia Highlands, passando per i suoli calcarei di origine marina di Chalone, a 500 metri di altitudine. Monterey si è affermata come uno dei gioielli poco conosciuti della California del vino grazie ai suoi Pinot Nero eleganti e profumati delle Santa Lucia Highlands, ai suoi Chardonnay vivaci e sapidi cesellati dal vento marino, ai suoi Riesling e Gewurztraminer aromatici dei settori più freschi, e ai suoi Cabernet Sauvignon e Syrah maturi e concentrati delle zone interne più calde, testimoni di una regione la cui vastità e diversità climatica ne fanno un vero e proprio continente vitivinicolo a sé.
La piccola storia del paese
Stati Uniti

Negli Stati Uniti il 90% del vino prodotto proviene dalla California. Fu l'afflusso dei cercatori d'oro in California a dare slancio all'industria vinicola californiana a metà del XIX secolo, in particolare nelle zone di Sonoma e di Napa. All'inizio del XX secolo si contavano 800 cantine. Dal 1919 al 1933 il proibizionismo distrusse gran parte dell'industria vinicola californiana, tanto che nel 1933 restavano soltanto 140 cantine ancora in attività. Solo a partire dal 1960 l'industria vinicola cominciò a riprendersi dal proibizionismo, e la California era nota soprattutto per la produzione di vini fortificati (sullo stile del Porto). Fu sempre negli anni Sessanta che nacquero alcune delle cantine più celebri (Mondavi, Heitz Wine Cellars, Stag’s Leap Wine Cellars, ecc.). Nel 1976 ebbe luogo un evento memorabile: la leggendaria degustazione alla cieca passata alla storia come il "Giudizio di Parigi". I più grandi vini francesi si trovarono a sfidare i nuovi arrivati americani. Quel 24 maggio un risultato inatteso scosse il mondo del vino: contro ogni pronostico, a trionfare furono gli Stati Uniti. Eppure questa competizione resta piuttosto sconosciuta al grande pubblico. Oggi non c'è alcun dubbio che gli Stati Uniti producano grandi vini. Anche se la California monopolizza in gran parte la fama dei vini americani con i suoi eccellenti Zinfandel, lo stato dell'Oregon produce alcuni dei migliori Pinot Nero del mondo e lo stato di Washington offre ottimi Chardonnay, Merlot e Cabernet-Sauvignon.
