A tavola con Martinus 2017
Senti? È il richiamo delle ostriche, delle lumachine di mare e degli scampi! Questo vino sarà anche un abbinamento meraviglioso con gli antipasti all'aperitivo, una torta salata di zucchine e feta o un buon caprino fresco su pane alle noci!
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Martinus 2017GILVESY
L'Olaszrizling (che si traduce con "Riesling italico" pur non avendo alcun legame genetico con il riesling) è il vitigno bianco più diffuso in Ungheria, spesso snobbato dai palati esigenti perché nei bar e nei ristoranti è il vino più economico della carta. Eppure può dare vini grandi e buoni: la prova è questa cuvée complessa che nasce sulla collina calcarea di Tagyon. Le uve sono raccolte su vigne vecchie e giovani, coltivate in bio senza alcun diserbante. La raccolta avviene in due date diverse per ottenere insieme l'acidità e la maturità delle uve. Il vino incarna una bella purezza e una concentrazione aromatica compiuta per un vino giovane, che ci porta su vari agrumi, sulla mela verde, sulla pera, sulle mandorle tostate e sui fiori bianchi, il tutto segnato da una bella trama minerale.
Dove si viaggia?
BalatonUngheria
Balaton
La regione prende il nome dal più grande lago dell'Europa centrale. Tra panorami pittoreschi e tenute sorprendenti, il lago Balaton è il posto dove andare in Ungheria dalla primavera all'autunno. E se sei un appassionato di vino, non puoi perderti gli splendidi vigneti arroccati sulle colline paradisiache. Questo grande specchio d'acqua mitiga il clima delle campagne circostanti, rendendole non solo una meta prediletta dai villeggianti, ma anche un ambiente favorevole alla viticoltura. La regione vinicola del Balaton comprende sei sottoregioni a Denominazione di Origine Protetta (DOP): Badacsony, Balatonfelvidék, Balatonfüred-Csopak, Nagy-Somló, Balatonboglár e Zala.
La sottoregione: Balatonfüred-Csopak
La regione vinicola di Balatonfüred-Csopak è una delle numerose regioni vinicole attorno al lago Balaton, in Ungheria. È anche una delle tre regioni che richiamano il lago nel proprio nome, a riprova dell'importanza di questo specchio d'acqua per la viticoltura locale. La regione è tradizionalmente nota per il suo Olaszrizling, i cui migliori esempi provengono dai vigneti situati sui suoli ricchi di ardesia vicino al lago. Qui si coltiva in quantità minori un ampio ventaglio di vitigni internazionali popolari, come i classici rossi bordolesi Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, oltre a vitigni bianchi come Chardonnay, Sauvignon Blanc, Pinot Grigio, Sémillon e Moscato bianco.
La piccola storia del paese
Ungheria
Furono i Romani a piantare le prime viti, in un’epoca in cui il paese faceva parte di una regione chiamata Pannonia. All’alba del XVIII secolo l’Ungheria, unita all’Austria, esportò in tutta Europa il suo vino più celebre: il Tokaj (ottenuto dal vitigno Furmint). Come nel resto d’Europa, nel XIX secolo la viticoltura fu distrutta dalla fillossera. Durante il periodo comunista i vigneti erano gestiti da cooperative, il che garantiva un reddito stabile ai produttori di vino. Molti piccoli vignaioli non riuscirono a stare al passo con questa economia in crescita: il vigneto ungherese venne così ristrutturato, perdendo nel frattempo il 30% della sua superficie. Oggi molte cantine familiari si sono affermate e alcune producono vini di una qualità incredibile. Come ovunque in Europa, la viticoltura è in calo nell’ambito del piano europeo di ristrutturazione del settore vitivinicolo. L’Ungheria, che si trova alla stessa latitudine della Borgogna, ha un clima continentale con estati calde e inverni freddi. Le precipitazioni bastano per una viticoltura senza irrigazione e i suoli, eterogenei, sono di grande qualità a seconda delle regioni. Con un centinaio di vitigni autoctoni e internazionali, il paese vanta una bella varietà ampelografica. Il fürmint e l’hárslevelű della regione di Tokaj, vinificati secchi e all’origine dei grandi vini dolci di Tokaj, sono senza dubbio le varietà più conosciute oggi. Il vitigno più diffuso è l’olaszrizling per i bianchi e il kékfrankos per i rossi. I vitigni internazionali, soprattutto quelli bordolesi, prosperano in particolare nel sud del paese, dove danno vini di gran classe.
Tutto su Martinus 2017
A che temperatura servire Martinus 2017?
Tra 10 e 12 °C.
Per quanto tempo si può conservare Martinus 2017?
Potenziale di invecchiamento: da 1 a 5 anni. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Martinus 2017?
Vitigni: 100% Olaszrizling. Origine: Balaton, Ungheria. Gradazione alcolica: 12,5%.
Con cosa servire Martinus 2017?
Martinus 2017 si abbina a aperitivo, crostacei, formaggi a pasta molle e verdure grigliate. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.


