A tavola con Vacqueyras 2024
Cosciotto d'agnello alle erbe di Provenza, daube provenzale, costata di manzo alla griglia sui tralci, tian di verdure confit, pélardon stagionato.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Vacqueyras 2024Domaine Les Sibu
Il Vacqueyras del Domaine Les Sibu proviene da uno dei cru della valle del Rodano meridionale, ai piedi delle Dentelles de Montmirail, nel Vaucluse. La cantina di famiglia, con sede a Sablet, vi coltiva 1,85 ettari di vigne. Il clima mediterraneo, caldo e secco, spazzato dal mistral, mette a dura prova questo terroir e concentra le uve di Grenache e di Syrah, che esprimono qui tutta la ricchezza della gariga circostante.
Le vigne, con un'età media di una ventina d'anni, sono condotte in agricoltura biologica, con rese limitate a circa 30 ettolitri per ettaro. L'uvaggio riunisce il 60 % di Grenache e il 40 % di Syrah. Il vino affina poi per 12 mesi in vasca di cemento, senza legno, per preservare la luminosità del frutto e l'espressione del terroir.
Questo vino rivela note di mora, di ribes nero, di ciliegia nera, di pepe nero, di timo, di rosmarino, di liquirizia e di violetta. Sotto una veste porpora dai riflessi brillanti, il naso è profondo e potente, segnato dalla gariga e da un tocco pepato. La bocca è piena e strutturata, densa ma fine, con una freschezza che prolunga un finale lungo e persistente.
Dove si viaggia?
La Valle del RodanoFrancia
La Valle del Rodano distende i suoi vigneti nel sud-est della Francia, lungo il fiume, da Vienne, a sud di Lione, fino ai dintorni di Avignone, per quasi duecento chilometri. Si divide in due zone ben distinte: a nord, un clima continentale temperato, segnato da pendii scoscesi esposti al sole e spazzati dal mistral; a sud, un clima nettamente mediterraneo, caldo e secco, dove lo stesso vento risana le vigne e preserva la freschezza delle uve. I suoli cambiano radicalmente, dai graniti e scisti dei versanti settentrionali ai terrazzi di ciottoli arrotondati, sabbie e argille calcaree del Midi. La regione si distingue per due volti complementari: a nord, il Syrah in purezza per rossi speziati e tesi, accompagnato da Viognier, Marsanne e Roussanne; a sud, uvaggi generosi dominati da Grenache, Syrah e Mourvèdre.
La piccola storia del paese
Francia
Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.
Tutto su Vacqueyras 2024
A che temperatura servire Vacqueyras 2024?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Vacqueyras 2024?
Potenziale di invecchiamento: da 5 a 10 anni, cioè fino al 2034 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Vacqueyras 2024?
Vitigni: 60% Grenache, 40% Syrah. Origine: Valle del Rodano, Francia. Gradazione alcolica: 14%.
Con cosa servire Vacqueyras 2024?
Vacqueyras 2024 si abbina a agnello, manzo e verdure grigliate. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
