A tavola con Nero d'Avola 2024
Con questo vino rosso ricco di frutto ti consigliamo uno stinco d'agnello brasato, un ossobuco, un parmentier d'anatra o persino una moussaka. Sarà molto piacevole anche con formaggi e salumi a lunga stagionatura.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Nero d'Avola 2024Castellucci Miano
La cantina Castellucci pratica un'agricoltura biologica e quindi qui niente erbicidi, niente pesticidi e niente macchine in vigna. Tutte le uve sono selezionate e raccolte a mano. Solo i grappoli più sani arrivano in cantina. Le uve provengono dalle montagne delle Madonie, nel nord della Sicilia. L'alta quota, con la sua combinazione di sole intenso e fresca brezza di montagna, dà vita ad aromi freschi ed equilibrati. Dopo 10 mesi di affinamento in barrique neutra, ecco un vino molto fruttato e aromatico, con sapori di frutti neri maturi, di bacche nere selvatiche, di ciliegia, di prugna, di cacao e di spezie. I tannini sono rotondi e invitanti, il che conferisce all'insieme una trama setosa e rende il vino molto seducente e beverino.
Dove si viaggia?
SiciliaItalia
La Sicilia
La Sicilia, la più grande isola del Mediterraneo, ha da secoli una vocazione per la viticoltura. Piantato su terre nere e vulcaniche, il suo vigneto è considerato uno dei più antichi al mondo. È il più grande vigneto d'Italia. La vite è presente ovunque, fino a 1200 metri di altitudine sull'Etna. Il clima mediterraneo le è molto favorevole: soleggiamento costante, temperature elevate e scarsa piovosità. I suoi paesaggi collinari e la sua leggera brezza marina ricordano alcuni angoli della California e dell'Australia. La Sicilia offre una moltitudine di vitigni autoctoni, di cui il Nero d’Avola è il più rinomato.
La sottoregione: Valledolmo
Questa zona si trova nel nord della Sicilia, a 80 km da Palermo. Le origini della viticoltura nella zona di Valledolmo risalgono al 1570. I vigneti si trovano tra 800 e 1000 metri di altitudine: sono i più alti della Sicilia. La catena montuosa delle Madonie è l'elemento centrale di questo territorio e la seconda vetta più alta della Sicilia (Pizzo Carbonara) raggiunge i 1979 metri (l'Etna supera i 3300 metri). L'altitudine dei vigneti è estremamente importante per i vini che ne derivano, perché in questa parte della Sicilia le escursioni termiche nell'arco della giornata sono elevate, il che dona strutture equilibrate.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita... ma quanto è complicato orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come un insieme di piccoli paesi più che come un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa offrire agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, e bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto i nomi più utili e più rinomati sul piano commerciale: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri...
Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità e ha origini greche. Gli Etruschi avrebbero introdotto la vite e gli immigrati greci avrebbero migliorato e modificato il patrimonio di vitigni, chiamando poi questa terra "Oenotria": il paese del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e alcune regioni si distinguevano già per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una testimonianza indelebile della loro espansione.
Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. Il paese è suddiviso in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "meridionale dello stivale" domina il clima mediterraneo, con estati molto calde e secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, tutto da esplorare!
Tutto su Nero d'Avola 2024
A che temperatura servire Nero d'Avola 2024?
Tra 15 e 17 °C.
Per quanto tempo si può conservare Nero d'Avola 2024?
Potenziale di invecchiamento: da 1 a 5 anni, cioè fino al 2029 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Nero d'Avola 2024?
Vitigni: 100% Nero d'Avola. Origine: Sicilia, Italia. Gradazione alcolica: 14%.
Con cosa servire Nero d'Avola 2024?
Nero d'Avola 2024 si abbina a agnello, aperitivo, manzo e formaggi a pasta molle. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
