A tavola con Amarone della Valpolicella Classico 2020
Questo vino di prestigio dall’alcol elevato merita di essere abbinato a carni rosse brasate o in salsa, a selvaggina, ad agnello cucinato all’indiana o a formaggi ben stagionati.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Amarone della Valpolicella Classico 2020BUGLIONI
Vino rosso da lungo invecchiamento, l'Amarone della Valpolicella è tra i più grandi vini d'Italia e si distingue per un metodo di produzione unico al mondo. Questo vino è ottenuto esclusivamente da uve che sono state appassite su graticci per circa 3-4 mesi. Questa fase fa perdere loro dal 30 al 40% del peso, così che le uve raggiungono una ricchezza e una concentrazione aromatica eccezionali. Il mosto ottenuto e fermentato presso la cantina Buglioni dà un vino ricco che affinerà 30 mesi in botti di rovere e altri 18 mesi in bottiglia. La tavolozza aromatica rivela profumi intensi ed eleganti di frutti neri maturi, prugna, mora, ribes nero, uvetta, vaniglia, tabacco, cacao e chiodi di garofano. Questo vino dalla gradazione naturalmente elevata (16%) si caratterizza per sapori persistenti, caldi, vellutati e armoniosi. È un autentico vino da meditazione. Il finale è lungo, intenso, secco e di grande complessità.
Dove si viaggia?
VenetoItalia
Il Veneto
Il Veneto è una regione turistica e vitivinicola di primaria importanza, situata nella parte nord-orientale dell'Italia. Il Veneto è un po' più piccolo di alcune delle più importanti regioni produttrici, come il Piemonte, la Toscana, la Lombardia, la Puglia e la Sicilia, ma in termini di produzione oggi supera la Puglia, che è stata a lungo la prima regione produttrice. Dal punto di vista turistico la regione è benedetta, con la città di Venezia, le Alpi e le Dolomiti. I vini più noti della regione sono il Valpolicella e gli Amarone per i rossi, i Soave e il vitigno garganega per i bianchi e naturalmente il Prosecco, che negli ultimi 10 anni è esploso sulla scena internazionale. I principali vitigni sono la glera per il Prosecco, la garganega per il Soave, il merlot, la corvina per il Valpolicella e il pinot grigio.
La sottoregione: Valpolicella
È uno splendido territorio collinare a pochi chilometri da Verona, città d'arte patrimonio UNESCO; la Valpolicella è racchiusa tra la Val d'Adige, la Lessinia, Verona e il lago di Garda. Quest'area, prevalentemente agricola, si estende per 240 Km² sul lato nord-occidentale del centro di Verona. La regione è caratterizzata da colline ondulate e valli fertili ai piedi delle imponenti Dolomiti, situate immediatamente a nord. Oltre a godere di un clima eccellente, questo territorio è ricco di bellezze incomparabili: vi si possono ammirare paesaggi sorprendenti e bucolici, in cui si alternano vigneti, uliveti verdeggianti, ciliegi e peschi colorati. Un clima favorevole, un terreno fertile, la ricchezza delle materie prime e l'impegno della popolazione locale sono il segreto della fertilità della Valpolicella. Questo territorio è caratterizzato dall'offerta di diversi prodotti tipici: i vini Valpolicella DOC, l'olio extravergine di oliva del Veneto, la pesca di Verona, le ciliegie, il formaggio Monte Veronese, i salumi, il miele e i tartufi.
La Valpolicella è una fonte di vini golosi e piacevoli, che a volte raggiungono però vette altissime, come alcuni grandi Amarone. Vi si ritrovano tuttavia i soliti difetti, ovvero una tendenza alla sovrapproduzione e a una vinificazione facile, con aromi di banana che abbondano nei vini. Eppure questa regione, che occupa buona parte del Veneto occidentale, non è priva di punti di forza. Possiede vitigni autoctoni come la molinara, la corvina (il vitigno principale della denominazione) e la rondinella. I migliori vigneti, a nord della zona del Valpolicella Classico, si trovano su colline ondulate fino a 600 metri di altitudine e si sviluppano attorno ai paesi di Fumane, Marano e Negrar. Ma è senza dubbio il saper fare a distinguere questa regione: i vitigni utilizzati tendono a dare poco colore e poca concentrazione, così i viticoltori concentrano aromi e sapori facendo appassire i grappoli d'uva su graticci dopo la vendemmia, per produrre gli Amarone, i Recioto, i Passito e i Ripasso, che completano i vini rossi prodotti senza appassimento come il Valpolicella, il Valpolicella Classico e il Valpolicella Classico Superiore.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita... ma quanto è complicato orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come un insieme di piccoli paesi più che come un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa offrire agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, e bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto i nomi più utili e più rinomati sul piano commerciale: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri...
Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità e ha origini greche. Gli Etruschi avrebbero introdotto la vite e gli immigrati greci avrebbero migliorato e modificato il patrimonio di vitigni, chiamando poi questa terra "Oenotria": il paese del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e alcune regioni si distinguevano già per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una testimonianza indelebile della loro espansione.
Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. Il paese è suddiviso in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "meridionale dello stivale" domina il clima mediterraneo, con estati molto calde e secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, tutto da esplorare!
Tutto su Amarone della Valpolicella Classico 2020
A che temperatura servire Amarone della Valpolicella Classico 2020?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Amarone della Valpolicella Classico 2020?
Potenziale di invecchiamento: 20 anni e oltre, cioè almeno fino al 2040. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Amarone della Valpolicella Classico 2020?
Vitigni: 60% corvina, 20% corvinone, 10% rondinella, 5% croatina, 5% oseleta. Origine: Veneto, Italia. Gradazione alcolica: 16,3%.
Con cosa servire Amarone della Valpolicella Classico 2020?
Amarone della Valpolicella Classico 2020 si abbina a agnello, manzo, formaggi a pasta dura e selvaggina. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
