A tavola con Etna Rosso 2023
Una cuvée tutta in finezza da gustare con un tataki di tonno rosso, un petto d'anatra rosato, una tartare di manzo al coltello, fajitas con melanzane grigliate o cosce di pollo arrosto al forno.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Etna Rosso 2023Benanti
La cantina Benanti coltivava già vigne sull’Etna nell’Ottocento. Ma è Giuseppe Benanti, imprenditore di successo, che, avendo scoperto tardi l’amore per le proprie origini ai piedi del vulcano, iniziò a creare qualcosa di nuovo su quel piccolo appezzamento dei suoi antenati. Fu uno dei precursori della viticoltura sull’Etna e divenne, con il tempo, un grande specialista di questo terroir così particolare. Giuseppe Benanti aiutò poi molti giovani viticoltori agli esordi, mettendo a loro disposizione la sua vasta esperienza. Il cambio generazionale è ormai compiuto: i fratelli Antonio e Salvino Benanti hanno raccolto il testimone. Proseguono l’opera del padre con la stessa ossessione, quella di produrre grandi vini sulla terra nera del vulcano.
Le uve sono selezionate in vigneti situati sui versanti nord, sud-est e sud-ovest dell'Etna. Questo vino è composto da Nerello Mascalese (circa 80-85 %) e da Nerello Cappuccio (circa 15-20 %), coltivati su suoli sabbiosi e vulcanici ricchi di minerali. Le viti hanno dai 10 ai 60 anni e si trovano tra i 450 e i 900 metri di altitudine. Le uve sono vendemmiate a mano e diraspate. I due vitigni sono vinificati separatamente. La fermentazione avviene in vasche d'acciaio inossidabile a temperatura controllata con il lievito indigeno selezionato nei vigneti locali. L'80 % del vino fermenta in acciaio inossidabile, mentre il restante 20 % fermenta in barrique di rovere francese di secondo passaggio per 8-10 mesi. Dopo l'imbottigliamento, il vino affina per 2-3 mesi. Questo vino svela aromi di fragoline di bosco, di ciliegia, di ribes, di bacche nere, di erbe aromatiche e di note cineree e minerali. La bocca traduce salinità, tensione, freschezza, tannini fini e intensità aromatica. Il finale è minerale e armonioso.
Dove si viaggia?
SiciliaItalia
Sicilia
La Sicilia, la più grande isola del Mediterraneo, ha da secoli una vocazione per la viticoltura. Piantato su terre nere e vulcaniche, il suo vigneto è considerato uno dei più antichi al mondo ed è il più esteso d'Italia. La vite è presente ovunque e arriva fino a 1200 metri di altitudine sull'Etna. Il clima mediterraneo le è molto favorevole: soleggiamento costante, temperature elevate e scarse precipitazioni. I suoi paesaggi collinari e la leggera brezza marina ricordano alcuni angoli della California e dell'Australia. La Sicilia offre una moltitudine di vitigni autoctoni, tra cui il più rinomato è il Nero d'Avola.
La sottoregione: l'ETNA
Qui il clima è tutt'altro che siciliano (caldo e secco): quello dell'Etna è fresco e più piovoso. Temperature e precipitazioni sono influenzate dall'attività vulcanica e dall'altitudine. Da quasi ogni punto delle pendici dell'Etna, guardando verso est, si vede come la luce scintillante del Mediterraneo si rifletta sulle vigne. Un effetto simile a quello descritto intorno al lago di Ginevra e lungo la Mosella. I viticoltori spiegano che ciò consente una maturazione più completa delle uve, anche alle quote più alte e fresche.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita... ma quanto è complicato orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come un insieme di piccoli paesi più che come un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa offrire agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, e bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto i nomi più utili e più rinomati sul piano commerciale: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri...
Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità e ha origini greche. Gli Etruschi avrebbero introdotto la vite e gli immigrati greci avrebbero migliorato e modificato il patrimonio di vitigni, chiamando poi questa terra "Oenotria": il paese del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e alcune regioni si distinguevano già per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una testimonianza indelebile della loro espansione.
Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. Il paese è suddiviso in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "meridionale dello stivale" domina il clima mediterraneo, con estati molto calde e secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, tutto da esplorare!
Tutto su Etna Rosso 2023
A che temperatura servire Etna Rosso 2023?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Etna Rosso 2023?
Potenziale di invecchiamento: da 5 a 10 anni, cioè fino al 2033 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Etna Rosso 2023?
Vitigni: 80-85% Nerello Mascalese e 15-20% Nerello Cappuccio. Origine: Sicilia, Italia. Gradazione alcolica: 13,5%.
Con cosa servire Etna Rosso 2023?
Etna Rosso 2023 si abbina a manzo, verdure grigliate, pesce azzurro e sushi. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
