A tavola con Etna Rosso 2020
Una cuvée tutta in finezza da gustare con un tataki di tonno rosso, un petto d'anatra rosato, una tartare di manzo al coltello, fajitas con melanzane grigliate o cosce di pollo arrosto al forno.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Etna Rosso 2020BARONE DI VILLAGRANDE
Questo vino biologico è un prodotto unico, nato dalla famiglia Nicolosi, che possiede il vigneto più antico dell'Etna, con 300 anni di storia alle spalle. Le vigne si trovano a circa 700 metri di altitudine sulle pendici dell'Etna. Questa cuvée è un uvaggio di 80% Nerello Mascalese con 20% di Nerello Cappuccio e Nerello Mantellato. La cantina pratica una macerazione breve, da 6 a 10 giorni, per conservare il frutto e la freschezza. L'affinamento dura 18 mesi, di cui 12 mesi in botti di castagno da 500 litri. Un vino di grande freschezza e di perfetta armonia nei profumi. Questo vino svela aromi di fiori rossi, di peonia, di violetta, di ribes, di melagrana, di lampone, di ciliegia rossa, di erbe aromatiche e un accenno affumicato. Al palato l'attacco è molto soave, l'acidità ben integrata e in finale ritorna una leggera struttura, con tannini fini e gessosi. Bella persistenza. Un vino delicato, goloso e distinto.
Dove si viaggia?
SiciliaItalia
Sicilia
La Sicilia, la più grande isola del Mediterraneo, ha da secoli una vocazione per la viticoltura. Piantato su terre nere e vulcaniche, il suo vigneto è considerato uno dei più antichi al mondo ed è il più esteso d'Italia. La vite è presente ovunque e arriva fino a 1200 metri di altitudine sull'Etna. Il clima mediterraneo le è molto favorevole: soleggiamento costante, temperature elevate e scarse precipitazioni. I suoi paesaggi collinari e la leggera brezza marina ricordano alcuni angoli della California e dell'Australia. La Sicilia offre una moltitudine di vitigni autoctoni, tra cui il più rinomato è il Nero d'Avola.
La sottoregione: l'ETNA
Qui il clima è tutt'altro che siciliano (caldo e secco): quello dell'Etna è fresco e più piovoso. Temperature e precipitazioni sono influenzate dall'attività vulcanica e dall'altitudine. Da quasi ogni punto delle pendici dell'Etna, guardando verso est, si vede come la luce scintillante del Mediterraneo si rifletta sulle vigne. Un effetto simile a quello descritto intorno al lago di Ginevra e lungo la Mosella. I viticoltori spiegano che ciò consente una maturazione più completa delle uve, anche alle quote più alte e fresche.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita... ma quanto è complicato orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come un insieme di piccoli paesi più che come un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa offrire agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, e bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto i nomi più utili e più rinomati sul piano commerciale: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri...
Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità e ha origini greche. Gli Etruschi avrebbero introdotto la vite e gli immigrati greci avrebbero migliorato e modificato il patrimonio di vitigni, chiamando poi questa terra "Oenotria": il paese del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e alcune regioni si distinguevano già per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una testimonianza indelebile della loro espansione.
Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. Il paese è suddiviso in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "meridionale dello stivale" domina il clima mediterraneo, con estati molto calde e secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, tutto da esplorare!
Tutto su Etna Rosso 2020
A che temperatura servire Etna Rosso 2020?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Etna Rosso 2020?
Potenziale di invecchiamento: da 5 a 10 anni, cioè fino al 2030 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Etna Rosso 2020?
Vitigni: Nerello Mascalese, Nerello Capuccio, Nerello Mantellato. Origine: Sicilia, Italia. Gradazione alcolica: 13,5%.
Con cosa servire Etna Rosso 2020?
Etna Rosso 2020 si abbina a manzo, formaggi a pasta molle, formaggi a pasta dura e verdure grigliate. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
