sashimi di orata, tempura di verdure di stagione, carpaccio di branzino agli agrumi, tofu setoso al sesamo, formaggi freschi lattici

Sake Monad

Zaku

131,60 €

Un Junmai Ginjo preciso e cristallino, dove la purezza del riso incontra una freschezza delicatamente fruttata.

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Giappone

icon vin couleur

Vin Sake

icon alcool

15%

icon garde

da 1 a 5 anni

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100% riso

Parliamo poco, parliamo di vino

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Prodotto nella prefettura di Mie, nel cuore del Giappone, questo sake nasce in un ambiente dagli inverni relativamente miti e dalle estati calde e umide, ideali per una risicoltura di qualità. Le risaie beneficiano dell'influenza marittima della baia di Ise e dell'apporto di acqua pura proveniente dai rilievi circostanti, condizioni favorevoli a una maturazione regolare dei chicchi. Questo contesto naturale contribuisce a ottenere un riso al tempo stesso concentrato ed equilibrato, ideale per l'elaborazione di un Junmai Ginjo preciso ed espressivo.

Questo Junmai Ginjo è elaborato esclusivamente con riso da sake accuratamente levigato fino al grado di raffinazione tipico di questa categoria, che valorizza la purezza del chicco. L'acqua di brassaggio, particolarmente dolce e poco mineralizzata, permette una fermentazione controllata che preserva la finezza aromatica. La fermentazione a bassa temperatura, condotta con lieviti selezionati per favorire l'espressione fruttata e la nitidezza del profilo, dà un sake senza aggiunta di alcol, tutto giocato sulla chiarezza del gusto e sull'equilibrio tra dolcezza e vivacità.

Questo sake svela note di mela verde, di pera succosa e di fiori bianchi, completate da sfumature di riso cotto e da un tocco sottile di scorza di agrumi. In bocca la texture si mostra morbida e delicatamente vellutata, sostenuta da una freschezza nitida che allunga il finale. Accenni discreti di latte di mandorla e di mineralità salina apportano complessità e profondità, mantenendo una grande bevibilità e un'impressione generale di purezza.

Dove si viaggia?

Mie


La prefettura di Mie, situata sulla penisola di Kii nella regione del Kansai, gode di una posizione geografica eccezionale tra montagne e oceano, che forgia la sua identità unica nella produzione del sakè. Il suo clima oceanico temperato, influenzato dalle correnti calde del Pacifico, offre estati umide e inverni relativamente miti, creando condizioni favorevoli a una fermentazione graduale ed equilibrata. Le catene montuose che attraversano la prefettura alimentano numerosi fiumi dalle acque pure e cristalline, in particolare il Miyagawa, rinomato per la sua qualità eccezionale e per il ruolo essenziale nell'elaborazione di sakè dal carattere limpido. La regione coltiva diverse varietà di riso da sakè adatte al suo terroir, tra cui l'Ise-Nishiki, varietà locale che conferisce ai sakè di Mie il loro profilo aromatico sottile e la loro consistenza setosa. Terra spirituale che ospita il santuario di Ise, il luogo shintoista più sacro del Giappone, Mie tramanda una tradizione di produzione del sakè intrisa di spiritualità e raffinatezza, in cui ogni cuvée riflette l'armonia tra natura e saper fare ancestrale.

La piccola storia del paese

Giappone

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La storia del saké in Giappone si inserisce in un racconto millenario, intimamente legato alla coltivazione del riso e ai rituali shintoisti. Già nel III secolo, le prime fermentazioni del riso, note come kuchikami no sake, si basavano sulla masticazione dei chicchi da parte di sacerdotesse, che liberava così gli enzimi necessari a trasformare l'amido in zucchero. Nel corso del tempo, i progressi agricoli e le tecniche di birrificazione giunte dalla Cina hanno permesso di affinare la produzione, dando vita a metodi di fermentazione multipla parallela unici al mondo. Nell'era Heian il saké diventa un elemento centrale delle cerimonie imperiali e religiose, simbolo di purezza e di unione tra gli dèi e gli uomini. Durante i periodi Edo e Meiji, il miglioramento dei lieviti, la padronanza della levigatura del riso e la distribuzione su scala nazionale trasformano il saké in una bevanda popolare, radicata nella vita quotidiana e festosa del Giappone. Parallelamente compaiono altre bevande fermentate o distillate, come lo shōchū o l'awamori, nate da terroir meridionali e da influenze straniere. Oggi il saké continua a reinventarsi: connubio di tradizione e modernità, riflette la diversità dei climi, dei risi e dei saperi regionali, incarnando al tempo stesso l'anima ospitale del Giappone.

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