A tavola con Sake Kimoto Junmaishu 90
Yakitori di pollo con salsa tare, sgombro grigliato al sale, nabe di verdure e tofu, maiale brasato al miso, formaggi a pasta dura leggermente stagionati.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Sake Kimoto Junmaishu 90Suginishiki
Nato nella prefettura di Iwate, nel nord del Giappone, questo sake nasce in un clima fresco segnato da inverni rigidi ed estati moderate, favorevoli a una maturazione lenta del riso. Le risaie beneficiano di un’acqua di sorgente pura che scende dalle montagne circostanti, portando mineralità e precisione. Questa combinazione di temperature contrastate e di suoli ben drenati favorisce chicchi densi e concentrati, particolarmente adatti a un’elaborazione con il metodo tradizionale Kimoto, in cui l’equilibrio tra acidità e umami dipende dalla qualità della materia prima.
Questo Kimoto Junmaishu 90 è elaborato a partire da riso da tavola raffinato a circa il 90 %, che conserva gran parte dello strato esterno del chicco per accentuare il carattere rustico e l’umami. Il metodo Kimoto consiste nello sviluppare naturalmente la popolazione di lieviti e di batteri lattici nel pied de cuve, senza aggiunta di acido lattico industriale, il che allunga la fermentazione e ne rafforza la struttura. Il sake non è addizionato di alcol ed è imbottigliato come Junmai, per conservare l’espressione più grezza e autentica del riso e della fermentazione.
Questo sake svela note di cereali tostati, di noce e di riso al vapore, completate da tocchi di funghi e di leggera affumicatura che ne sottolineano il profilo tradizionale. In bocca la texture è ampia, quasi terrosa, con un’acidità marcata e un umami profondo che si allunga a lungo. Sfumature di soia dolce, di brodo dashi e di frutta secca compaiono nel finale, offrendo una sensazione calda e persistente, ideale per una degustazione a temperatura ambiente o leggermente riscaldata.
Dove si viaggia?
ShizuokaGiappone
La prefettura di Shizuoka, incastonata tra l'oceano Pacifico e il maestoso monte Fuji nella regione del Chūbu, gode di un terroir eccezionale plasmato dall'incontro tra la montagna sacra e il mare. Il suo clima temperato oceanico, segnato da inverni miti ed estati moderatamente calde, crea condizioni ottimali per una fermentazione delicata e controllata. Le acque di disgelo del monte Fuji, filtrate per decenni attraverso strati di roccia vulcanica, riforniscono la regione di un'acqua di notevole purezza, leggermente minerale, che costituisce l'anima dei sake di Shizuoka. Quest'acqua dolce favorisce l'elaborazione di sake dal profilo aromatico elegante e raffinato, che privilegiano la finezza rispetto alla potenza. La prefettura coltiva diverse varietà di riso da sake adatte al suo terroir, tra cui l'Homarefuji, sviluppato localmente per esprimere appieno il carattere distintivo della regione. Forte di un'antica tradizione brassicola arricchita da una cultura dell'innovazione, Shizuoka si è imposta come il riferimento dei sake in stile "Shizuoka genshu", rinomati per la loro freschezza cristallina, l'eleganza aromatica e il finale delicato che evocano la grazia dello stesso monte Fuji.
La piccola storia del paese
Giappone
La storia del saké in Giappone si inserisce in un racconto millenario, intimamente legato alla coltivazione del riso e ai rituali shintoisti. Già nel III secolo, le prime fermentazioni del riso, note come kuchikami no sake, si basavano sulla masticazione dei chicchi da parte di sacerdotesse, che liberava così gli enzimi necessari a trasformare l'amido in zucchero. Nel corso del tempo, i progressi agricoli e le tecniche di birrificazione giunte dalla Cina hanno permesso di affinare la produzione, dando vita a metodi di fermentazione multipla parallela unici al mondo. Nell'era Heian il saké diventa un elemento centrale delle cerimonie imperiali e religiose, simbolo di purezza e di unione tra gli dèi e gli uomini. Durante i periodi Edo e Meiji, il miglioramento dei lieviti, la padronanza della levigatura del riso e la distribuzione su scala nazionale trasformano il saké in una bevanda popolare, radicata nella vita quotidiana e festosa del Giappone. Parallelamente compaiono altre bevande fermentate o distillate, come lo shōchū o l'awamori, nate da terroir meridionali e da influenze straniere. Oggi il saké continua a reinventarsi: connubio di tradizione e modernità, riflette la diversità dei climi, dei risi e dei saperi regionali, incarnando al tempo stesso l'anima ospitale del Giappone.
Tutto su Sake Kimoto Junmaishu 90
A che temperatura servire Sake Kimoto Junmaishu 90?
Tra 8 e 12 °C, fresco o leggermente tiepido secondo lo stile.
Per quanto tempo si può conservare Sake Kimoto Junmaishu 90?
Potenziale di invecchiamento: da 1 a 5 anni.
Da dove viene Sake Kimoto Junmaishu 90?
Origine: Shizuoka, Giappone. Gradazione alcolica: 16%.
Con cosa servire Sake Kimoto Junmaishu 90?
Sake Kimoto Junmaishu 90 si abbina a formaggi a pasta dura, piatti vegetariani, pesce azzurro e carni bianche. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
