Abbinamenti Gastronomici

A tavola con Vermentino Isola dei Nuraghi 2024

Spaghetti alla bottarga, orata alla griglia, frittura mista di calamari e gamberi, cozze alla marinara, torta salata di verdure, pecorino sardo.

I nostri vini per

Saragat Vermentino Isola dei Nuraghi 2024

13,70 €

Un vermentino sardo luminoso e sapido, dai profumi di rosmarino e fiori di sambuco, fatto per il mare.

pays logo

Italia

icon vin couleur

Vin Bianco

icon alcool

13%

icon garde

da 1 a 5 anni

cepage logo

100% Vermentino

Spediamo in tutta Europa e nel mondo, con imballaggio rinforzato.

Tariffe per paese

Parliamo poco, parliamo di vino

Vermentino Isola dei Nuraghi 2024Saragat

Il Saragat Vermentino proviene dalla Sardegna, dalle colline e dalle pianure che circondano il paese di Mogoro, nella Marmilla, a sud di Oristano. Piantate tra 80 e 150 metri di altitudine con esposizione a sud-est, le vigne affondano le radici in suoli calcarei profondi e sciolti, propizi all'intensità aromatica e alla freschezza. Allevate a spalliera e ad alberello, godono del sole intenso e delle brezze marine dell'ovest dell'isola. La cuvée è prodotta dalla Cantina Atzei, sotto l'indicazione Isola dei Nuraghi.

Le uve di vermentino, raccolte a maturità, beneficiano di una breve macerazione pellicolare prima della pressatura. La vinificazione è condotta al riparo dall'ossigeno per preservare gli aromi freschi del frutto, con una fermentazione a temperatura controllata guidata da lieviti selezionati. Il vino riposa poi sulle fecce fini per quaranta giorni in vasche d'acciaio inox, con bâtonnage regolari che gli conferiscono consistenza e volume, prima dell'imbottigliamento.

Questo vino rivela note di rosmarino, fiori di sambuco, pesca bianca, litchi, mela verde, scorza di limone, salvia e salsedine. Il naso, espressivo, evolve dalle erbe mediterranee verso i fiori e i frutti bianchi. La bocca, morbida all'attacco, diventa sapida e vivace, con una bella struttura e un equilibrio eccellente. Il finale persistente lascia un leggero amaro, tipico del vitigno.

Domande frequenti

Tutto su Vermentino Isola dei Nuraghi 2024

A che temperatura servire Vermentino Isola dei Nuraghi 2024?

Tra 10 e 12 °C.

Per quanto tempo si può conservare Vermentino Isola dei Nuraghi 2024?

Potenziale di invecchiamento: da 1 a 5 anni, cioè fino al 2029 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.

Quali vitigni compongono Vermentino Isola dei Nuraghi 2024?

Vitigni: 100% Vermentino. Origine: Sardegna, Italia. Gradazione alcolica: 13%.

Con cosa servire Vermentino Isola dei Nuraghi 2024?

Vermentino Isola dei Nuraghi 2024 si abbina a crostacei, formaggi a pasta dura e pesce bianco. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.

Dove si viaggia?

SardegnaItalia

Seconda isola più grande del Mediterraneo, la Sardegna coltiva la vite fin dall'Antichità, come testimoniano i vinaccioli ritrovati in siti nuragici di oltre 3 000 anni. Baciata dal sole e battuta dal maestrale, l'isola offre un mosaico di terroir: graniti della Gallura a nord, calcari e argille della Marmilla al centro-sud, sabbie del Sulcis dove sopravvivono vigne a piede franco. Il vermentino vi ha trovato una terra d'elezione e dà l'unica DOCG dell'isola, il Vermentino di Gallura, mentre il cannonau, cugino della grenache, e il carignano firmano rossi solari e speziati. La monica, il bovale o il nuragus completano un patrimonio di vitigni singolare, segnato da secoli di influenza spagnola. L'indicazione geografica Isola dei Nuraghi, che deve il suo nome alle torri di pietra preistoriche che punteggiano il paesaggio, copre tutta l'isola e lascia ai produttori grande libertà. Freschi e sapidi i bianchi, generosi i rossi, i vini sardi chiamano pesce, frutti di mare e pecorino.

La piccola storia del paese

Italia

Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita, ma com'è difficile orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come tanti piccoli paesi piuttosto che un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa regalare agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, oltre a bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto il nome commercialmente più utile e più noto: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri... Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità ed è originaria della Grecia. Sarebbero stati gli Etruschi a introdurre la vite e gli immigrati greci a migliorarne e modificarne la composizione varietale; furono poi loro a chiamare questo paese "Oenotria": la terra del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e già alcune regioni si distinguevano per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una traccia indelebile delle loro conquiste. Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. L'Italia si divide in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "sud dello stivale" regna il clima mediterraneo, con estati molto calde e molto secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, che merita davvero di essere esplorato!

Ti potrebbe piacere anche