A tavola con Saké Kinrei
Sashimi di orata, tempura di verdure leggere, tofu vellutato al sesamo, carpaccio di capesante, sushi di pesce bianco.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Saké KinreiSakehitosuji
Prodotto in Giappone, questo sakè Junmai Ginjo nasce in un ambiente in cui le risaie godono di un clima contrastato, segnato da estati calde e umide e da inverni più freschi. I suoli ben drenati e l'abbondanza di pura acqua di sorgente offrono condizioni ideali alla coltivazione del riso da sakè, consentendo una maturazione regolare dei chicchi. Questi fattori naturali, uniti a una forte escursione termica tra il giorno e la notte, favoriscono lo sviluppo di aromi fini e di una struttura equilibrata nel sakè.
Questo Junmai Ginjo è prodotto con riso da sakè accuratamente levigato per concentrare il cuore del chicco, in conformità con i requisiti della sua denominazione. Il riso viene lavato, messo a bagno e poi cotto al vapore prima dell'inoculo del koji, passaggio chiave che trasforma l'amido in zuccheri fermentescibili. La fermentazione si svolge lentamente a bassa temperatura con lieviti selezionati, senza aggiunta di alcol, per preservare la purezza aromatica e la texture delicata. Dopo la fermentazione, il sakè viene pressato, filtrato e affinato prima dell'imbottigliamento.
Questo sakè rivela note di pera matura, mela verde e fiori bianchi, esaltate da tocchi di riso cotto, di banana appena accennata e da una sottile sfumatura di noce fresca. In bocca la texture si mostra morbida e setosa, con una rotondità misurata sostenuta da una freschezza discreta. I sapori restano netti e armoniosi e si allungano su un finale pulito e delicatamente umami, che invita naturalmente alla tavola e prolunga la sensazione di purezza.
Dove si viaggia?
OkayamaGiappone
La prefettura di Okayama, situata nella regione del Chūgoku di fronte al mare interno di Seto, è soprannominata "la terra del sole" per il suo clima eccezionalmente mite e soleggiato. Questa dolcezza climatica, con precipitazioni moderate e poche catastrofi naturali, ne fa uno dei territori agricoli più stabili del Giappone, ideale per la coltivazione di riso di qualità superiore. Le fertili pianure irrigate dai fiumi Asahi e Takahashi offrono condizioni ideali per la risicoltura, in particolare per l'Omachi, antica varietà di riso da sake nata a Okayama nell'Ottocento e considerata una delle più nobili e delle più difficili da coltivare. Questo riso emblematico conferisce ai sake di Okayama una struttura ricca, un corpo generoso e una notevole profondità aromatica. Le sorgenti di acqua pura che scendono dai monti del Chūgoku completano questo terroir d'eccezione, permettendo ai mastri birrai locali di tramandare metodi tradizionali esplorando al tempo stesso approcci innovativi. Erede di un sapere secolare, Okayama resta un riferimento imprescindibile nell'universo del sake premium.
La piccola storia del paese
Giappone
La storia del saké in Giappone si inserisce in un racconto millenario, intimamente legato alla coltivazione del riso e ai rituali shintoisti. Già nel III secolo, le prime fermentazioni del riso, note come kuchikami no sake, si basavano sulla masticazione dei chicchi da parte di sacerdotesse, che liberava così gli enzimi necessari a trasformare l'amido in zucchero. Nel corso del tempo, i progressi agricoli e le tecniche di birrificazione giunte dalla Cina hanno permesso di affinare la produzione, dando vita a metodi di fermentazione multipla parallela unici al mondo. Nell'era Heian il saké diventa un elemento centrale delle cerimonie imperiali e religiose, simbolo di purezza e di unione tra gli dèi e gli uomini. Durante i periodi Edo e Meiji, il miglioramento dei lieviti, la padronanza della levigatura del riso e la distribuzione su scala nazionale trasformano il saké in una bevanda popolare, radicata nella vita quotidiana e festosa del Giappone. Parallelamente compaiono altre bevande fermentate o distillate, come lo shōchū o l'awamori, nate da terroir meridionali e da influenze straniere. Oggi il saké continua a reinventarsi: connubio di tradizione e modernità, riflette la diversità dei climi, dei risi e dei saperi regionali, incarnando al tempo stesso l'anima ospitale del Giappone.
Tutto su Saké Kinrei
A che temperatura servire Saké Kinrei?
Tra 8 e 12 °C, fresco o leggermente tiepido secondo lo stile.
Per quanto tempo si può conservare Saké Kinrei?
Potenziale di invecchiamento: da 1 a 5 anni.
Da dove viene Saké Kinrei?
Origine: Okayama, Giappone. Gradazione alcolica: 15%.
Con cosa servire Saké Kinrei?
Saké Kinrei si abbina a crostacei, piatti vegetariani, pesce bianco e sushi. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
