A tavola con Il Biologico Cannonau di Sardegna DOC 2020
Agnello arrosto al rosmarino, porceddu, cinghiale in salmì, salumi sardi, pecorino sardo stagionato.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Il Biologico Cannonau di Sardegna DOC 2020Meloni
Il Cannonau Il Biologico di Meloni nasce nel sud della Sardegna, nella tenuta Campu Pirastu a Senorbì, nel cuore delle colline della Trexenta, a nord di Cagliari. Le vigne di cannonau, nome sardo della grenache nera, affondano qui le radici in suoli sabbiosi, a circa 300 metri di altitudine, sotto un clima mediterraneo caldo, luminoso e battuto dai venti. Con sede a Selargius, alle porte di Cagliari, la casa Meloni conduce il suo vigneto in agricoltura biologica da oltre vent'anni.
Le uve di cannonau, vendemmiate a maturità, sono sottoposte prima a una macerazione a freddo di due giorni, che estrae delicatamente colore e aromi. Segue una macerazione tradizionale di otto-dieci giorni in vasche d'acciaio inox, a una temperatura controllata di 24-26 °C. Il vino non conosce alcun passaggio in legno, per preservare la purezza del frutto. L'approccio biologico prosegue fino al confezionamento: tappo a base di sughero e cera d'api, etichetta ricavata da raspi e bucce d'uva, vetro riciclato alleggerito.
Questo vino rivela note di ciliegia nera, mora, lampone, prugna, mirto, pepe nero, liquirizia e macchia mediterranea. Sotto una veste rubino profondo, il naso si mostra intenso ed espressivo, unendo frutti rossi e neri a tocchi speziati e selvatici. La bocca, ampia e strutturata, poggia su tannini ben fusi e un fruttato goloso, senza alcuna pesantezza. Il finale, morbido e speziato, ne fa un compagno naturale della cucina mediterranea.
Tutto su Il Biologico Cannonau di Sardegna DOC 2020
A che temperatura servire Il Biologico Cannonau di Sardegna DOC 2020?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Il Biologico Cannonau di Sardegna DOC 2020?
Potenziale di invecchiamento: da 1 a 5 anni. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Il Biologico Cannonau di Sardegna DOC 2020?
Vitigni: 100% Cannonau. Origine: Sardegna, Italia. Gradazione alcolica: 14%.
Con cosa servire Il Biologico Cannonau di Sardegna DOC 2020?
Il Biologico Cannonau di Sardegna DOC 2020 si abbina a agnello, aperitivo, formaggi a pasta dura e selvaggina. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
Dove si viaggia?
SardegnaItalia
Seconda isola più grande del Mediterraneo, la Sardegna coltiva la vite fin dall'Antichità, seguendo le influenze fenicia, romana, poi aragonese e spagnola che hanno plasmato il suo patrimonio ampelografico. Il clima è decisamente mediterraneo: estati calde e secche, inverni miti, soleggiamento generoso e venti costanti, maestrale in testa, che rendono sani i vigneti. I suoli variano dal granito del nord ai calcari, sabbie e argille del sud, intorno a Cagliari e alla pianura del Campidano. L'isola deve la sua singolarità ai suoi vitigni: il cannonau, nome locale della grenache, regna sui rossi, mentre il vermentino si esprime al meglio in Gallura, unica DOCG dell'isola. Il sud perpetua inoltre una rara tradizione di vini dolci e liquorosi da vitigni antichi come il nasco, la malvasia di Sardegna, il moscato o il girò. Tra vigne ad alberello, rese basse e saperi familiari, la Sardegna offre vini solari, di grande personalità.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita, ma com'è difficile orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come tanti piccoli paesi piuttosto che un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa regalare agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, oltre a bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto il nome commercialmente più utile e più noto: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri... Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità ed è originaria della Grecia. Sarebbero stati gli Etruschi a introdurre la vite e gli immigrati greci a migliorarne e modificarne la composizione varietale; furono poi loro a chiamare questo paese "Oenotria": la terra del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e già alcune regioni si distinguevano per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una traccia indelebile delle loro conquiste. Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. L'Italia si divide in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "sud dello stivale" regna il clima mediterraneo, con estati molto calde e molto secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, che merita davvero di essere esplorato!
