A tavola con Grillo 2024
Da gustare con ravioli di ricotta e gamberi, con dei sashimi, un piatto di ostriche o accompagnato da piccoli formaggi di capra.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Grillo 2024LUNA SICANA
Situata in una valle della Sicilia, in provincia di Agrigento, la cantina Luna Sicana ha iniziato la sua avventura nel 2008, spinta dal desiderio di valorizzare il potenziale di questa terra meravigliosa con la coltivazione di viti, ulivi, pistacchi e altre colture legate al territorio. La valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani, l'agricoltura biologica e la realizzazione di prodotti di alta qualità sono i pilastri dell'azienda.
Questa cuvée è composta da Grillo, un vitigno autoctono siciliano. Le vigne crescono su suoli di diversa natura, perché la tenuta è attraversata dal fiume Platani che, nel corso degli anni, ha lasciato un terreno al tempo stesso limoso, sabbioso e ricco di ciottoli di fiume. La vendemmia avviene a mano in piccole cassette. Dopo una pressatura soffice, la fermentazione si svolge in vasca inox. Il vino affinerà 6 mesi sulle fecce fini nello stesso contenitore e riposerà altri 2 mesi in bottiglia. Questo vino svela aromi di nettarina bianca, litchi fresco, limone, mela Granny Smith, biancospino, zenzero, melone e note gessose. La bocca è fresca e cesellata attorno a una trama minerale e sapida. Il finale è salivante e tutto in tensione.
Dove si viaggia?
SiciliaItalia
La Sicilia
La Sicilia, la più grande isola del Mediterraneo, ha da secoli una vocazione per la viticoltura. Piantato su terre nere e vulcaniche, il suo vigneto è considerato uno dei più antichi al mondo. È il più grande vigneto d'Italia. La vite è presente ovunque, fino a 1200 metri di altitudine sull'Etna. Il clima mediterraneo le è molto favorevole: soleggiamento costante, temperature elevate e scarsa piovosità. I suoi paesaggi collinari e la sua leggera brezza marina ricordano alcuni angoli della California e dell'Australia. La Sicilia offre una moltitudine di vitigni autoctoni, di cui il Nero d’Avola è il più rinomato.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita... ma quanto è complicato orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come un insieme di piccoli paesi più che come un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa offrire agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, e bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto i nomi più utili e più rinomati sul piano commerciale: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri...
Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità e ha origini greche. Gli Etruschi avrebbero introdotto la vite e gli immigrati greci avrebbero migliorato e modificato il patrimonio di vitigni, chiamando poi questa terra "Oenotria": il paese del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e alcune regioni si distinguevano già per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una testimonianza indelebile della loro espansione.
Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. Il paese è suddiviso in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "meridionale dello stivale" domina il clima mediterraneo, con estati molto calde e secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, tutto da esplorare!
Tutto su Grillo 2024
A che temperatura servire Grillo 2024?
Tra 10 e 12 °C.
Per quanto tempo si può conservare Grillo 2024?
Potenziale di invecchiamento: da 5 a 10 anni, cioè fino al 2034 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Grillo 2024?
Vitigni: 100% Grillo. Origine: Sicilia, Italia. Gradazione alcolica: 12,5%.
Con cosa servire Grillo 2024?
Grillo 2024 si abbina a aperitivo, crostacei, formaggi a pasta molle e verdure grigliate. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
