A tavola con Barbaresco Valeirano 2022
Costata di vitello arrosto alle erbe, risotto ai porcini, ragù d'anatra, tajarin al tartufo bianco, toma di pecora stagionata.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Barbaresco Valeirano 2022La Spinetta
Valeirano è una parcella di 2,5 ettari situata a Treiso, uno dei comuni della denominazione Barbaresco, nelle Langhe piemontesi. Esposta a sud-est, a circa 380 metri di altitudine, poggia su marne calcaree e sabbiose. Questo cru d'altura è rinomato per dare uno dei Barbaresco più tesi e minerali di La Spinetta, cantina fondata nel 1977 dalla famiglia Rivetti a Castagnole Lanze.
Il Nebbiolo è coltivato secondo una viticoltura sostenibile, attenta ai suoli e alla biodiversità. Dopo la vendemmia, le uve affrontano una macerazione di quindici giorni, poi il vino matura diciotto mesi in botti di rovere francese, di cui il 25 % nuove. L'annata 2022 ha dato un vino potente, scuro e piuttosto austero in gioventù, dotato di un eccellente potenziale di evoluzione.
Questo vino rivela note di ciliegia, ribes nero, erbe essiccate, terra bagnata, grafite, liquirizia, incenso e pepe nero. La veste rubino brillante precede un naso profondo e speziato. In bocca, la struttura è potente e intensa, con tannini densi che restano eleganti e precisi. Il vino possiede un'energia scura e una notevole capacità di invecchiamento.
Dove si viaggia?
Il PiemonteItalia
Uno dei modi migliori per scoprire il Piemonte è attraverso i suoi vini. Percorri la regione e scoprirai tutta una gamma di stili: rossi audaci e di lungo invecchiamento, bianchi secchi e delicati, oppure dolci e frizzanti come il Moscato d'Asti. Il Piemonte è infatti una delle regioni vitivinicole più rinomate d'Italia. Si trova nel nord-ovest del paese, e la sua posizione geografica lo rende unico: confina sia con la Francia sia con la Svizzera, ed è quindi una delle poche regioni italiane a toccare entrambi i paesi. Il Piemonte è una regione montuosa, circondata dalle Alpi, con vaste zone collinari e un paesaggio molto vario. Se in estate le condizioni per la produzione del vino sono simili a quelle della regione di Bordeaux, il Piemonte conosce temperature molto più fredde nei mesi invernali e precipitazioni nettamente inferiori durante tutto l'anno, grazie all'effetto di ombra pluviometrica delle Alpi.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita, ma com'è difficile orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come tanti piccoli paesi piuttosto che un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa regalare agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, oltre a bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto il nome commercialmente più utile e più noto: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri... Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità ed è originaria della Grecia. Sarebbero stati gli Etruschi a introdurre la vite e gli immigrati greci a migliorarne e modificarne la composizione varietale; furono poi loro a chiamare questo paese "Oenotria": la terra del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e già alcune regioni si distinguevano per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una traccia indelebile delle loro conquiste. Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. L'Italia si divide in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "sud dello stivale" regna il clima mediterraneo, con estati molto calde e molto secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, che merita davvero di essere esplorato!
Tutto su Barbaresco Valeirano 2022
A che temperatura servire Barbaresco Valeirano 2022?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Barbaresco Valeirano 2022?
Potenziale di invecchiamento: 10 anni e oltre, cioè almeno fino al 2032. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Barbaresco Valeirano 2022?
Vitigni: 100% Nebbiolo. Origine: Piemonte, Italia. Gradazione alcolica: 14,5%.
Con cosa servire Barbaresco Valeirano 2022?
Barbaresco Valeirano 2022 si abbina a formaggi a pasta dura, piatti vegetariani e carni bianche. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
