Parliamo poco, parliamo di vino
Questo Bourgogne Pinot Noir Altis proviene da una parcella di Saint-Sernin-du-Plain, in Saône-et-Loire, a ovest di Maranges e di Santenay. Reimpiantata nel 2018 con vigne alte e larghe, occupa un versante esposto a sud-sud-est su un suolo di argilla, calcare e marne variegate. Il nome Altis, dal latino altus, rende omaggio a queste vigne alte, la cui altezza e la cui circolazione dell'aria limitano le malattie e i danni delle gelate tardive.
La vinificazione è tradizionale. Una prefermentazione a freddo di tre giorni precede follature e rimontaggi quotidiani, per un'estrazione delicata ed equilibrata. Dopo la fermentazione alcolica, il vino affina in vasca per 10-12 mesi a seconda dell'annata, senza passaggio in botte, per preservare tutta la purezza del frutto e la freschezza del Pinot Nero.
Questo vino rivela note di lampone, di ciliegia, di ribes rosso, di fragola, di violetta, di peonia, di pepe, di cannella e di sottobosco. La veste rosso rubino brillante precede un naso fresco e seducente. La bocca offre una bella precisione, sostenuta da tannini fini e delicati e da sottili tocchi speziati. La struttura morbida ed elegante si conclude con un finale vivace e rinfrescante.
Dove si viaggia?
La piccola storia del paese
Francia

Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.
