Abbinamenti Gastronomici

A tavola con Pommard Croix Blanche 2022

Costoletta di vitello ai funghi, petto d'anatra arrosto, coq au vin, faraona alle spugnole, Époisses.

I nostri vini per

Domaine Parent Pommard Croix Blanche 2022

88,00 €

Un Pommard di lieu-dit dalla veste rubino, in cui ciliegia selvatica e ribes nero uniscono forza e finezza.

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Francia

icon vin couleur

Vin Rosso

icon alcool

13%

Viticulture

icon garde

da 5 a 10 anni

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100% Pinot Nero

Spediamo in tutta Europa e nel mondo, con imballaggio rinforzato.

Tariffe per paese

Parliamo poco, parliamo di vino

Pommard Croix Blanche 2022Domaine Parent

Questo Pommard proviene dalla località La Croix Blanche, nel comune di Pommard, nella Côte de Beaune, tra Beaune e Volnay. Il Domaine Parent, stabilito a Pommard da quasi tredici generazioni, vi coltiva il Pinot Nero su suoli argilloso-calcarei, su pendii esposti a levante e a mezzogiorno. Certificata in agricoltura biologica dal 2013, la cantina coltiva le sue vigne secondo metodi biodinamici, attenti al ciclo naturale delle stagioni.

Le uve vengono vendemmiate a mano e selezionate su due tavoli, di cui uno vibrante. A seconda dell'annata, la vendemmia viene diraspata o conservata in parte a grappolo intero, prima di una macerazione a freddo di tre-cinque giorni. La fermentazione, a temperatura controllata, è scandita da delicate follature e rimontaggi, per una macerazione di 16-18 giorni. L'affinamento dura 14-16 mesi in botti di rovere francese, di cui il 35 % nuove.

Questo vino rivela note di ciliegia selvatica, di ribes nero, di mora, di lampone, di violetta, di peonia, di pepe nero, di cuoio e di vaniglia. La veste rubino, intensa e brillante, annuncia una bocca che unisce forza e finezza. I tannini, decisi ma levigati, incorniciano un frutto carnoso, e il finale si allunga su una bella freschezza speziata.

Domande frequenti

Tutto su Pommard Croix Blanche 2022

A che temperatura servire Pommard Croix Blanche 2022?

Tra 15 e 17 °C.

Per quanto tempo si può conservare Pommard Croix Blanche 2022?

Potenziale di invecchiamento: da 5 a 10 anni, cioè fino al 2032 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.

Quali vitigni compongono Pommard Croix Blanche 2022?

Vitigni: 100% Pinot Nero. Origine: Borgogna, Francia. Gradazione alcolica: 13%.

Con cosa servire Pommard Croix Blanche 2022?

Pommard Croix Blanche 2022 si abbina a formaggi a pasta molle e carni bianche. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.

Dove si viaggia?

BorgognaFrancia

La Borgogna è un vero terreno d'avventura per gli amanti del vino! Sostenuti da un clima prevalentemente continentale, i vini borgognoni traggono il loro carattere unico da influenze diverse — continentali, mediterranee e oceaniche — che si intrecciano per creare una sinfonia di sapori impareggiabili. È proprio questa fusione climatica che permette a ogni Grand Cru di Borgogna di rivelare aromi e sapori che alcuni considerano i migliori al mondo.

Da nord a sud, ogni zona vitivinicola della Borgogna, dallo Chablis al Mâconnais, gode di un proprio microclima. A Chablis i vignaioli combattono le gelate primaverili avvolgendo le viti in un bozzolo protettivo di acqua ghiacciata. Sulla Côte de Nuits e sulla Côte de Beaune le colline catturano la luce del sole, regalando estati calde che colmano le uve di sole, mentre il Mâconnais gode di un clima quasi mediterraneo, più secco e meno soggetto alle gelate.

Questo mix di condizioni climatiche, unito a una geologia variegata con oltre 400 tipi di suolo diversi, conferisce a ogni vino di Borgogna un'identità propria. Ogni bottiglia è un racconto di terroir, una storia di terra e di clima, un invito a esplorare il ricco patrimonio vitivinicolo della Borgogna.

La piccola storia del paese

Francia

Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.

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