A tavola con Corton Grand Cru Blanc 2023
Astice arrosto al burro semisalato, rombo in salsa mousseline, pollastra di Bresse alla crema e alle spugnole, animelle di vitello ai finferli, Comté 24 mesi.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Corton Grand Cru Blanc 2023Domaine Parent
Questo Corton Grand Cru bianco nasce sulla collina di Corton, a nord della Côte de Beaune, uno dei rilievi più celebri della Borgogna. Le vigne del Domaine Parent, casa di famiglia stabilita a Pommard da quasi tredici generazioni, affondano le radici in suoli argilloso-calcarei dove lo Chardonnay trae una bella densità. La cantina, certificata in agricoltura biologica dal 2013, coltiva le sue vigne secondo metodi biodinamici, con un'aratura in parte a cavallo sui grand cru.
Le uve vengono vendemmiate a mano, poi pressate a grappolo intero. Le fermentazioni alcolica e malolattica si svolgono in botti di rovere francese nuove, accompagnate da un leggero bâtonnage. Il vino affina poi sulle fecce per 14-16 mesi, quindi viene imbottigliato alla tenuta, per unire ricchezza di texture, precisione e luminosità del terroir.
Questo vino rivela note di pera, di albicocca, di pesca gialla, di limone candito, di biancospino, di nocciola tostata, di brioche, di burro fresco e di pietra focaia. La veste di un bel oro verde brillante annuncia una bocca ricca e densa, esaltata da una mineralità vibrante. L'equilibrio tra ampiezza e tensione dà un vino di razza, energico e preciso, dal finale lungo e salino.
Tutto su Corton Grand Cru Blanc 2023
A che temperatura servire Corton Grand Cru Blanc 2023?
Tra 10 e 12 °C.
Per quanto tempo si può conservare Corton Grand Cru Blanc 2023?
Potenziale di invecchiamento: 10 anni e oltre, cioè almeno fino al 2033. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Corton Grand Cru Blanc 2023?
Vitigni: 100% Chardonnay. Origine: Borgogna, Francia. Gradazione alcolica: 13,5%.
Con cosa servire Corton Grand Cru Blanc 2023?
Corton Grand Cru Blanc 2023 si abbina a crostacei, formaggi a pasta dura, pesce bianco e carni bianche. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
Dove si viaggia?
BorgognaFrancia
La Borgogna è un vero terreno d'avventura per gli amanti del vino! Sostenuti da un clima prevalentemente continentale, i vini borgognoni traggono il loro carattere unico da influenze diverse — continentali, mediterranee e oceaniche — che si intrecciano per creare una sinfonia di sapori impareggiabili. È proprio questa fusione climatica che permette a ogni Grand Cru di Borgogna di rivelare aromi e sapori che alcuni considerano i migliori al mondo.
Da nord a sud, ogni zona vitivinicola della Borgogna, dallo Chablis al Mâconnais, gode di un proprio microclima. A Chablis i vignaioli combattono le gelate primaverili avvolgendo le viti in un bozzolo protettivo di acqua ghiacciata. Sulla Côte de Nuits e sulla Côte de Beaune le colline catturano la luce del sole, regalando estati calde che colmano le uve di sole, mentre il Mâconnais gode di un clima quasi mediterraneo, più secco e meno soggetto alle gelate.
Questo mix di condizioni climatiche, unito a una geologia variegata con oltre 400 tipi di suolo diversi, conferisce a ogni vino di Borgogna un'identità propria. Ogni bottiglia è un racconto di terroir, una storia di terra e di clima, un invito a esplorare il ricco patrimonio vitivinicolo della Borgogna.
La piccola storia del paese
Francia
Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.
