A tavola con Saint-Joseph Les Carats 2024
Filetto di coregone al burro nocciola, capesante arrosto, risotto agli asparagi verdi, blanquette di vitello, saint-marcellin.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Saint-Joseph Les Carats 2024Domaine Mucyn
Il Saint-Joseph Les Carats del Domaine Mucyn proviene dalla riva destra del Rodano, nella parte settentrionale della valle, dove la denominazione Saint-Joseph si estende per una cinquantina di chilometri di pendii scoscesi, tra l'Ardèche e la Loira. Le vigne si aggrappano a pendii terrazzati, su suoli poveri e drenanti derivati da rocce cristalline, sotto un clima temperato segnato dal vento del nord.
Questa cuvée nasce esclusivamente da Roussanne, coltivata in agricoltura biologica da Hélène e Jean-Pierre Mucyn, vignaioli stabiliti a Gervans dal 2001. La cantina dispone di una cantina interrata, sotto il suo edificio del XVIII secolo, la cui freschezza naturale si presta particolarmente bene alla vinificazione dei vini bianchi e alla conservazione dei loro aromi.
Questo vino rivela note di pesca gialla, di albicocca fresca, di pera, di tiglio, di biancospino, di limone, di miele d'acacia e di gesso. Il naso, ricco e maturo, unisce frutta a nocciolo e sfumature floreali. La bocca è fresca, netta e molto pura, di grande eleganza e di bella succosità, prima di un finale salino e minerale.
Dove si viaggia?
La Valle del RodanoFrancia
La Valle del Rodano distende i suoi vigneti nel sud-est della Francia, lungo il fiume, da Vienne, a sud di Lione, fino ai dintorni di Avignone, per quasi duecento chilometri. Si divide in due zone ben distinte: a nord, un clima continentale temperato, segnato da pendii scoscesi esposti al sole e spazzati dal mistral; a sud, un clima nettamente mediterraneo, caldo e secco, dove lo stesso vento risana le vigne e preserva la freschezza delle uve. I suoli cambiano radicalmente, dai graniti e scisti dei versanti settentrionali ai terrazzi di ciottoli arrotondati, sabbie e argille calcaree del Midi. La regione si distingue per due volti complementari: a nord, il Syrah in purezza per rossi speziati e tesi, accompagnato da Viognier, Marsanne e Roussanne; a sud, uvaggi generosi dominati da Grenache, Syrah e Mourvèdre.
La piccola storia del paese
Francia
Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.
Tutto su Saint-Joseph Les Carats 2024
A che temperatura servire Saint-Joseph Les Carats 2024?
Tra 10 e 12 °C.
Per quanto tempo si può conservare Saint-Joseph Les Carats 2024?
Potenziale di invecchiamento: da 1 a 5 anni, cioè fino al 2029 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Saint-Joseph Les Carats 2024?
Vitigni: 100% Roussanne. Origine: Valle del Rodano, Francia. Gradazione alcolica: 12,5%.
Con cosa servire Saint-Joseph Les Carats 2024?
Saint-Joseph Les Carats 2024 si abbina a crostacei, piatti vegetariani e carni bianche. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
