Piatto di tapas, insalata di gamberi al mango, pollo alla basca, torta al formaggio di pecora, curry di pesce

Côtes de Gascogne Gros Manseng

Domaine Laguille

65,40 €

Un gros manseng amabile dei dintorni di Eauze, goloso e fresco, sostenuto da aromi di frutta esotica.

icona paese

Francia

icona colore del vino

Bianco

icona alcol

10.5%

icona potenziale di invecchiamento

da 1 a 5 anni

icona vitigno

Gros Manseng

Spediamo in tutta Europa e nel mondo, con imballaggio rinforzato.

Tariffe per paese

Parliamo poco, parliamo di vino

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Questo Côtes de Gascogne proviene dal Domaine Laguille, proprietà di famiglia situata a Saint-Amand, vicino a Eauze, nel cuore del Bas-Armagnac, nel Gers. Questo territorio guascone, rinomato per i suoi vini e le sue acquaviti, beneficia di un clima oceanico temperato, con estati calde e autunni soleggiati. Il gros manseng, vitigno emblematico del Sud-Ovest, sviluppa qui una grande ricchezza aromatica pur conservando una bella vivacità.

Cantina di famiglia di vignaioli e distillatori da diverse generazioni, Laguille dedica una cuvée amabile a questo vitigno guascone per rivelarne tutta la ricchezza aromatica. Il vino affina in vasca, senza passaggio in botte, per mettere in risalto la freschezza, la finezza e la luminosità del frutto. È pensato per essere apprezzato giovane, all'aperitivo come durante tutto il pasto.

Questo vino rivela note di mango, di frutto della passione, di melone, di pesca gialla, di limone candito, di pompelmo, di fiori d'arancio e di nocciola. La frutta esotica domina un naso intenso, completato da agrumi e da un tocco di frutta secca. La bocca, amabile ed equilibrata, unisce una dolcezza golosa a una bella freschezza, e si allunga su un finale intenso, persistente sul frutto.

Dove si viaggia?

Il Sud-Ovest


Il Sud-Ovest riunisce un mosaico di vigneti tra il Bordolese e i Pirenei, da Bergerac e Cahors fino a Gaillac, Madiran, Jurançon e le Côtes de Gascogne. Il clima è oceanico a nord e a ovest, con influenze mediterranee a est e un effetto föhn ai piedi dei Pirenei: primavere miti, estati calde e autunni spesso lunghi e soleggiati, favorevoli alle vendemmie tardive. I suoli variano da un vigneto all’altro: argillo-calcarei e ghiaiosi a Bergerac e Monbazillac, terrazze del Lot a Cahors, argille e ciottoli in Guascogna. La regione si distingue per la ricchezza dei suoi vitigni, spesso autoctoni: Gros e Petit Manseng, Colombard, Tannat, Malbec, Négrette, Fer Servadou o Mauzac, accanto ai vitigni bordolesi. Dà sia bianchi secchi aromatici sia grandi vini liquorosi, come il Monbazillac, nati dalla muffa nobile alimentata dalle nebbie autunnali della Dordogna.

La piccola storia del paese

Francia

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Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.

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