A tavola con Chablis Vieilles Vignes de Sainte Claire 2025
Torta salata ai funghi, pollame di Bresse alla crema, crottin de Chavignol stagionato, lucioperca al beurre blanc, sfoglia di animelle di vitello.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Chablis Vieilles Vignes de Sainte Claire 2025Domaine Jean-Marc Brocard
Lo Chablis Vieilles Vignes de Sainte Claire proviene dal vigneto di Sainte Claire, a Préhy, a sud-ovest di Chablis, culla della maison Jean-Marc Brocard. Le vigne, di circa sessant'anni, sono piantate sul terroir kimmeridgiano, marne e calcari giurassici ricchi di piccoli fossili di ostriche che fanno la fama della denominazione. Sotto un clima semicontinentale, con inverni freddi ed estati temperate, lo chardonnay matura lentamente, conservando un'acidità brillante e una profonda mineralità.
Le vigne sono condotte in agricoltura biologica certificata. La vendemmia è convogliata per gravità fino alla sfecciatura, senza pompaggio, per rispettare l'integrità dei mosti. La fermentazione alcolica si svolge con lieviti indigeni, a una temperatura controllata tra 18 e 20 °C, e la fermentazione malolattica è portata a termine. Il vino affina poi dodici mesi sulle fecce, interamente in vasca d'acciaio inox, il che gli conferisce volume e texture pur preservando la purezza del terroir.
Questo vino rivela note di fiori bianchi, biancospino, ananas, pesca gialla, limone candito, mela golden, nocciola e selce. La veste giallo pallido dai riflessi verde argento si apre su un naso floreale, a cui succede un cuore di frutti maturi ed esotici. La bocca è ampia e precisa, di una texture vellutata e avvolgente, e si prolunga su un finale minerale dagli accenti di pietra focaia.
Tutto su Chablis Vieilles Vignes de Sainte Claire 2025
A che temperatura servire Chablis Vieilles Vignes de Sainte Claire 2025?
Tra 10 e 12 °C.
Per quanto tempo si può conservare Chablis Vieilles Vignes de Sainte Claire 2025?
Potenziale di invecchiamento: da 5 a 10 anni, cioè fino al 2035 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Chablis Vieilles Vignes de Sainte Claire 2025?
Vitigni: 100% Chardonnay. Origine: Borgogna, Francia. Gradazione alcolica: 12,5%.
Con cosa servire Chablis Vieilles Vignes de Sainte Claire 2025?
Chablis Vieilles Vignes de Sainte Claire 2025 si abbina a pesce bianco e carni bianche. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
Dove si viaggia?
BorgognaFrancia
La Borgogna è un vero terreno d'avventura per gli amanti del vino! Sostenuti da un clima prevalentemente continentale, i vini borgognoni traggono il loro carattere unico da influenze diverse — continentali, mediterranee e oceaniche — che si intrecciano per creare una sinfonia di sapori impareggiabili. È proprio questa fusione climatica che permette a ogni Grand Cru di Borgogna di rivelare aromi e sapori che alcuni considerano i migliori al mondo.
Da nord a sud, ogni zona vitivinicola della Borgogna, dallo Chablis al Mâconnais, gode di un proprio microclima. A Chablis i vignaioli combattono le gelate primaverili avvolgendo le viti in un bozzolo protettivo di acqua ghiacciata. Sulla Côte de Nuits e sulla Côte de Beaune le colline catturano la luce del sole, regalando estati calde che colmano le uve di sole, mentre il Mâconnais gode di un clima quasi mediterraneo, più secco e meno soggetto alle gelate.
Questo mix di condizioni climatiche, unito a una geologia variegata con oltre 400 tipi di suolo diversi, conferisce a ogni vino di Borgogna un'identità propria. Ogni bottiglia è un racconto di terroir, una storia di terra e di clima, un invito a esplorare il ricco patrimonio vitivinicolo della Borgogna.
La piccola storia del paese
Francia
Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.
